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Tennis Club di Loano, il dehor del bar è “abusivo” e dovrà essere abbattuto

La sala e una dispensa sono state realizzate senza le necessarie autorizzazioni. Gianni Siccardi protesta

Loano. E’ risultato essere irregolare dal punto di vista urbanistico e dovrà perciò essere abbattuto il dehors del bar-ristorante del tennis club di via Aurelia a Loano. A stabilirlo l’ufficio tecnico del Comune sulla base dei rilievi effettuati dagli uomini del comando di polizia municipale.

La storia del tennis club di Loano inizia nel 1959 e cioè quando sul terreno su cui sorge oggi l’arena estiva del Giardino del Principe vengono realizzati i primi campi. A favore la realizzazione di questi primi impianti dei terreni al Comune da parte di Enel. Nel 1971 il tennis club viene spostato sulla via Aurelia, laddove si trova ancora oggi, su terreni di proprietà dell’Opera Pia San Paolo di Torino. In quell’anno l’amministrazione comunale finanzia la costruzione di quattro campi illuminati, degli spogliatoi, della segreteria e del locale bar.

Nel corso degli anni l’attività del club cresce, così come anche l’importanza della sua scuola, frequentata anche da numerosi sportivi di livello nazionale. L’associazione sportiva che gestisce la struttura chiede al Comune di poter ampliare gli spogliatoi, cosa che avviene grazie a nuovi finanziamenti pubblici. Nel frattempo, lo stesso Comune acquisisce altri terreni, di proprietà privata, su cui vengono realizzati altri campi.

Nel 1995 le nuove norme sportive stabiliscono che le strutture sportive che intendano organizzare tornei giovanili debbano anche offrire agli atleti un servizio di tavola a condizioni vantaggiose. Da qui nasce la necessità di ampliare il bar e realizzare una veranda. L’associazione sportiva che gestisce il club, dunque, sottopone la domanda all’amministrazione. La commissione edilizia comunale dà il proprio nulla osta all’ampliamento ma specifica anche che la domanda è “viziata”: secondo i membri della comissione, a presentare richieste di ampliamento dovrebbe essere non l’Asd ma l’Opera Pia proprietaria dei terreni. Tale comunicazione, però, pare non essere mai arrivata né all’associazione sportiva né al Comune. Così, la veranda viene realizzata, ma mai regolarizzata dal punto di vista urbanistico.

Tennis Club Loano Abusivo

La questione viene alla luce oggi. Lo scorso 3 giugno gli agenti del comando loanese hanno effettuato un sopralluogo all’interno della struttura sportiva in conseguenza di un esposto presentato dall’ex gestore dello stesso bar-ristorante. Durante gli accertamenti i vigili hanno riscontrato l’esistenza di due “corpi di fabbrica che costituiscono ampliamenti […] rispetto alla consistenza del fabbricato così come autorizzato”. Detto in altri termini, si tratta di due costruzioni che sono state realizzate senza i necessari permessi da parte del Comune. Andando nel dettaglio, si tratta di un dehor-sala ristorante di circa 44 metri quadri di superficie e di una dispensa di circa 9 metri quadri.

A seguito degli accertamenti, la polizia municipale loanese ha proceduto da un lato con una segnalazione alla procura della Repubblica per stabilire eventuali responsabilità penali da parte di chi ha realizzato il manufatto senza le necessarie autorizzazioni. Dall’altro, un’analoga segnalazione è stata inoltrata all’ufficio tecnico comunale, a cui spettava il compito di valuta se il dehor, pur essendo “abusivo”, è conforme alle normative in ambito urbanistico e dunque può essere regolarizzato.

Tennis Club Loano Abusivo

Gli accertamenti da parte dei tecnici si sono conclusi qualche settimana fa e non hanno lasciato via di scampo: la sala dovrà essere demolita ed eventualmente ricostruita.

Un’ipotesi che il capogruppo di minoranza Gianni Siccardi, tennista appassionato e membro onorario del tennis club, critica aspramente: “Ritengo che non vi sia nessun abuso – tuona Siccardi – L’ufficio tecnico ha ritenuto erroneamente di classificare il manufatto come ‘privato’ in quanto si trova su terreni di proprietà di privati. Ciò impedisce al Comune di intervenire con una sanatoria che sarebbe più che opportuna. Ordinando la demolizione l’amministrazione fa violenza contro un bene pubblico a servizio di tanti sportivi loanesi e fa violenza contro il volontariato svolto in tutti questi anni dall’associazione che gestisce la struttura”.

“Non si tratta di un abuso – prosegue Siccardi – per il semplice fatto che nessun privato se n’è avvantaggiato. Ne ha beneficiato solo un’associazione sportiva regolarmente riconosciuta e che per di più opera su mandato del Comune, ancorché su terreni di terzi. Tra l’altro, l’amministrazione ha già preso accordi con il proprietario dei terreni, che cederà l’area su cui si trova il tennis club (come oneri di urbanizzazione) non appena saranno definiti altri accordi immobiliari tra le due parti. Quindi dove sono le violazioni? A rimetterci è solo il tennis club, che dà da vivere a tre maestri, un preparatore atletico e tre persone al bar. Purtroppo, un addetto ai campi è già stato licenziato”.

Siccardi sta valutando l’ipotesi di presentare in consiglio comunale una mozione sulla questione: “Ritengo che la maggioranza debba esprimersi (magari con voto palese) circa questa decisione che va contro lo stesso Comune e che riguarda un bene pubblico. Tra l’altro, la giunta ha intenzione di contribuire economicamente sia alla demolizione che alla ricostruzione. Autorizzando l’abbattimento del dehors il comune si fa del male da solo. Per di più coi soldi dei cittadini”.

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