Faccia a faccia

Savona, il Comune si confronta con i cittadini sul waterfront di levante: “Aperti al dialogo” fotogallery

L'amministrazione comunale ha deciso di confrontarsi con la cittadinanza e le altre realtà del territorio per raccoglierne pareri e proposte

Savona. Prima la presentazione, ora gli incontri di “urbanistica condivisa” per raccogliere le idee e le impressioni di cittadini e associazioni sul progetto. Questo pomeriggio il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e il vice sindaco con delega all’urbanistica Massimo Arecco hanno incontrato nella Sala della Sibilla del Priamar i cittadini, le associazioni, le imprese e gli operatori del settore per il primo “dibattito pubblico” sul progetto del waterfront di levante.

Dopo la presentazione del progetto avvenuta esattamente tre settimane fa, ora l’amministrazione comunale savonese ha deciso di confrontarsi direttamente con la cittadinanza e le altre realtà del territorio per raccoglierne dalla viva voce pareri e proposte di miglioramento e modifica.

“Come detto in conferenza stampa – spiega Caprioglio – il progetto è il punto di partenza e non quello di arrivo. Se vogliamo parlare di urbanistica, dobbiamo farlo con un masterplan e dei disegni davanti. Altrimenti le idee restano confuse. Dopo la presentazione del progetto abbiamo cominciato a raccogliere un po’ di idee e di critiche, abbiamo dato il tempo alle persone di studiarlo e valutarlo. In questo incontro aperto e che si colloca nel solco di quella che il vice sindaco Massimo Arecco chiama ‘urbanistica condivisa’ (approccio che io condivido), i cittadini e le associazioni che abbiamo invitato a partecipare esprimeranno le loro opinioni ed i loro pareri. A quel punto si lavorerà tutti insieme per riuscire ad avere finalmente un waterfront di levante qualificato”.

I primi “sondaggi” sono stati discordanti: “Abbiamo già parlato con varie associazioni. Tutte ci riconoscono la bontà del progetto perché è un progetto che tocca aspetti a livello di paesaggistica e anche questioni economiche. Abbiamo avuto alcuni riscontri positivi e altri un po’ meno. Siamo qua apposta. Siamo pronti ad ascoltare e dialogare”.

Le incognite sono due: il reperimento dei fondi e la questione Gambardella. “Come già anticipato questa mattina durante l’incontro con le Mamme della Margonara, questo progetto ha una qualità: si può realizzare per lotti. Io sarei ben felice se riuscissimo a breve a far partire la prima parte di riqualificazione, cioè quella fino alla galleria. Questo perché la seconda parte è più complessa e intricata perché c’è da sciogliere il nodo Gambardella”.

Savona, il Comune si confronta coi cittadini sul waterfront di levante

Il progetto (finanziato da Ance), in pratica, è una “proposta” che il Comune fa agli investitori privati: rappresenta quindi la “visione” dell’amministrazione a Caprioglio di come potrebbe diventare quell’area. Un disegno offerto ora agli investitori privati, Gambardella su tutti, per valutarne l’interesse e la fattibilità economica. “Ma non si tratta di un semplice ‘sogno’ – spiega Caprioglio – anzi questo masterplan è il frutto di un fitto e costante confronto con le varie realtà private interessate alla zona, tra cui lo stesso Gambardella che ha lasciato intendere la possibilità di un’apertura”.

I temi centrali su cui il Comune ha chiesto ai progettisti di concentrarsi sono la continuità di una passeggiata dalla Torretta fino ad Albissola e la coesistenza delle esigenze portuali con quelle ambientali. Il tutto tenendo conto del fattore Aurelia Bis, assente all’epoca del primo progetto Gambardella (il cui iter iniziò addirittura nel 1998, un’epoca fa). Due le aree interessate, Miramare e il Garbasso (le stesse toccate dagli svincoli dell’Aurelia Bis). ”Due aree – ha spiegato Peluffo nella sua presentazione – che rappresentano la ‘porta’ d’ingresso della città”.

La conferenza stampa in diretta

Il futuro snodo di Miramare è uno dei tratti più delicati: “Una difficoltà che abbiamo cercato di trasformare in occasione – aveva detto l’architetto a inizio maggio l’architetto Gianluca Peluffo – Si tratta di un’ex area industriale dismessa, e per questo abbiamo avviato un ragionamento con la Soprintendenza riguardo al fatto di poter demolire questo grande volume, impossibile da recuperare per dimensioni e impatto. Altri due aspetti molto importanti sono la realizzazione in quel punto della rotonda dell’Aurelia Bis e la presenza lì vicino di aree dal grande potenziale da valorizzare come San Giacomo”.

Secondo il masterplan elaborato dallo studio di architettura il volume delle attuali funivie verrebbe ridotto a circa un quarto dell’attuale, con la creazione di un vero e proprio polmone di parcheggio, da circa 350 vetture, sotto il livello dell’Aurelia e quindi non visibile dalla strada. Rimarrebbero il polo nautico ed anche due delle attuali gru: queste ultime verrebbero mantenute a scopo “decorativo”, magari modificate o illuminate, per ricordare un’era industriale ormai tramontata. Tra le ipotesi sul tavolo anche quello della creazione di un piccolo faro.

La seconda area, invece, è quella di Punta Garbasso. “Due in questo caso le esigenze da far coesistere – aveva aggiunto Peluffo – la prima è l’esigenza di Autorita Portuale dal punto di vista economico di ampliare l’attività cantieristica in quella posizione, la seconda quella di mantenere una porzione di spiaggia (tema molto sentito in città e al centro delle mille battaglie per ‘salvare’ il litorale dal progetto Gambardella, ndr). Si è ovviato al problema prevedendo la demolizione di una parte del molo attuale ed il suo successivo ampliamento con la creazione di una piattaforma, mantenendo intatta la porzione di spiaggia esistente”. Anche in questo caso una rotonda collegata all’Aurelia Bis “veglierebbe” su quello che, in definitiva, diventerebbe l’inizio dell’area portuale, mentre verrebbe creata una passeggiata panoramica che passerebbe dal molo e dalla spiaggia: “Abbiamo immaginato la costruzione di un piccolo promontorio, con una piazza o alcuni ristoranti, che oltre a fornire un bel paesaggio contribuirebbe anche all’ampliamento dell’attuale spiaggia della Margonara”.

Nessuna tempistica già scritta: i vari interlocutori privati dovranno eventualmente sposare l’idea della giunta Caprioglio. “Proprio per garantirne la sostenibilità abbiamo studiato questo progetto a step – spiegava il sindaco – volevamo prima di tutto dare l’idea di come noi immaginiamo possa diventare questo ingresso della città, o meglio come lo desidereremmo. Poi in realtà investimenti come quello citato di San Giacomo arriverebbero dopo, sulla scia della riqualificazione dell’area”. Nel progetto vengono previste aree residenziali e commerciali, perchè il tutto sia sostenibile per gli investitori: “Abbiamo ragionato su qualcosa che sia sostenibile per il privato dal punto di vista economico, ma allo stesso tempo non così impattante come era il progetto Gambardella. D’altronde i tempi sono cambiati, e speriamo che dall’altra parte la nostra proposta trovi accoglienza e ragionevolezza”.

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