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Arrestato con 15 kg di hashish e 107 dosi di coca: resta in carcere

Nei guai è finito un marocchino di 31 anni: davanti al giudice ha fatto scena muta

Albenga. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Omar Nasyr, il marocchino di 31 anni arrestato due giorni fa dai carabinieri di Albenga al termine di un’operazione antidroga. Lo straniero, difeso dall’avvocato Francesca Aschero, questa mattina si è presentato davanti al giudice Francesco Meloni che ha convalidato il suo arresto e confermato per lui la misura cautelare in carcere.

A Nasyr i militari, del nucleo radiomobile della stazione di Albenga, guidata dal maggiore Sergio Pizziconi, hanno sequestrato quindici chili di hashish e centosette dosi di cocaina, circa settanta grammi. L’operazione che ha portato all’arresto del marocchino era partita da un normale controllo in via Levi Montalcini dove lo straniero era stato fermato dagli uomini dell’Arma. Gli investigatori si sono insospettiti davanti all’atteggiamento evasivo del nordafricano davanti alle loro domande. Così era scattata una perquisizione personale durante la quale erano saltate fuori le chiavi di un’Audi A4, ma il marocchino aveva cercato di sviare i carabinieri che volevano sapere dove fosse parcheggiata. A quel punto gli uomini dell’Arma avevano fatto scattare il telecomando vicino a tutte le vetture di quel modello che si trovavano in sosta nella zona fino a che non avevani trovato quella giusta.

I carabinieri avevano capito subito perché lo straniero tentava in ogni modo di evitare che fosse trovata l’auto: nel bagagliaio infatti c’era un borsone con 30 panetti di hashish per un peso complessivo di 15 chili. A quel punto, con il supporto dei colleghi del nucleo operativo, era scattata una perquisizione nella casa del trentunenne dove erano stati trovati altri 107 involucri di cocaina, pronti per lo spaccio, per un peso complessivo di 70 grammi, altri due etti di hashish e quasi 2.000 euro in contanti.

Secondo i militari l’arrestato è il “pezzo più grosso” attivo sulla piazza albenganese dello spaccio. Gli inquirenti stimano che il valore di mercato dello stupefacente sequestrato sia di circa 200 mila euro. Le indagini dei carabinieri comunque non sono chiuse. I militari infatti stanno ora cercando di ricostruire l’intera “via della droga”, anche attraverso l’esame del traffico telefonico e telematico sui vari strumenti informatici e telefoni cellulari sequestrati a casa del pusher.

Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    Questi sono spacciatori di morte e come tali galera a vita legati al collo con una catena.
    Invece sicuramente tra qualche giorno sarà di nuovo fuori a riprendere la ” sua onesta attività ” per garantire agli italiani la pensione !