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Da Cadice alle Americhe: storie di emigrazione dei Liguri di Ponente

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

Nel precedente articolo abbiamo lasciato i nostri emigranti liguri a Cadice, in Spagna…

Ben presto, la decadenza delle attività portuali di Cadice spinge i mercanti liguri a trasferirsi nelle Americhe, desiderosi di arricchirsi: è il caso di Domenico Belgrano di Oneglia, ricco mercante di grano che si sposa a Buenos Aires con una genovese. Uno dei suoi 14 figli, Emanuele, svolgerà un ruolo storico nelle vicende per l’indipendenza dell’Argentina: fu capo dell’esercito, vincitore delle battaglie di Salta e Tucumàn, nonché creatore della bandiera nazionale.

In terra straniera, come lavoratore e risparmiatore qualificato e intraprendente, l’emigrante ligure con le rimesse in oro contribuisce al benessere della propria famiglia e della collettività, finanziando la creazione di banche e la realizzazione di opere pubbliche, scuole, asili, strade, restauri nelle terre di origine.

In Argentina nel 1855 i circa 30.000 coloni liguri rappresentano una comunità operosa e variegata: accanto a marinai, costruttori navali e proprietari di imbarcazioni di cabotaggio, i commercianti all’ingrosso e al minuto, falegnami, proprietari di bazar, pasticcerie, trattorie, drogherie, farmacie. Grazie alle sovvenzioni degli emigranti liguri furono costruiti alcuni ospedali Italiani nonché società di mutuo soccorso destinate agli emigrati italiani e portoghesi.

Non tutti sanno che… Nel 1870 a Buenos Aires fu inaugurata una Chiesa degli Italiani, dedicata alla Madonna della Misericordia di Savona, perché Francesco Bozzano, di origine savonese, dopo essere stato liberato da una ingiusta carcerazione, in ringraziamento aveva fatto venire dalla sua città natale un quadro della Vergine. Come a Cadice, anche a Buenos Aires il culto per la Madonna della Misericordia è molto sentito ancor oggi.

Sulla base delle memorie della gente comune, ovvero diari, resoconti, epistolari, lettere, veniamo a sapere che dalla Liguria si commerciano castagne, formaggio, funghi, olive, vino; di ritorno ci sono le usanze alimentari provenienti d’oltreoceano come, ad esempio, l’abitudine in Valbormida, nell’entroterra savonese, di bere il mate (un infuso sudamericano simile al tè) attraverso il tipico contenitore ricavato da una piccola zucca, la “bombilla”, proprio come in Sud America (il mat di Giusvalla).

In America meridionale “el bachiche de la esquina”, il negozio dell’angolo (da “baciccia”, il diminutivo ligure di Giobatta) diventa un luogo di aggregazione “nazionale”, nell’accezione locale, paesana: è il rivenditore di commestibili e casalinghi, ma anche mediatore, prestatore di denaro, intermediario di matrimoni, riferimento e centro sociale del quartiere.

Non tutti sanno che… un ragazzino analfabeta, un certo Andrea Seitùn, originario di Albisola, parte per l’Argentina, dove vive facendo qualunque mestiere: impara a leggere, a scrivere e a far di conto da autodidatta, pur parlando solo il dialetto. Si narra che il suo vero cognome fosse stato Saettone ma che, al suo arrivo, avesse detto di chiamarsi Seitùn, in dialetto e così rimase registrato. Il ragazzo fa fortuna: entrato in Borsa, diventa agente di cambio, inventa la cedola, tanto da essere soprannominato il “Re della Cedola”.

(*) Nella foto la partenza degli emigranti italiani per l’America. Particolare di un dipinto di Angelo Tommasi del 1896 (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna)

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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