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Marco Masini incanta Loano: “Io pessimista? Ho sempre affrontato la realtà e detto in faccia cosa pensavo” fotogallery

L'artista ha presentato il suo ultimo lavoro al Giardino del Principe: "Non è un passaggio a sonorità diverse: mi sono raccontato in musica"

Loano. L’arena estiva del Giardino del Principe di Loano ieri sera ha fatto registrare il tutto esaurito per il concerto di Marco Masini che si è esibito davanti ad un pubblico di fan scatenati ed in estasi per la sua musica. L’artista toscano, sulla scena da oltre venticinque anni, ha presentato il suo nuovo album di inediti “Spostato di un secondo” che contiene il brano omonimo con cui è stato in gara nella sezione Campioni al 67° Festival di Sanremo.

Marco Masini al Giardino del Principe di Loano

Ed è proprio da una riflessione sui “secondi” che è iniziata l’intervista che Marco Masini, ieri pomeriggio, ha concesso ai microfoni di Ivg.it: “Sono difficili da individuare. A volte, crescendo, magari ti accorgi che quel secondo che per te non significava niente ha avuto un’importanza incredibile nella vita. E’ utopia: di solito quando si scrive si via anche alla ricerca di cose un po’ fuori dalla realtà per cercare di dare delle spiegazioni più fantastiche alla nostra esistenza” osserva il cantante.

A sei anni dal precedente disco, nel nuovo progetto musicale, Masini ha abbracciato nuove sonorità electro pop deviando dal classico crescendo e valorizzando l’inconfondibile timbro vocale, tra brani energici e ballad incalzanti. Il cantante però non vuole etichettare questo album come “un passaggio a sonorità diverse”: “Non è un passaggio, ma un volersi raccontare in musica. Io gli anni ’80 li ho vissuti con la musica elettronica, li ho scoperti e mi hanno cresciuto loro. Ho iniziato a muovere i primi passi in quegli anni lì e oggi la musica elettronica ti dà possibilità infinite rispetto a quello che avevamo in quel periodo. Avevamo tre suoni, oggi possiamo farne miliardi. Quindi mi sono divertito da un punto di vista musicale anche andando dietro al gusto di Diego Calvetti che mi ha prodotto il disco. Credo che però nella vita non ci sia mai niente di definitivo: un suono, un album e neanche una canzone. Credo che sia tutto da migliore nel tempo e che si possa fare anche a 50 anni. Non c’è mai niente di assoluto” spiega.

Sulla sua metamorfosi come uomo, Masini osserva: “Io non ho mai avuto pessimismo anche se qualcuno può averlo pensato. Quando affronti un argomento vuol dire che accetti un confronto o con qualcun altro o con la vita. Io ho sempre accettato un confronto con la vita e ho sempre detto in faccia quello che pensavo e continuerò a farlo anche attraverso i miei momenti di cambiamento e transizione”.

“Mi sento in dovere di restare al passo coi tempi e non fossilizzarmi in un’immagine che ormai appartiene ad un mondo che non c’è più. Quel mondo l’ho conosciuto, l’ho analizzato ed in certi momenti ho anche urlato tutta la mia rabbia nel non accettarlo. Non che oggi il mondo si accetti con più facilità, fa sempre paura, ma le nuove generazioni hanno un altro passo ed un altro modo di comunicare e, forse, anche un’altra sensibilità. Conoscere questo modo di esprimersi credo che sia un dovere di tutti gli adulti” osserva Masini.

Prima di salire sul palco, il cantante ha parlato anche del suo legame con il territorio ligure: “Ho un bel rapporto con la Liguria, che è molto bella, e poi qui ho molto amici. In Liguria c’è Sanremo, ma credo che il Festival sia una cosa a parte: qui durante questa manifestazione si ritrova tutto il mondo della musica italiana. E’ una location importantissima per una tradizione altrettanto importante, ma questo non mette in secondo piano il contributo che la regione Liguria ha dato a questo evento” conclude Masini.

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