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Giovane lupa “fototrappolata” da un tecnico faunistico sulle alture di Dego fotogallery

Per la cairese Sara Chiarlone si tratta delle prime immagini in ore diurne dopo anni di ricerche e avvistamenti casuali

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Dego. Sulla presenza del lupo nei boschi della Valbormida non ci sono più dubbi da tempo, anche se numerosi avvistamenti sono frutto, talvolta, di suggestioni. Ad entrare nel dettaglio è il tecnico faunistico cairese Sara Chiarlone, che dopo mesi di tentativi ieri sera ha fototrappolato un esemplare di lupo giovane, di sesso femminile, sulle alture di Dego.

“Circa due mesi fa, con il binocolo, ero riuscita a scorgere nello stesso punto una coppia alpha di lupi, proprio dove, oltre un paio di anni prima, avevo reperito le prime tracce del passaggio di questo super predatore – spiega il tecnico – Ció sta a significare che nei loro spostamenti i lupi percorrono gli stessi sentieri. Ecco l’idea di installare alcune foto trappole per poterli osservare meglio, anche se gli scatti precedenti erano sempre avvenuti nelle ore notturne, e quindi le immagini erano di difficile lettura”.

Come si fa a capire che si tratta veramente di un lupo? “Ci sono caratteristiche inequivocabili – prosegue Sara Chiarlone – Innanzitutto la mascherina facciale bianca, e poi l’occhio giallo, la punta della coda nera e le bande scure sulle zampe anteriori. Il colore del manto, inoltre, fulvo-marrone, è tipico del periodo estivo, ecco quindi che quell’esemplare foto trappolato a Dego è proprio un vero lupo, anzi, una bella e giovane lupa, che vista la sua corporatura esile probabilmente non ha mai partorito”.

L’animale non solo si è fatto “scoprire” in orario diurno, ma dalle immagini sembra proprio voler attirare l’attenzione con i suoi movimenti. “In quel punto, dove io solitamente studio il passaggio di cinghiali, tassi e volpi, è stata sparsa della melassa sul terreno, proprio per attirare gli animali – sottolinea il tecnico faunistico – probabilmente anche la lupetta ha gradito la presenza di questa sostanza, e non è da escludere che abbia deciso di rotolarsi sull’erba per confondere il suo odore prima di una battuta di caccia notturna, il momento in cui il lupo può percorrere anche 50 chilometri allo scopo di trovare cibo”.

E conclude: “Svolgo questi studi per interesse personale, ma mi auguro che si riesca prima o poi a dare il via ad un monitoraggio intensivo sulla presenza e sugli spostamenti del lupo in questa zona appenninica. Non è comunque così facile incontrarlo, contrariamente a ció che si pensa il lupo è riservato e teme l’uomo. Inoltre, in caso ci si dovesse imbattere in lui, si consiglia di alzare la voce e allargare le braccia, in modo da sembrare ancora più grandi, ecco che l’animale selvatico fuggirà e andrà a cercare altre prede”.

Commenti

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  1. Scritto da alvaro felici

    Sò allupato de brutto!Peggio der Bandito…cor cancello che se ritrova poveraccio…artro challupato…o capisco sà.
    Mò me faccio er selfie o metto su badù.ALLUPATO.
    N’abbraccio
    ArvaroErLupo