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Alassio, ecco il progetto per l’arenile da 200 metri

L'iniziativa, sposata dal consigliere Galtieri, è stato accolta con diffidenza da Bagni Marini, gruppo Agorà e sindaco Canepa

Alassio. “Diciamo sì al progetto di allungamento dell’arenile alassino a levante, ma con ‘riserva’, rappresentata dalla necessità di avere quantomeno un periodo di monitoraggio di due anni, seguito da una convenzione con tanto di fidejussione, che fornisca le dovute garanzie”.

È questo il pensiero dell’associazione Bagni Marini alassina in relazione al progetto presentato lo scorso 2 dicembre 2015 dall’ingegner Franco Ferrando che, nell’ambito dei lavori per il ripristino della zona della pineta di passeggiata Cadorna, pesantemente danneggiata da una mareggiata avvenuta nel 2014,  prevedrebbe un nuovo arenile di circa 200 metri a levante della passeggiata. Un’iniziativa che, stando alle parole di Ferrando, potrebbe essere resa possibile attraverso la realizzazione di un pannello ostruzionistico di estremità. Il progetto, che avrebbe un costo di poco superiore ai 40mila euro, è stato recentemente riesumato e supportato dal consigliere di minoranza e capogruppo della lista ‘Insieme X’ Angelo Galtieri, che lo ha trasformato nell’oggetto di una mozione.

“L’intervento del pettine-molo prospettato dall’ingegner Ferrando – ha spiegato Galtieri – permetterebbe di garantire la messa in sicurezza della passeggiata Cadorna e donerebbe alla città 200 metri lineari di spiaggia di proprietà del comune in più rispetto agli attuali. Non si può dire no ad una simile opportunità: sarebbe l’ennesima occasione sprecata da sindaco e amministrazione”.

L’iniziativa, però, è stata accolta in maniera piuttosto diffidente nell’alassino. In primis dall’associazione Bagni Marini che, tramite il presidente Ernesto Schivo, ha fatto sapere: “Ben vengano tutti gli interventi in favore della baia alassina, ma con le dovute cautele. Qualsiasi intervento che viene eseguito in mare, infatti, deve garantire la reversibilità, ovvero la possibilità di essere smantellato nel caso in cui sorgessero eventuali problemi. Non siamo dunque contrari a priori, ma, nel caso si opti per la realizzazione del progetto dell’ingegner Ferrando, pretendiamo una fase di monitoraggio di due anni, seguita da un impegno scritto con fidejussione, che garantisca l’eventuale rimozione del pannello”.

Dubbi e perplessità sono stati espressi anche dal gruppo Agorà, per voce di Rocco Invernizzi, che ha spiegato: “Siamo tutti consapevoli della necessità di una soluzione per mantenere ed eventualmente allungare il litorale di Alassio, ma dagli studi commissionati negli anni dal comune abbiamo imparato che a realizzare opere fisse perpendicolari alla riva si rischia di modificare il flusso del materiale sabbioso, che si muove longitudinalmente rispetto alla riva; esempio concreto ad Alassio è la Berma del torrione, proprio nella zona interessata dal progetto. Oggi l’associazione Bagni Marini, collaborando con le varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni, ha portato avanti un progetto importante che è il tecnoreef, oggi arrivato alla fase conclusiva per quanto riguarda l’iter di approvazione; a mio avviso, visti gli studi, è una soluzione che può garantire una buona protezione per il nostro arenile, che comunque andrebbe aiutata con un’opera di ripascimento strutturale con materiale proveniente da fuori, andando a compensare quell’apporto di materiale che la natura non riesce più a fornire. Il beneficio ottenuto andrebbe poi mantenuto con opere di ripascimento stagionali, sempre con materiale proveniente da fuori e non reperito con il metodo della Sorbonatura, anch’esso modificativo dei normali apporti sulla riva di materiale”.

A stroncare quasi definitivamente il progetto presentato da Ferrando, ci ha però pensato il sindaco Enzo Canepa, che ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto il progetto del professionista, che è stato preso in carico dagli uffici competenti. A prescindere dall’opinione che si può avere sulla validità dell’idea, il progetto risulta essere, come già riportato dagli uffici, difficilmente realizzabile. Inoltre trattandosi di un’iniziativa che prevede anche opere marine, la competenza, anziché comunale è della Regione Liguria”.

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