Varata la legge che assegna alla Regione le competenze in materia di monitoraggio della qualità dell’aria - IVG.it
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Varata la legge che assegna alla Regione le competenze in materia di monitoraggio della qualità dell’aria

Il disegno di legge numero 149 regolamenta il sistema degli illeciti amministrativi coerentemente con il principio “chi inquina paga”

centralina aria

Regione. “E’ dal 2010 che Regione Liguria doveva fare questo passaggio, oggi finalmente si attua quanto stabilito dalla Legge nazionale nel 2010, in virtù di una direttiva europea che prevedeva il trasferimento dalle Province alle Regioni delle competenze in materia di monitoraggio della qualità dell’aria e di autorizzazioni ambientali”. Lo ha detto l’assessore regionale alla protezione civile e difesa del suolo Giacomo Giampedrone a margine dell’approvazione in consiglio regionale del disegno di legge in materia di qualità dell’aria proposto dalla giunta regionale, passato con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 14 astenuti.

“Sono sette anni che Regione doveva fare questo passaggio – aggiunge l’assessore Giampedrone – Un ritardo ancora più grave nel momento in cui c’è stata la riforma di riordino delle Province nel 2015: tra tutte le funzioni passate dalla riforma delle Province e assegnate alle regioni questa era stata esclusa e con l’approvazione della norma di oggi si pone dunque rimedio. Oggi Regione Liguria sana questo ritardo nel percorso, passando definitivamente alla Regione la competenza in tema di monitoraggio dell’aria: in particolare la strumentazione da tutte le Province e, per quanto riguarda la Città Metropolitana, anche il relativo personale che diventa regionale. Se questo non fosse avvenuto, rischiavamo di essere messi in procedura di infrazione dall’Europa, in quanto una delle ultime regioni italiane che ancora non avevano acquisito tali competenze”.

“L’obiettivo – continua Giampedrone – non è solo quello di ratificare un percorso, ma fare in modo che questa regione sia all’avanguardia sui temi ambientali, tutelando il cittadino nei molteplici aspetti. Il testo di legge prevede inoltre importanti elementi di semplificazione: attribuisce ai Comuni la competenza in materia di Autorizzazione unica ambientale, prevede l’autorizzazione unica ambientale per gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane con una durata di 15 anni a fronte degli attuali 4 e il rinnovo tacito delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue domestiche, andando così incontro alle richieste provenienti dagli Enti e dai cittadini”.

Per rendere effettivamente operative tali competenze Regione Liguria ha previsto 750 mila euro a carico del bilancio regionale, sia per il personale che per la strumentazione. Sarà Arpal, l’agenzia regionale di protezione ambientale ad occuparsi degli interventi di gestione e a integrare, eventualmente, la rete di misurazione.

E’ stato il consigliere Andrea Costa (Liguria Popolare), presidente della 4^ commissione territorio e ambiente e relatore di maggioranza, a presentare nel dettaglio ed in  maniera articolata il provvedimento, rimarcando,  tra l’altro,  che sono definite le funzioni spettanti a Province, Città metropolitana e Comuni, con le relative modalità per il trasferimento di personale, beni e risorse in coerenza con la legge regionale 15/2015 e disciplinate le banche dati ambientali, nonché il sistema di scambio istituzionale di informazioni con ministero dell’ambiente.

Marco De Ferrari (M5S) ha auspicato che questa legge, “che rappresenta un atto dovuto, non sia però un vuoto manifesto di intenti”. Secondo il consigliere, infatti, “questa presa di incarico a livello istituzionale deve essere adeguatamente finanziata”. De Ferrari ha, quindi, ricordato le procedure di infrazione più volte avviate dall’Unione Europea contro l’Italia per l’eccessiva concentrazione nell’atmosfera di biossido di azoto e micro particolato.

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha sottolineato la volontà politica che ha spinto la giunta a compere questo provvedimento: “Oggi la Regione completa un iter dovuto ma che, in realtà, era dovuto già a parte dal 2010. Oggi, quindi, la giunta ha messo in campo una chiara volontà politica”. L’assessore, che ha chiesto l’applicazione immediata del provvedimento tramite la dichiarazione d’urgenza per ottimizzarne i tempi di attuazione, ha aggiunto che a regime lo stanziamento sarà di 750 mila euro all’anno, altro segnale della volontà politica della giunta di dare piena attuazione alla legge.

Il disegno di legge numero 149 regolamenta il sistema degli illeciti amministrativi coerentemente con il principio “chi inquina paga”. Con il provvedimento viene riordinata la disciplina regionale sulla qualità dell’aria e sulle autorizzazioni ambientali adeguandola all’evoluzione della normativa nazionale e agli standard europei. Viene, inoltre, adeguata la normativa regionale alle disposizioni nazionali che condizionano l’accesso ai finanziamenti ministeriali in materia di gestione e controllo della rete di misura della qualità dell’aria per rimediare alla procedura di infrazione comunitaria: in particolare, riguardo alla ripartizione di funzioni, sono attribuite alla competenza regionale tutte le attività di monitoraggio della qualità dell’aria, la zonizzazione del territorio, la classificazione di zone ed agglomerati, la valutazione della qualità dell’aria, la redazione di piani e misure per il raggiungimento dei valori limite e per il mantenimento del relativo rispetto e la redazione di piani di azione.

Vengono normate le competenze in materia di autorizzazioni ambientali (Autorizzazione Integrata Ambientale e Autorizzazione Unica Ambientale) in attuazione della normativa comunitaria e nazionale. E’ stata necessaria, inoltre, la parziale revisione della legge regionale numero 18 del 1999 per adeguarla e semplificarla e la disciplina delle autorizzazioni semplificate in materia di ridotto inquinamento atmosferico e di scarichi di acque reflue urbane. La legge, infine, rivede il sistema delle sanzioni amministrative coerentemente con il principio “chi inquina paga”. Per gli oneri derivanti dall’applicazione della legge si è infine provveduto mediante norma finanziaria.

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