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Onzo, un affresco “perduto” ritrovato nella cappella di San Giuseppe a Varavo fotogallery

Potrebbe raffigurare una Madonna galactotrofusa, cioè una "Madonna del Latte"

Onzo. Un affresco “perduto” e risalente probabilmente al XVIII secolo è stato recentemente ritrovato in una cappella abbandonata nei dintorni di Onzo. La “riscoperta” si deve a Giuliano Arnaldi, sovrintendente generale del Museo di Arti Primarie di Vendone e direttore della Fondazione Tribaleglobale, e Giuliano Tornatore.

Un affresco

Spiega Giuliano Arnaldi: “Durante un sopralluogo finalizzato a valutare gli interventi necessari per ripristinare l’antico sentiero di collegamento tra le località Varavo Inferiore e Varavo Superiore (situate nel Comune di Onzo) ho individuato grazie a Giuliano Tornatore (onzese e profondo conoscitore del territorio) una cappella in disuso da decenni e nota come cappella di San Giuseppe. Si tratta di una struttura in pietra intonacata in più riprese sia all’interno che all’esterno, lesionata significativamente nella parte destra in prossimità dell’ingresso a causa di infiltrazioni d’acqua dovute al dissesto della copertura, ancora presente ma lesionata”.

“All’interno sono presenti stucchi di una certa qualità e pitture parietali risalenti ad un intervento che sembrerebbe settecentesco, comunque tardo barocco. Alcuni elementi strutturali e di arredo sembrano più antichi: le grate che proteggono le finestrelle poste ai fianchi dell’ingresso, elementi del portone in legno, l’ardesia posta alla base dell’altare (e lo stesso altare pur oggetto di intervento sia pittorico sia scultoreo realizzato presumibilmente nel contesto del più generale intervento di restauro presunto nel XVIII secolo”.

L’edificio è stato “spogliato di quasi tutti gli arredi e dell’apparato liturgico: sono ancora presenti due panche e parti di due candelieri totalmente privi della originaria doratura; non vi è traccia della pietra sacra. E’ presumibile che l’affresco rinvenuto sia stato coperto in quella data, o forse in epoca precedente : restano comunque tracce del telaio in legno di un dipinto presumibilmente sottratto in tempi relativamente recenti vista la presenza di tagli nella piccola parte di tela rimasta”.

Un affresco

L’affresco in questione è piuttosto danneggiato, ma alcuni elementi della sua iconografia sono ancora riconoscibile: “La figura centrale è una Madonna con il capo reclinato verso sinistra e lo sguardo diretto verso lo spettatore; anche il Bimbo osserva direttamente chi si trova davanti all’affresco, e sembra prendere il latte dal seno della madre. L’estremo degrado di quella parte dell’opera non mi consente di capire con certezza se questa osservazione è reale o frutto di suggestione, ma se così fosse ci troveremmo davanti ad una Madonna galactotrofusa, in latino ‘Madonna lactans’ o ‘Virgo Lactans’, cioè una ‘Madonna del Latte’”.

“A destra e a sinistra delle figure della Madre e del Bimbo sono presenti due figure in posizione orante. Sullo sfondo, da entrambi i lati della Madonna si intravede un elemento grafico o architettonico composto da linee orizzontali strette, molto ravvicinate e sviluppate verso l’alto. L’affresco ha la struttura della pala, con una lunetta superiore: ho rinvenuto la parte curva del telaio in legno coevo alla struttura rettangolare che è ancora presente e su cui era fissato il dipinto sottratto, probabilmente raffigurante San Giuseppe visto il nome con cui è conosciuta la cappella da almeno un secolo”.

Un affresco

Secondo Arnaldi, “l’affresco è sicuramente anteriore al restauro effettuato in epoca tardo barocca: è probabile che sia stato coperto con il dipinto (che immagino raffigurasse San Giuseppe per i motivi sopra citatati) e vi sia stata costruita attorno la cornice di gesso entro la quale venne inscritto il telaio della pala d’altare. Può in realtà essere stato coperto anche in una fase precedente: a partire dal Concilio di Trento (del 1543) che definì nettamente la posizione della Chiesa circa l’iconografia devozione, vennero bandite, ritoccate o sostituite molte raffigurazioni di parti del corpo femminile troppo realistiche considerate sensuali e quindi potenzialmente fuorvianti per i fedeli. Tra queste le cosiddette ‘Madonne del Latte’”.

“Circa l’epoca di costruzione della cappella si può solo notare, in assenza della pietra sacra, che vi fu a Onzo una notevole attività architettonica intorno alla metà del XVIII secolo, concomitante con l’aumento della popolazione. In quell’epoca venne ingrandita e modificata la chiesa parrocchiale di San Martino e altre cappelle parrocchiali e private come quella dedicata nel 1763 alla Madre di Misericordia (conosciuta anche come cappella degli Arnaldi) in località Varavo Superiore, a poche centinaia di metri dalla struttura oggetto di queste note. Tutti questi edifici di culto sono di epoca più antica, in genere risalenti all’epoca della Costituzione della Repubblica di Onzo. La struttura originale della Cappella degli Arnaldi è infatti del 1587”.

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