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Corsa folle per le vie di Albenga su un’auto rubata a Borghetto: patteggia

Nei guai era finito un tunisino di 30 anni che inizialmente si era giustificato spiegando di aver solo accettato un passaggio: oggi ha chiesto scusa

Albenga. Nel luglio scorso era finito in manette dopo un folle inseguimento in auto per le strade di Albenga. Questa mattina, per quell’episodio, un tunisino trentenne, Rabie Mejri, ha patteggiato un anno di reclusione e 500 euro di multa per furto aggravato di un’auto e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, in aula, si è scusato per il suo comportamento mostrandosi dispiaciuto.

Nell’udienza di convalida, dopo l’arresto, il tunisino aveva invece cercato di giustificarsi spiegando di essersi limitato a ricevere un passaggio da uno sconosciuto. Una ricostruzione che era stata ritenuta poco credibile visto che, più di un testimone, aveva detto di aver visto il nordafricano sulla vettura con una donna (che era riuscita a scappare facendo perdere le sue tracce). Al termine della prima udienza del processo per direttissima Rabie Mejri, che era difeso dall’avvocato Graziano Aschero, era tornato in libertà con l’obbligo di firma a Diano Marina (dove risulta domiciliato), ma con un divieto di dimora in provincia di Savona che gli era stato già notificato.

Le manette per il tunisino erano scattate nel tardo pomeriggio, al termine di un inseguimento da film per le vie di Albenga. Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale e dai carabinieri, Mejri aveva rubato una Chevrolet Matiz rossa che era stata lasciata un attimo ferma in sosta con le chiavi inserite in corso Europa a Borghetto Santo Spirito. A quel punto lo straniero si era diretto verso Albenga dove l’auto rubata era stata intercettata dai vigili. Sentendosi braccato il conducente della Chevrolet aveva iniziato guidare come un folle, seminando il panico tra gli altri automobilisti, e compiendo manovre azzardate in via Pontelungo e via Dalmazia.

Dopo aver rischiato anche di causare degli incidenti, fortuntamente, il nordafricano si era fermato all’altezza dei Giardini Peter Pan per poi tentare la fuga a piedi. La donna che era in auto con lui era riuscita a scappare, mentre Mejri era stato bloccato dalla polizia municipale nonostante avesse cercato di sfuggire all’arresto colpendo i vigili con diversi calci.

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