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Targa a Giuseppina Ghersi, il sindaco di Noli: “Nessuna strumentalizzazione, onoriamo una vittima della guerra” fotogallery video

Alla cerimonia hanno partecipato alcuni rappresentanti dei gruppi organizzati di estrema destra, ma tutto si è svolto senza intoppi

Noli. “Da parte nostra non c’è alcuna strumentalizzazione politica. E’ solo un atto d’amore verso una ragazzina stuprata e uccisa dopo la fine della guerra”. Nessun intento politico, puntualizza il sindaco Giuseppe Niccoli. Eppure, questa mattina alla cerimonia di scopertura della targa che il Comune di Noli ha voluto dedicare a Giuseppina Ghersi c’erano anche alcuni rappresentanti dei gruppi dell’estrema destra: CasaPound, Forza Nuova e Fiamma Tricolore.

Targa in memoria di Giuseppina Ghersi

Una presenza che ovviamente non è passata inosservata e per certi versi attesa, visto il fiume di polemiche che ha travolto l’iniziativa nelle scorse settimane: “Polemiche in parte scatenate anche dai media, che ovviamente hanno fatto il loro mestiere – punge Niccoli – A parte questo, mi sembra che questa mattina ci fosse un clima pacifico, adatto ad una cerimonia come questa in cui andiamo a commemorare una vittima, una ragazzina di soli 13 anni”.

Nonostante la presenza dei due gruppi, provenienti da diverse zone del nord Italia, la cerimonia si è svolta senza che si verificassero né scontri né polemiche. Aanche forse per l’assenza di rappresentanti di gruppi che potessero porsi in aperta contrapposizione con l’estrema destra, a parte il presidente dell’associazione “Fischia il vento” Giuliano Arnaldi.

Al di là della bagarre politica, l’intento dell’amministrazione nolese era uno solo: “Vorrei che dopo 72 anni i giudizi riguardanti alcuni fatti del passato del nostro paese potessero cambiare. Non parliamo di revisionismo storico, ma ritengo che dopo tanti anni sia giunta l’ora di dire qualcosa in più rispetto a quanto non sia stato detto finora da un punto di vista soltanto. Occorre condannare con forza tutto ciò che è stato fatto tra il 1943 ed il 1945, anni terribili che hanno sconvolto tutta l’Europa e specialmente il nostro paese, teatro di una guerra civile che come tutti i conflitti simili è stata veramente disastrosa”.

Anche per questo, la targa non è dedicata unicamente a Giuseppina Ghersi “sfortunata bambina oggetto di ignobile viltà” ma anche a “tutte le giovani vittime dell’abiezione” umana.

E sulla presenza di rappresentanti della destra, il sindaco aggiunge: “Il fatto che ci siano forze di destra mi interessa poco o nulla. Da entrambe le parti ci sono sempre persone desiderose di venire a portare il loro saluto”.

Anche per il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Angelo Vaccarezza, oggi la politica doveva stare in disparte: “In queste settimane si sono dette troppe parole inutili. Giuseppina Ghersi è una bambina di 13 anni che per 72 anni non ha avuto la dignità di vedere un fiore, un ricordo, una preghiera, un angolo di questa terra dedicato a lei. In queste settimane hanno parlato tutti, tante persone che, a sproposito, sono intervenute su cose che non sapevano. Oggi noi siamo qui per ricordare una bimba di 13 anni che 72 anni fa è stata stuprata”.

“Purtroppo in questo paese prima si guarda chi è l’aggressore e dopo chi è l’aggredito. Invece per noi prima viene una bambina a cui oggi finalmente diamo la dignità di avere un luogo, in questa terra, che porta il proprio nome. Tutto il resto sono parole vane. Chi ha voluto parlare di politica ha sbagliato. Probabilmente perché vive e si nutre di quella stessa politica dell’odio che ha ucciso Giuseppina Ghersi”.

Viene da chiedersi come sarebbe cambiato il giudizio di alcuni esponenti politici se ad uccidere Giuseppina Ghersi fossero stati i fascisti: “La differenza fondamentale tra come la penso io e come la pensano alcuni rappresentanti di Anpi è data dal fatto che per me chi muore è comunque un martire. Quando sono andato a Stazzema a rappresentare la Provincia di Savona scortando il gonfalone della Regione Liguria (che non era presente nemmeno con un consigliere regionale perché forse l’amministrazione Burlando aveva altro da fare che partecipare a quella manifestazione) l’ho fatto perché era giusto. Sono qua perché è giusto. Forse il concetto di ciò che è giusto veramente divide ancora i due schieramenti politici in questo paese”.

Targa in memoria di Giuseppina Ghersi

Il consigliere provinciale, Eraldo Ciangherotti, aggiunge. Zone d’ombra, eccessi e aberrazioni, come ha anche ammesso Giorgio Napolitano, sono gli orrori della Resistenza. Non si tratta di riscrivere la storia o fare revisioni politiche: solo affermare la verità. Nella guerra civile, c’erano sia comunisti che fascisti lottavano per la bandiera di due dittature, differenti solo per il colore: una era rossa, l’altra nera. Ciò che invece li accomunava era l’ideologia autoritaria, con fanatismi opposti, simili seppur contrari. Erano in contrasto tra loro, ma avevano un nemico comune: le forze che lottavano per la libertà e la democrazia”.

“In questa morsa della vita, in questa tragedia è ingiustamente è caduta Giuseppina Ghersi, la ragazzina di Savona violentata e uccisa da tre partigiani. Un’eredità pesante, che ancora oggi si vorrebbe tenere nascosta per in nome di una disumana complicità. Noi siamo qui oggi, a Noli, in piazza Rosselli, per ricordarla e per rendere onore a una bambina e alla sua memoria”.

Commenti

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  1. Scritto da briant88

    Vorrei replicare a chi continua a non capire. Non c’è bisogno di una seria ricerca storica , basta il buon senso depurato dal rancore per arrivare a comprendere che all’età di quattordici anni non si è carnefici ma solo vittime. Questa ragazzina è stata stuprata una prima volta da chi ha violentato la sua mente e dopo da chi ha violentato e ucciso il suo corpo per saldare il conto con la storia. Di fronte a questa vicenda la condanna senza appello va a chi ha visto nel sangue , nella vendetta ceca il solo strumento di riscatto. A così tanti anni di distanza tutto questo si può accettare perché la forza delle idee non ha bisogno del sangue di una adolescente per sopravvivere.

  2. Scritto da ANTONIO MANTERO

    Ed ora si faccia una seria ricerca storica sulle responsabilità della quattordicenne e si appendano vicino alla sua lapide quelle degli uomini e delle donne che, per le sue delazioni, sono stati giustiziati dai fascisti.