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Profughi ad Albenga, le strategie del Comune: “Pressione sul prefetto, verifiche sull’alloggio, chiedere donne e bambini” fotogallery

Tomatis: "Siamo tutt'altro che razzisti, ma temiamo problemi di ordine pubblico". Giovedì mattina incontro col prefetto

Albenga. “Fare ‘pressione’ sulla Prefettura perché cambi i programmi; verificare l’agibilità e l’abitabilità dell’alloggio; contattare la cooperativa, in caso gli altri due tentativi fallissero, per chiedere l’invio di donne e bambini”. Ecco in sintesi le tre “strade” presentate questa mattina dal vicesindaco di Albenga, Riccardo Tomatis, ai residenti di viale Che Guevara nel corso dell’incontro chiesto da questi ultimi per discutere del possibile arrivo di 10 migranti in un appartamento privato sotto la gestione della cooperativa Il Faggio di Savona.

Una notizia che due giorni fa aveva scatenato la “rabbia”, ma soprattutto la preoccupazione, degli abitanti dell’Antognano, con una assemblea spontanea, scritte sull’asfalto ed un incontro “burrascoso” con un rappresentante della cooperativa. Il Comune fin da subito si è detto vicino alle loro perplessità, e questa mattina in Municipio si è tenuto un incontro proprio per concordare le strategie con cui tentare di contrastare quegli arrivi.

“Noi non siamo razzisti – hanno tenuto subito a spiegare i cittadini del comitato – molti di noi hanno collaboratori stranieri a lavorare in campagna. Abbiamo detto al Faggio che donne e bambini li accoglieremmo con solidarietà. La nostra preoccupazione è legata solo a questioni di sicurezza e ordine pubblico. E poi non vorremmo creare un precedente che invogli a fare operazioni simili chiunque abbia un appartamento o una baracca condonata da affittare a 1000 euro al mese…”.

Il vicesindaco Tomatis, come detto, si è immediatamente schierato dalla parte dei residenti come già fatto qualche giorno fa dallo stesso sindaco Giorgio Cangiano: la ragione di questa opposizione deriva dalla situazione particolare della città, che ospita già un numero elevato di cittadini extracomunitari. “Albenga è una città che non ha nulla di razzista – ha tenuto a ribadire Tomatis – abbiamo accolto centinaia e centinaia di lavoratori extracomunitari, abbiamo dato le scuole e la sanità a centinaia di famiglie straniere. Siamo tutt’altro che razzisti. Ma come in ogni fenomeno migratorio, insieme alla ‘parte buona’ arrivano anche i problemi di ordine pubblico, ed ora la nostra situazione è diventata critica. Non è che non vogliamo i migranti in quanto tali, è solo che viviamo già un’immigrazione talmente importante che accogliere altri profughi diventa difficile”.

Il Comune però ha le mani legate nei confronti di un’operazione privata, da qui la scelta di “opporsi” con le uniche strategie possibili: fare “moral suasion” sulla Prefettura (“con cui abbiamo buoni rapporti, puntiamo soprattutto su questo”), tentare di bloccare l’operazione effettuando tutte le verifiche possibili sull’alloggio e, come “ultima spiaggia”, chiedere al Faggio di ricevere soltanto donne e bambini.

Giovedì alle 10.30 il Prefetto riceverà il sindaco Cangiano ed una delegazione di residenti.

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