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Lunghi applausi per il Festival teatrale a Borgio Verezzi: premio Veretium a Maurizio Donadoni

Con l'ultima replica de "La cena delle belve" si è chiuso ieri sera il 51° Festival di Borgio Verezzi

Borgio Verezzi. Con undici minuti di applausi (cronometrati) e ripetute chiamate alla ribalta per gli eccellenti interpreti de “La cena delle belve”, si è chiuso ieri sera il 51° Festival di Borgio Verezzi: un’edizione particolarmente apprezzata dal pubblico per la qualità e la varietà dei dieci spettacoli in cartellone.

Prima dell’inizio dello spettacolo, dopo il saluto e la presentazione del consigliere comunale Andrea Costa, la vicesindaco Brunella Marmetto ha consegnato a Maurizio Donadoni il prestigioso mulino d’oro simbolo del Premio Veretium per la Prosa, che la giuria di critici teatrali (Giulio Baffi, Claudia Cannella, Sara Chiappori, Enrico Groppali, Laura Santini, Silvana Zanovello e Pier Antonio Zannoni) ha assegnato all’attore per la straordinaria interpretazione di Play Strindberg, diretto da Franco Però.

In questo spettacolo, nel quale Donadoni ha condiviso il palcoscenico con Franco Castellano e Maria Paiato, premiata nel 2016, l’attore bergamasco, come recita la motivazione, “ha offerto una grande prova di maturità, a coronamento di una carriera brillante, altamente professionale, che tuttora non dà segni di stanchezza”.

Un percorso ultratrentennale, il suo, cominciato nel 1982 in Come vi piace di Shakespeare al fianco di Ottavia Piccolo e proseguito poi con registi di spicco, come Luca Ronconi e Gabriele Lavia. Con la direzione di quest’ultimo, lo scorso anno Donadoni ha aperto tra molti elogi la rassegna del Teatro Greco di Siracusa nell’Elettra di Sofocle, in cui ricopriva il ruolo di Egisto.

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