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Posto di blocco forzato a Borghetto: assolta dall’accusa di resistenza, condannata per il furto di un tablet

A giudizio c'era Valentina Burastero, la madre del ragazzo che ha ucciso l’ex fidanzata a Pietra Ligure

Borghetto Santo Spirito. Nel maggio scorso era finita in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione dopo aver forzato un posto di blocco sulla via Aurelia a Borghetto con una vettura rubata. Per quell’episodio, questa mattina, Valentina Burastero è stata giudicata con il rito abbreviato.

Alla luce delle dichiarazioni della donna, che al giudice ha spiegato di non essere stata al volante dell’auto che non si era fermata all’alt (effettivamente i carabinieri avevano notato una seconda persona scappare a piedi), è stata assolta per non aver commesso il fatto dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Per quanto riguarda le accuse di ricettazione, visto che Valentina Burastero ha ammesso di aver rubato il tablet ed alcuni documenti che erano stato trovato nella sua borsa, il giudice ha modificato l’imputazione contestando il reato di furto aggravato sia per la vettura che per il dispositivo elettronico. Alla fine la donna è stata quindi condannata a dieci mesi di reclusione e 160 euro di multa per il furto del tablet, mentre è stata assolta dal capo d’imputazione relativo all’automobile (non c’era certezza che fosse responsabile di averla rubata visto che quella sera non era da sola).

Valentina Burastero (che è la mamma di Alessio Alamia, il ragazzo che lo scorso 7 aprile ha ucciso con cinquanta coltellate l’ex fidanzata Janira D’Amato a Pietra Ligure) era stata arrestata dai carabinieri al termine di una rocambolesca fuga in auto lungo l’Aurelia. La donna viaggiava appunto con un’altra persona, poi fuggita, su una vettura risultata rubata. I militari gli avevano imposto l’alt, ma i due non si erano fermati ed erano fuggiti fino a quando il veivolo non era finito in un vicolo cieco in via Vecchia Stazione.

A quel punto la donna era stata bloccata e dalla sua borsa erano saltati fuori anche documenti e un tablet rubati su un’auto a Ceriale. Durante la prima udienza del processo il giudice aveva convalidato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e non quello per ricettazione (perché aveva ritenuto non ci fosse la flagranza di reato), ma l’imputata aveva comunque dato il consenso ad essere giudicata anche per questa seconda contestazione.

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