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La Uil ricorda Floriano Cerdini a 10 anni dalla sua scomparsa

Storico segretario generale della Uil

Savona. Sono passati dieci anni dalla prematura scomparsa di Floriano Cerdini, toscano classe 1940, savonese di adozione e per amore, per 12 anni segretario generale della Uil di Genova e della Liguria.

La Uil della Liguria lo ricorda con stima e affetto e si stringe attorno alla famiglia con un abbraccio caloroso in questa triste ricorrenza: “Un uomo di valore senza dubbio”.

Floriano Cerdini a soli 17 anni viene assunto all’Ilva, sezione staccata di Piombino, con il ruolo di ‘apprendista formatore’. Nel 1957, a 19 anni, si iscrive al sindacato, alla Uil di Follonica, perché pensava che i lavoratori dovessero unirsi. “Da soli non si fa molta strada – diceva Floriano Cerdini – È l’unione che fa la forza. Si organizzano anche gli imprenditori”. Poi dai metalmeccanici alla Uil di Savona e per ben 12 anni alla Uil regionale.

“Una vita dedicata ai lavoratori e all’impegno sindacale – ricorda Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria – Tutti qui lo ricordiamo con rispetto”.

In particolare Pierangelo Massa, per tanti anni in segreteria regionale con Floriano Cerdini, si commuove e racconta qualche aneddoto: “Abbiamo lavorato insieme, abbiamo scoperto un percorso comune, la stessa scuola: la siderurgia – ricorda Pierangelo Massa, attuale segretario generale regionale dei pensionati della Uil – Eravamo laici con un’unica certezza: sapere da che parte stare. Dall’esperienza della Flm alla ricerca continua di una sintesi unitaria. Ricordo un Floriano dall’aspetto rassicurante, sdrammatizzante, ma era anche un dirigente sindacale deciso, anche duro: guai non governare!”

“Un cervello fine e affilato il suo, sempre pronto a capire i fatti, semplificarli, leggere le persone, valorizzarle. Un’umanità prepotente. E poi le sue battute che non cadevano mai nel vuoto e che portavano sempre il loro carico di concretezza, come quando gli dicevo: ‘Floriano devo dirti una cosa che non so se faccio bene a dirti’. E allora lui mi rispondeva: ‘Allora non dirmela’”.

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