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Primarie Pd, Marco Russo: “Evitato l’errore di trasformarle in ‘resa dei conti’, ora ci sia dialogo con gli sconfitti”

"In passato abbiamo sempre commesso due errori - sostiene il politico - questa volta abbiamo evitato il primo, evitiamo anche il secondo"

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Provincia. “Con le primarie, in passato, abbiamo sempre commesso due errori, uno prima e uno dopo il voto. Questa volta ne abbiamo evitato uno e speriamo di evitare anche l’altro”. Questo il commento di Marco Russo, a nome del comitato Andrea Orlando Segretario, al termine delle primarie Pd.

“Prima delle primarie – ricorda – siamo riusciti a non trasformarle, come invece abbiamo fatto in passato, in resa dei conti nel gruppo dirigente, con divisioni laceranti, incomprensibili per gli elettori; anzi, abbiamo provato a cercare un dialogo costruttivo tra le mozioni. Ora, dobbiamo evitare di commettere il secondo errore, quello per cui chi vince ‘prende tutto’, identificando l’intero pd nella parte vincitrice, come se il voto, anziché assegnare una responsabilità di conduzione e rappresentanza di una comunità articolata, determini una identificazione esclusiva del partito nel vincitore e risolva d’incanto tutti i problemi politici”.

“La mozione di Renzi ha vinto e quindi oggi è giusto che il pd segua la linea politica dettata dal neo segretario: la vittoria è stata netta ed indiscutibile e se il problema fosse solo di stabilire se Renzi è legittimato a guidare il partito, il voto l’ha risolto senza alcun dubbio.
Ma se il problema è affrontare il nodo politico che il pd ha di fronte, dobbiamo leggere bene i dati, perché sappiamo bene che vincere le primarie non significa vincere le elezioni: ce lo insegnano le elezioni liguri e savonesi. Hanno votato poco meno di due milioni di elettori e quasi 7.500 savonesi: è sicuramente una grande prova di democrazia, unica nella politica italiana, di cui è giusto essere orgogliosi. Tuttavia a livello nazionale ha votato un milione in meno del 2013 e 1 milione e seicentomila in meno del 2007; a livello provinciale il calo è stato di 6.300 (quasi la metà) rispetto al 2013. Tra i votanti, il 30% (circa mezzo milione a livello nazionale e oltre due mila savonesi) non ha votato Renzi. Per altro verso Renzi ha preso, a livello nazionale, 500.000 voti in meno e a livello provinciale quasi 4.000 voti in meno, di quanti ne avesse preso lui stesso nel 2013”.

“Ora, la vittoria di Renzi prova che l’ex e neo segretario ha in pugno il partito – riconosce Russo – Ma questa non è una novità, perché la leadership non è mai stata messa in discussione. Il problema del pd degli ultimi anni è la fuga di iscritti ed elettori e l’isolamento nella società, ed è un problema che mette in discussione la concezione del partito e la linea politica. Questi problemi non sono risolti dall’ampia affermazione di Renzi ma anzi sono confermati dai numeri che ho riassunto sopra. D’altra parte questi numeri non fanno altro che ribadire il segnale che ci è arrivato dal referendum e dalle precedenti amministrative. In particolare, a Savona, abbiamo misurato fino in fondo l’isolamento del PD, dal momento che, al ballottaggio, si sono coalizzati tutti contro di noi. Insomma, il problema politico del pd è ancora davanti a noi”.

“Quindi, la maggioranza congressuale che ha ricevuto una forte legittimazione a guidare il partito, ora deve evitare di commettere il secondo errore delle primarie – è l’auspicio di Russo – il che significa due cose: la prima è che deve saper unire il partito, coinvolgendo tutte le sue componenti; la seconda è che deve aprire una fase di profonda riflessione, con il concorso di tutti, appunto, per capire come recuperare i tanti elettori che il pd ha perso in questi anni. Questo vale anche a Savona, dove speriamo che l’esito congressuale non spinga la maggioranza del PD a rimuovere la sconfitta alle amministrative e al referendum, invero mai davvero seriamente analizzate, e non la distolga dalla necessità di ripensare a fondo il partito a Savona”.

“Questa oggi è la priorità che tutto il PD savonese, a maggior ragione con la segreteria provinciale votata unitariamente, dovrà saper affrontare, con spirito costruttivo e dialogo aperto: chi ha sostenuto la mozione di Orlando porterà sicuramente il proprio contributo in questa direzione, perché ciò che interessa a tutti noi è il rilancio e il rafforzamento del PD” conclude Marco Russo.

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