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Jelena Ostapenko trionfa al Roland Garros, sei anni dopo Loano fa la storia del tennis

La lettone, che da un paio di giorni ha compiuto 20 anni, si conferma una predestinata al successo

Loano. Simona Halep sconfitta in tre set: 4/6, 6/4, 6/3. Così Jelena Ostapenko, la 20enne lettone che sta conquistando i vertici del tennis mondiale, ha trionfato nella finale del Roland Garros vincendo il suo primo titolo in carriera. Non un titolo “qualsiasi”, ma un major: l’ultima a riuscirci era stata, nel 1979, Barbara Jordan (con la vittoria degli Australian Open). E’ il coronamento di un’ascesa iniziata, sei anni fa, sulla terra rossa di Loano.

“Questa farà strada, è nettamente superiore a tutte le altre”. Sei anni fa, sui campi del Tennis Club Loano, il giudizio degli spettatori presenti per osservare le giovani protagonisti dell’European Summer Cup fu unanime, in una delle edizioni dal livello tecnico più elevato. Era il luglio 2011 e tra le migliori under 14 del mondo c’era Jelena Ostapenko. Arrivò a Loano con l’incombenza del numero 1 del ranking europeo, reduce dal successo al torneo dell’Avvenire a Milano. Sui campi di Loano la sua Lettonia si classificò solamente sesta, dato che Jelena non era affiancata da una tennista alla sua altezza.

Ostapenko, che ha compiuto 20 anni un paio di gioni fa, nel settembre 2015 aveva raggiunto la sua prima finale in un torneo del circuito maggiore, in Quebec, cedendo solamente ad Annika Beck. Nel febbraio 2016 si era ripetuta, arrivando in finale a Doha. Un risultato che le permise di compiere un grande salto nel ranking WTA, dall’88° posto al 41°. Ad inizio 2017 ha raggiunto la sua terza finale, a Charleston.

La tennista di Riga, cresciuta ispirandosi alla mitica Serena Williams, vanta un gran servizio grazie anche ai suoi 177 centimenti di altezza ed un ottimo rovescio. Le sue superifici preferite sono erba e cemento, ma è sulla terra rossa che è letteralmente “esplosa”.

La terra rossa, come quella di Loano, è il marchio dei campi del Roland Garros. Ed è proprio al Grande Slam parigino che Jelena ha fatto un nuovo, importante passo avanti nella sua carriera centrando un traguardo eccezionale: la vittoria in uno dei quattro tornei più importanti della stagione. La lettone è la più giovane vincitrice del Roland Garros degli ultimi 20 anni; nel 1997 Iva Majoli vinse non ancora ventenne.

Lo splendido cammino di Jelena è iniziato perdendo un set per 4/6 contro Louisa Chirico, poi battuta 6/3 6/2. Più facile il successo su Monica Puig, piegata 6/3 6/2. Nei sedicesimi la lettone si è sbarazzata di Lesia Tsurenko per 6/1 6/4, andando così ad occupare il primo spot del tabellone, lasciato libero da Angelique Kerber, subito eliminata.

Negli ottavi di finale Ostapenko ha fatto fuori l’esperta Samantha Stosur per 2/6 6/2 6/4; nei quarti ha confermato la sua capacita di lottare imponendosi per la terza volta in rimonta, questa volta ai danni della quotata Caroline Wozniacki per 4/6 6/2 6/2.

Tre set è durata anche la semifinale, dove Jelena ha prevalso su Timea Bacsinszky per 7/6 3/6 6/3. Così, ha raggiunto la finale, divenendo la più giovane finalista dai tempi di Ana Ivanovic nel 2007 e la prima esclusa dalle teste di serie ad arrivarci dopo Mima Jaušovec nel 1983.

Al contrario di Ivanovic e Jaušovec, la Ostapenko è stata capace di completare l’impresa, vincendo la finalissima. In un’altalena di emozioni, ha ceduto il primo set per 4/6 e poi, quando sembrava ormai vicina alla resa, ha pareggiato i conti con un 6/4, per poi piegare Simona Halep con un 6/3. Carattere, determinazione e sfuriate di gran tennis a suon di colpi vincenti che hanno mandato al tappeto la romena. E la lettone ha fatto suo lo Slam parigino con ben cinque vittorie al terzo set su sette incontri.

Jelena lascerà Parigi con una nuova consapevolezza riguardo al suo valore. Da domani, nella nuova classifica, sarà numero 12 al mondo (prima di Parigi era 47ª) e, grazie alle sua giovane età e alle sue qualità, c’è da scommettere che i suoi successi nel circuito saranno numerosissimi.

Al contrario del tennis maschile che vede ancora all’apice i vari Murray, Federer, Nadal e Djokovic, il panorama femminile vive un rapido rinnovamento e la lettone appare tra le predestinate per essere una delle più vincenti protagoniste.

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