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“Stupratori a casa Boldrini”, Camiciottoli si dimette da coordinatore della Consulta dei Piccoli Comuni

Il sindaco, travolto dalle polemiche per la frase postata giorni fa, ha preso atto della presa di distanza dell'Anci

Pontinvrea. Matteo Camiciottoli, sindaco di Pontinvrea, ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni dal ruolo di coordinatore della Consulta Regionale dei Piccoli Comuni Liguri. Lo ha annunciato l’Anci Liguria con una nota. Le dimissioni giungono dopo le dichiarazioni riguardanti il caso degli stupratori di Rimini, pubblicate da Matteo Camiciottoli sul suo profilo Facebook, in cui proponeva di far scontare loro i domiciliari “a casa della Boldrini, magari le mette il sorriso”.

Una frase che ha causato un fiume di polemiche, con l’intervento anche di diversi ministri e l’apertura di un fascicolo in Procura. “Ho deciso di dimettermi per coerenza – spiega il primo cittadino di Pontinvrea – perché a febbraio come Lega Nord chiedemmo ed ottenemmo le dimissioni di Paolo Pezzana, sindaco di Sori, dall’incarico di coordinatore della commissione immigrazione e welfare”.

“In quell’occasione Pezzana disse che Matteo Salvini ‘non era cattivo, ma era uno stronzo’ e noi chiedemmo un passo indietro, a cui il Pd non si oppose – spiega Camiciottoli – Per questo coerentemente abbiamo deciso che in questo caso il passo indietro tocca a me. Senza quel precedente non mi sarei dimesso, ma la politica è fatta anche di coerenza… se all’epoca abbiamo chiesto una cosa ora non possiamo comportarci diversamente”.

La decisione di dimettersi fa seguito anche alla presa di distanza assunta dall’Ufficio di Presidenza di Anci Liguria. Camiciottoli replica per le rime: “Credo che le dichiarazioni del presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari, possano essere giuste, così come possa essere giusta sua presa di posizione di chiedere le mie dimissioni dopo quello che ho detto: se ritiene che un membro dell’Anci abbia portato danno fa bene a chiederle. Penso però gli sia sfuggito che a pochi giorni dall’attentato di Barcellona il coordinatore nazionale delle città metropolitane, il sindaco di Firenze Dario Nardella gridava ‘Allah Akbar’ in una manifestazione pubblica… Forse gli è sfuggito, credo che Anci debba prenderne atto ed attuare lo stesso metodo anche nei suoi confronti”.

Commenti

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  1. Scritto da Saverio Gpallav

    la frase sarà di cattivo gusto,ma perfettamente lecita.La reazione isterica,da regime totalitario, per la lesa maestà è inquietante.I falsi antifascisti, che elucubrano su innocui monumenti, quando si reputano offesi dal volgo invocano le leggi fasciste contro la libertà di espressione del pensiero.In 72 anni la Repubblica antifascista e le Boldrine non sono riusciti a liberarci dalle parti più liberticide del codice Rocco,quei reati di vilipendio che ora invocano a tutela delle loro “belle” facce