In secca

Fiume Bormida, dalla sorgente l’acqua scorre solo per pochi chilometri: castagni a rischio

Il letto del fiume è diventato una pietraia e la siccità mette a rischio il raccolto

Bormida. Aria di burrasca oggi anche in Val Bormida, dove si attende la pioggia dopo mesi di siccità che adesso è davvero allarmante. Per ora le fonti da cui viene captata l’acqua per usi potabili hanno tenuto, ma il fiume, che dà il nome alla vallata, è in secca.

Da una delle sorgenti, quella in località Pisciarella, nel territorio comunale di Bormida, il corso d’acqua scorre solo per pochi chilometri, e già leggermente più a valle, nei pressi di Pallare, ciò che si vede nel suo letto è una pietraia alternata a cumuli di sabbia lasciati dall’alluvione del 2016.

Sono poi gli affluenti e qualche canale sotterraneo a far riprendere, più avanti, tra la fine dell’abitato di Carcare e San Giuseppe di Cairo (dove si innesta il ramo mallarese), una parvenza di scorrimento, privo però di fauna ittica, da troppo in sofferenza, ma non di arbusti e vegetazione che, più a valle, la fanno da padroni. A destare preoccupazione non solo le difficoltà di approvvigionamento per gli acquedotti ma anche il patrimonio naturale, decisamente mal ridotto.

fiume bormida

A Bormida, come in altre zone del territorio, sottolinea il sindaco Daniele Galliano, si teme per il raccolto autunnale di castagne, vera risorsa della vallata. “Gli alberi hanno patito troppo la “sete” ed ora si vedono i ricci molto piccoli che, difficilmente, daranno frutti di qualità. Dopo tutte le battaglie per sconfiggere il cinipide, la famigerata vespa cinese, ora potevamo tirare un sospiro di sollievo perché l’epidemia è stata debellata. Invece questa siccità metterà di nuovo a rischio la stagione”, spiega il primo cittadino.

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