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Targa a Giuseppina Ghersi, l’associazione “Fischia il Vento” presenta un esposto-denuncia: “Per dignità e non per odio”

Arnaldi: "Abbiamo ravvisato in tutta questa vicenda elementi di opacità sul piano morale, su quello formale e su quello giudiziario"

Villanova d’Albenga. “Questa mattina ho depositato, in qualità di presidente dell’associazione Fischia il Vento e per il tramite dei carabinieri della stazione di Villanova d’Albenga un esposto denuncia circa la vicenda della targa in memoria di Giuseppina Ghersi”. Ad annunciarlo è Giuliano Arnaldi, che già nei giorni scorsi era intervenuto in maniera molto decisa all’interno dell’ampia polemica scaturita a seguito della decisione del Comune di Noli di apporre una tarda a ricordo della tredicenne uccisa dai partigiani dopo la Liberazione. Una scelta che ha scatenato, come detto, reazioni assai differenti, tra chi sostiene l’iniziativa condannando più in generale ogni forma di violenza e chi, invece, ritiene che si tratti di una vicenda da analizzare alla luce del particolare contesto storico della lotta partigiana.

L’esposto di Arnaldi è indirizzato al procuratore della Repubblica, al prefetto e al questore: “Abbiamo ravvisato in tutta questa vicenda elementi di opacità sul piano morale, su quello formale e su quello giudiziario e li abbiamo segnalati alle autorità competenti affinché provvedano alla necessaria valutazione. Di questa tristissima vicenda si è parlato troppo, in modo superficiale e strumentale. Fin dall’inizio abbiamo detto che si deve #farelegalità : è il primo passo per evitare di usare la storia come una clava, per evitare di rimuoverla e invece per iniziare a elaborarla. Da qui il primo indispensabile passaggio: sollecitare la valutazione dei custodi della legalità repubblicana, ovvero le istituzioni”.

“Seguiranno per ciò che ci riguarda altre iniziative sul piano etico e culturale, ma vista la gravità del momento non potevamo tacere: già altri chiesero nel passato monumenti che celebrassero le loro gesta, a cominciare dal gerarca nazista Albert Kesserling. Gli rispose Pietro Calamandrei ed è sul pensiero che anche oggi ci spinge ad agire, ‘per dignità e non per odio’”, conclude Arnaldi.

Ecco la premessa dell’esposto.

Il presente atto ha la finalità di porre all’attenzione di questa Ecc.ma Procura della Repubblica, dell’Ecc. Mo Prefetto e dell’Ecc.mo Questore, ognuno per quanto di propria competenza, accadimenti inerenti una iniziativa a carattere politico, affinché gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti. Segnalo la necessità dell’intervento della Pubblica Autorità per la pronta risoluzione della vicenda descritta per la presenza di condotte che ritengo contrarie alla legge.
Ho appreso dai media locali che il Sindaco di Noli intende apporre un cippo recante una targa alla memoria di Giuseppina Ghersi.
Risulta allo scrivente che l’evento venga ricondotto ad un grave fatto di sangue accaduto alla fine della guerra di Liberazione contro l’oppressore nazi-fascista e su cui esiste una controversa ed imprecisa ricostruzione fattuale.
Da quanto appreso dai media, l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Noli è fare memoria della barbarie della guerra e delle sue vittime innocenti. Avendo Giuseppina Ghersi tredici anni al momento della sua morte, è evidente che ella rientra a pieno titolo tra coloro che furono vittime innocenti di quel conflitto, indipendentemente dal ruolo che possa avere avuto nella vicenda. Voglio a questo proposito ribadire la mia più ferma condanna verso la brutalità violenta esercitata ai danni di una minore, e che non ha alcuna giustificazione.
Resta il fatto che non si tratta di un efferato delitto compiuto in tempo di pace, ma di una azione criminosa compiuta in tempo di guerra a causa ed in conseguenza del conflitto stesso. Non si può quindi ignorare che quel conflitto fu voluto dal regime fascista e dai suoi alleati tedeschi e proseguito dagli aderenti alla Repubblica Sociale Italiana e dai suoi alleati nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre. Senza quella guerra non ci sarebbe stato il crimine in oggetto; ignorare chi la volle e la reiterò con ferocia distorce la riflessione e il giudizio sul fatto stesso.
In questa ottica, l’iniziativa del Comune di Noli assume un significato quantomeno ambiguo e a mio avviso contiguo ad una attività criminosa. Infatti l’uso strumentale della giusta pietà verso ogni vittima di un crimine, avulso dal contesto sopra narrato, assume oggettivamente i contorni del tentativo di legittimare l’attività degli aderenti alla Repubblica di Salò e dei loro alleati nazisti ponendoli sullo stesso piano di chi invece diede il proprio sangue per liberare l’Italia da quella oppressione criminale e restituirgli libertà e democrazia: i Partigiani. Si può collocare l’iniziativa del Comune di Noli in questa ottica ? A mio avviso si.
Non esiste a quanto risulta l’intenzione di collegare il fatto al contesto bellico e conseguentemente a chi della guerra fu responsabile: la stessa scelta dell’estensore della motivazione della targa, il signor Roberto Nicolick, indica la volontà di affidarsi ad una fonte “storica” già nota per una visione negazionistica della storia di quel tempo, come dimostra l’attività di quel signora sulla vicenda di Monte Manfrei, di fatto luogo di raduno annuale per i sostenitori della Repubblica Sociale Italiana.
La scelta del luogo dove apporre il cippo e la targa – una piazza dedicata ai Martiri Antifascisti Fratelli Rosselli – indica la volontà di porre sullo stesso piano storico e morale l’attività di chi morì per la libertà e di chi morì invece per negarla. La stessa idea successivamente dichiarata dal sindaco Nicoli di apporre in un secondo momento un’altra targa alla memoria di un’altra giovane vittima “dell’altra parte” indica la palese volontà di legittimare una pari dignità di comportamento tra oppressori e Liberatori. Non fu così, il fascismo fu e resta un crimine e non un’ideale: questa affermazione, oltre che riconosciuta dalla Storia, è almeno fino a questo momento tutelata dalla Costituzione.
L’iniziativa del Sindaco Nicoli ha subito raccolto il consenso entusiasta di forze politiche dichiaratamente filofasciste: il più evidente è quello di Forza Nuova che in un comunicato pubblicato sulla propria pagina FB – che iniziato con “vittoria camerati e terminato con “a noi” chiama a raccolta i “camerati” per il 30 settembre a Noli.
Lo stesso blog ufficiale riferito a Giuseppina Ghersi (http://giuseppinaghersi.blogspot.it) riporta da un lato la ricostruzione dei fatti proposta da persone vicine alla povera vittima (ignorando ogni altro documento storico peraltro noto e pubblico che proponga un’altra versione) e dall’altro una serie di siti amici accomunati dall’esaltazione del fascismo e della Repubblica Sociale Italiana.
Rappresento inoltre l’oggettivo pericolo per l’ordine pubblico che deriverebbe dal posizionamento di tale cippo, realisticamente pensato o comunque oggettivamente destinato a diventare punto di riferimento per raduni neofascisti sia nel giorno previsto per la sua inaugurazione, sia stabilmente in seguito. Consentire tali raduni significherebbe tra l’altro favorire la consumazione del reato di apologia del fascismo.

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