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La leggenda di San Pietro che costruì la prima chiesa cristiana in Val Varatella

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

C’è una valle che perpendicolarmente, lungo il torrente omonimo, sfocia sulla riviera savonese di ponente, tra Toirano, Borghetto S. Spirito e Loano: la Val Varatella, che rappresentava nell’antichità il principale collegamento tra l’Alta Val Bormida e il mare.

Ma in questa sede non parleremo delle caratteristiche geologiche ne’ della tipica flora mediterranea: siamo interessati a racconti antichi, alla cultura popolare locale che a volte si mescola con fatti straordinari e quindi ripercorreremo la storia di una abbazia e di una leggenda.

Situata sull’omonimo monte, l’abbazia è quella di San Pietro in Varatella o ai Monti, risalente all’epoca carolingia, quindi siamo attorno all’anno Mille.

Secondo un’antica cronaca medievale andata perduta e quindi secondo la leggenda, ai tempi delle persecuzioni dell’imperatore Nerone, San Pietro, uno dei dodici apostoli, accompagnato da moglie, figlia e alcuni discepoli, fugge da Antiochia e giunge proprio nella valle ligure, dove edifica la prima chiesa in Italia destinata al culto cristiano. Quindi in solitudine egli prosegue il suo viaggio verso Roma, dove sarà martirizzato.

Solo nel V secolo il vescovo Desiderio consacra la chiesetta portandovi numerose reliquie dei santi martiri (tra cui alcune maglie della catena con cui San Pietro fu legato durante il supplizio e conservate ancor oggi nella chiesa di Toirano). In seguito l’edificio religioso viene donato dall’imperatore Carlo Magno ai monaci benedettini, grazie alle cui attività, presso quello che diventerà un grande monastero, si migliorano le condizioni di vita della popolazione locale (la coltivazione dell’ulivo, la costruzione degli argini del Varatella).

Il XIV secolo vede la forte pressione dei potenti locali, quando un figlio dei Marchesi del Carretto signori di Finale (di cui abbiamo parlano nell’articolo precedente), dopo essere stato nominato abate dell’abbazia, compie una serie di scelleratezze fino a quando non viene trovato morto affogato in un pozzo.

Dopo varie vicissitudini, dal Quattrocento il monastero viene abbandonato e lasciato andare in rovina, anche se un secolo dopo viene utilizzato ancora una volta dai monaci che fuggivano la peste da Toirano.

Non tutti sanno che… il termine “leggenda” deriva dal latino e significa “cose da leggere, argomenti degni di lettura” proprio a sottolineare che si trattava di racconti che venivano letti e che inizialmente trattavano proprio della vita dei santi e dei loro miracoli, allo scopo di divulgare presso il popolo argomenti religiosi, virtuosi ed edificanti.

Non tutti sanno che… ancora oggi l’antica abbazia di San Pietro è meta di pellegrinaggi, ogni cinque anni il 1° di maggio, nonché tappa obbligata per gli amanti dell’escursionismo (Anello di San Pietro).

Non tutti sanno che… la Val Varatella è luogo che ha dato origine ad altre leggende popolari come quella del Ponte del Salto del Lupo, quella del Bric Alzabecchi, dove si sarebbero incontrate le streghe (note come Bazure) e quella, forse più famosa, del Buranco, la misteriosa via per l’inferno… ma queste sono altre storie.
Alla prossima puntata!

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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