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Ortopedia di Albenga, Policlinico di Monza e Asl 2 firmano la convenzione video

Subito le procedure relative all'assunzione dei dipendenti e la selezione dei pazienti

Albenga. Una firma ed una stretta di mano. Si è concluso così il lungo (e complesso, per stessa ammissione dei suo attori principali) iter per la riapertura del reparto di chirurgia protesica dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga. Il Policlinico di Monza, vincitore del bando di gara regionale, e Asl2 savonese hanno sottoscritto la convenzione questo pomeriggio presso il nosocomio pietrese.

Un passaggio ufficiale che, come detto, sancisce ufficialmente la ripresa dell’attività da parte della struttura privata, ferma da poco più di un anno: “Il Policlinico di Monza inizierà le procedure relative all’assunzione dei dipendenti così come previsto dalla clausola del contratto stipulato con Asl2 e Regione – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Eugenio Porfido – Quindi nel breve periodo si avvieranno le procedure di selezione dei pazienti. A settembre si ricomincerà l’attività chirurgica. Questo è un passaggio importante, molto sentito”.

Il percorso è stato tutt’altro che semplice: “Abbiamo avuto qualche difficoltà in più data dal ricorso ma ragionevoli considerando la tipologia di gara. Che non è stata facile: stiamo parlando di servizi sanitari” per i quali è stata seguita “la procedura di evidenza prevista dal dispositivo del codice appalti e questo ha reso complesso l’iter. La tale procedura è stata assolutamente tutelante nei confronti di tutte le parti coinvolte nella gara, dalla cittadinanza all’amministrazione all’aggiudicatario. Tra Asl2 e Policlicnico si è instaurato subito un rapporto molto collaborativo. Ci sono tutte le condizioni per avviare una buona attività e rispondere ad un bisogno importante della cittadinanza e della popolazione”.

Policlinico di Monza e Asl2 firmano la convenzione per l'ortopedia di Albenga

Il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano non nasconde la sua soddisfazione: “Quella di oggi è una giornata importante. Questa sottoscrizione sancisce la ripartenza di un reparto che rappresenta per la cittadinanza ed il comprensorio un importante punto di riferimento. Ciò è positivo per tutto il nostro territorio. E lo è anche per i lavoratori, che potranno riprendere la loro attività e quindi tornare ad avere entrate economiche che sono per loro fondamentali. Questo è ciò che ha spinto tutti noi a velocizzare il più possibile la ripartenza. L’ospedale di Albenga è una struttura all’avanguardia. Credo che dovrebbe essere impegno di tutti farlo funzionare al meglio, tenendo conto che si tratta di un centro importante per tutta la Liguria”.

Il direttore sanitario di Asl2, Luca Garra, ha garantito il massimo impegno: “Cercherò di fare il massimo affinché questa unione porti dei risultati validi. Come ha detto il sindaco, l’ospedale va utilizzato nel migliore modo possibile e cercheremo sicuramente di farlo. Cercheremo di instaurare un rapporto di collaborazione fin da subito”.

Policlinico di Monza e Asl2 firmano la convenzione per l'ortopedia di Albenga

La parola è infine passata al presidente del Cda di Policlinico di Monza, Massimo De Salvo, che ha ringraziato “il direttore Porfido e il suo Ente per il lavoro fatto in questi mesi. Quella che è stata portata a termine non è una procedura facile, sono materie complesse e complicate, le nuove norme prevedono tempistiche lunghe e farraginose. Mi rendo conto che quando si sente parlare di un anno sembra un tempo biblico. In realtà sono stati tutti molto rapidi nel cercare di gestire le operazioni. Il ricorso non ha aiutato rispetto ad alcune situazioni. Ma c’è chi cerca altre soluzioni nel diritto”.

Policlinico di Monza e Asl2 firmano la convenzione per l'ortopedia di Albenga

“Come Policlinico di Monza, sentiamo una forte responsabilità, non solo perché andiamo ad operare in una struttura pubblica importante come questa. Ci rendiamo conto che siamo all’interno di una realtà più grande ed ampia e dobbiamo rispettare tutto quanto succede all’interno dell’ospedale. Cercheremo di essere il più possibile collaborativi. Per noi iniziare una collaborazione importante in Liguria ci riempie di orgoglio e onore e ci gratifica. Non possiamo sbagliare e dobbiamo lavorare nel modo migliore possibile. Abbiamo il malato come primo punto di riferimento e cercheremo di servirlo sempre nel modo migliore possibile. Partiamo cercando di essere più rapidi possibile per dare a pazienti e lavoratori una risposta in tempi rapidi. Chiederemo ogni giorno di tirarci la giacchetta e di farci presente le cose che non dovessimo far bene. Cercheremo di farcelo dire poco lavorando da subito al meglio possibile. Siamo il primo gruppo privato accreditato del Piemonte e l’unico presente in Valle d’Aosta. Per noi l’area che comprende la Liguria è un territorio molto importante e siamo doppiamente contenti di essere qui”.

Assenti gli esponenti della Regione, che hanno comunque ottenuto il plauso di Porfido: “Regione Liguria è stata molto attenta lungo tutto il percorso, specie dal punto di vista del rispetto della tempistica e nella volontà di chiuderlo nei tempi più brevi possibile. La componente regionale ci ha molto aiutato nell’espletamento della procedura sempre con la massima attenzione alla trasparenza e ai requisiti di qualità”.

Stabilire quanto sia “costato” un anno di chiusura in termini di fughe di pazienti è prematuro: “I dati arrivano con un anno e mezzo in ritardo, lo sapremo a marzo – ha detto Porfido – Di certo c’è stato un leggero incremento delle fughe a seguito della chiusura dell’attività”.

Per quanto riguarda la riabilitazione post-operatoria, De Salvo ha confermato che avverrà su territorio ingauno: “Abbiamo già parlato con la San Michele. Da bando l’attività riabilitativa deve essere svolta da strutture private della zona di Imperia e Albenga. Al di là degli aspetti formali, guardiamo alla sostanza. Il percorso clinico del paziente deve essere garantito dal punto di vista qualitativo per tutti. Noi non abbiamo nessun problema, ottemperando al bando, ad inviare i pazienti alla San Michele. Quello che abbiamo chiesto è la filiera riabilitativa sia tracciata e concordata e governabile dall’Ente pubblico che deve valutare i protocolli e che ci sia una qualità per il malato. Ovviamente tutto nella libera scelta del cittadino. Se vuole andare altrove, è libero di farlo”.

E chissà che la riapertura del reparto non cambi il trend e faccia diventare la Liguria meta di pazienti in cerca di strutture sanitarie di eccellenza: “Uno dei nostri mandati da bando è provare ad attrarre patologie e pazienti da altre regioni. La Liguria ha risorse professionali e umane altissime. In alcuni casi deve essere più orgogliosa. Riteniamo che possa avere la capacità di attrarre malati da altri pazienti. Il malato non è un pacco postale e si sposta se si dà un certo tipo di qualità ed eccellenza. E nel bando c’è una quota di attività che può essere svolta per non residenti”.

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