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Palazzi e monumenti nel Ventennio della “Grande Savona”

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

L’estate sta finendo… e ci riappropriamo della città ancora semideserta, semisilenziosa: ci ritroviamo così a passeggiare nella zona pedonale di Savona a testa in su e, senza seguire un itinerario particolare, proviamo a osservare con gli occhi curiosi dei turisti per caso.

Oltre alla Savona medievale, alla cinquecentesca fortezza del Priamar, i quartieri costruiti nell’Ottocento e alla ormai moderna Darsena, ci accorgiamo che gran parte del centro cittadino conserva edifici pubblici e monumenti storici costruiti durante il Ventennio fascista, quando il regime si augurava la realizzazione di una “Grande Savona”.

La storia che i nostri ragazzi studiano a scuola non è poi così lontana, è presente, basta osservare e si recupera ciò che rimane dell’Avanguardia razionalista e del cosiddetto “Fascismo di pietra”, riprendendo anche quanto già accennato in questa rubrica, qualche puntata fa, sull’industria con la Lito-Latta di Zinola e sull’artigianato artistico con le ceramiche Mazzotti di Albissola.

Partendo dal centro dei giardini al Prolungamento, sul cielo limpido spiccano la statua dedicata a G.Garibaldi nel 1927 dello scultore Leonardo Bistolfi, noto anche per opere artistiche ospitate nei cimiteri monumentali di Genova, Torino e Milano; di fronte alla Torretta, il grattacielo Leon Pancaldo costruito nel 1938; l’edificio della Banca d’Italia (risalente al 1875 ma restaurato nel 1925) e il Monumento ai Caduti (sempre del 1927) in Piazza Mameli; il Palazzo delle Poste del 1932, edificato al posto dell’”Albergo Italia” sul progetto dell’arch. Roberto Narducci, che lo stesso anno realizza la facciata delle Poste di Salerno e, qualche anno dopo, la Stazione Ferroviaria di Vado Ligure, di Viareggio e quella Ostiense a Roma; il Palazzo del Governo e Prefettura (ex Palazzo Littorio) del 1938 in Piazza Saffi; la Casa della Madre e del Bambino (1937-1941, ex Dispensario) in via San Lorenzo; la “Scuola Tecnica Industriale P. Boselli” del 1934 (attuale Liceo Scientifico O. Grassi di Piazza Brennero) e la sede della Polstrada in Corso Ricci.

Non tutti sanno che… su una parete del Palazzo delle Poste si ammira un bassorilievo raffigurante “Pegaso e la vittoria fascista” dello scultore Antonio Martini, autore anche della Vittoria che si trova nel Palazzo delle Poste a Napoli e dei rilievi posti all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano. In realtà l’attuale bassorilievo è ciò che resta dell’opera originaria poiché, nell’agosto del 1945, a guerra finita, i simboli del fascio littorio vengono eliminati.

Non tutti sanno che… nel 1938 il Ministero dei Lavori Pubblici approva un’opera di “diradamento” ovvero la demolizione dei Cassari, area del centro cittadino compresa tra via Garassino, via Giuria e Via Caboto, in quanto opera di “pubblica utilità”, spazzando via per sempre una parte del centro storico savonese.

Non tutti sanno che… uno dei progetti (rimasto sulla carta) della “Grande Savona” avrebbe previsto anche la copertura del Letimbro, ovvero la costruzione di una chilometrica galleria ricavata nell’alveo del torrente, che avrebbe ospitato un rifugio antiaereo che poteva accogliere metà della popolazione civile in caso di attacco.

Non tutti sanno che… il 1° novembre del 1940, in pieno fascismo, la citata fortezza del Priamar avrebbe dovuto essere demolita quando il Podestà di Savona firma con la proprietà dell’Ilva un accordo che prevedeva l’espansione del complesso industriale (recuperando solo la cella che aveva ospitato Mazzini). Ma, “grazie” alle vicissitudini degli eventi bellici, il monumento storico di Savona si salva.

Non tutti sanno che… proprio vicino al Priamar, in via Dante Alighieri, si trovava la Casa del Balilla costruita nel 1933 su progetto di Baldassarre Borioli, ma è andata distrutta durante un bombardamento del 1943.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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