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Dalla Liguria a Cadice: storie di emigrazione dei Liguri di Ponente

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

La Liguria ha svolto un ruolo particolare nella storia dell’emigrazione italiana che ha contato, nel periodo 1861-1970, circa 27 milioni di espatri.
Rispetto ad altre regioni, i liguri sono stati i pionieri: tra il 1833 e il 1850 si contano 13.700 imbarchi di liguri che rappresentano oltre il 10% degli imbarchi complessivi e alla vigilia della nascita del Regno d’Italia, si stimano in oltre 10.000 i savonesi migranti.

I migranti liguri erano spinti sia all’indigenza che dal desiderio di migliorare le condizioni di vita, desiderio che riguardava tutte le classi sociali e tutte le professioni, marinai, artigiani, commercianti, imprenditori, intellettuali, che mantenevano l’intenzione di ritornare appena possibile in patria per godersi le ricchezze acquisite (e vengono in mente i versi malinconici di “Ma se ghe pensu…”).

Propensi a migrare stagionalmente durante i periodi di crisi dalla montagna al litorale e nelle regioni limitrofe (verso Lombardia e Sardegna), già a partire dalla prima metà del Settecento, singoli individui o intere famiglie partono in piroscafo dalla Liguria: lo spostamento è favorito anche dalla storica attività dei porti liguri, la cui rete commerciale aveva creato contatti diffusi nel Vecchio e nel Nuovo Mondo.

L’emigrante che parte dal Ponente ligure, sia dalla costa che dall’entroterra, di solito è adulto, di sesso maschile, di origine contadina, con un’età media di 29 anni. Di solito parte da solo, diretto verso il Sud America, nelle regioni del Rio della Plata (Argentina, Uruguay, Perù, Cile), Brasile, Stati Uniti (Texas) e Cuba, ma anche verso i porti francesi di Marsiglia e Tolone e le città costiere della Spagna e, verso est, in Crimea, quest’ultima storicamente legata grazie a intensi traffici commerciali che risalivano alla Repubblica di Genova.

In un primo tempo l’emigrazione dal Ponente verso la Francia sfugge alla possibilità di rilevazione statistica: passare il confine senza particolari passaporti per andare a lavorare stagionalmente oltralpe rientra nella tradizione secolare della popolazione locale. Consideriamo inoltre che fino al 1861 Nizza apparteneva al territorio italiano nel dipartimento delle Alpi Marittime, quindi non esisteva un vero e proprio confine e non si andava a lavorare “all’estero”, ma semplicemente ci si spostava alla ricerca di lavoro.

Per il vero e proprio flusso migratorio in piroscafo, che parte soprattutto da Pietra e Finale, la prima tappa verso ovest è Gibilterra, poi la città spagnola di Cadice, un porto franco che attira sia mercanti liguri per rifornirsi di merci esotiche provenienti dalle Americhe che venivano rivendute nelle Riviere, sia semplice manovalanza emigrata “per guadagnarsi il pane” (domestici, facchini, muratori, carpentieri) o per vivere di contrabbando, ma anche migranti che si ricongiungono al nucleo familiare emigrato in precedenza e renitenti alla leva che scappano dal servizio militare reso obbligatorio da Napoleone!

Non tutti sanno che… a memoria della vita vissuta dai savonesi migranti, a Cadice sono ancor oggi vivi la devozione e il culto alla Nostra Signora della Misericordia, la Madonna patrona della città di Savona: infatti, nel 1739 un gruppo di espatriati fonda nella città spagnola la confraternita dal nome di Mater Misericordiae.

Cadice, città da cui era partito sia Cristoforo Colombo per il suo secondo viaggio sia Amerigo Vespucci, rappresenta nell’Ottocento il centro nevralgico per i traffici commerciali con Montevideo, quindi è il primo porto di imbarco verso le Americhe… ma queste sono altre storie: alla prossima puntata!

(*) Nella foto il comandante Francesco Ansaldo fra un gruppo di emigranti liguri a bordo del piroscafo Lazio

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