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Ex cantieri Rodriquez, Fiom all’attacco: “La proprietà deve rispettare gli impegni”

Il sindacato: "Regione e Comune si facciano sentire"

Pietra Ligure. “Da parte dell’azienda solo scuse per non voler rispettare gli accordi sottoscritti a livello sindacale e istituzionale”. Così la Fiom savonese sul caso degli ex cantieri navali Rodriquez dopo l’articolo pubblicato da IVG.it sulla situazione finanziaria del gruppo Colaninno e lo sfogo di alcuni ex dipendenti del cantiere pietrese che attendono da anni il nuovo polo della nautica previsto nell’ambito del complessivo progetto di riqualificazione urbanistica delle aree di Pietra Ligure ormai bonificate.

“Progetto, lo ricordiamo – aggiunge la Fiom -, che avrebbe avuto ricadute occupazionali positive non solo in termini di conservazione dell’occupazione dei lavoratori dei cantieri, ma anche di creazione di nuovi posti di lavoro (si parlava di circa 200) nelle nuove attività turistiche e commerciali che si insedierebbero nelle aree”.

“Nel 2003 quando venne annunciato il passaggio delle attività dei cantieri navali Rodriquez molti lavoratori pensarono che un gruppo così forte avrebbe garantito lavoro e sviluppo per le attività ed il territorio dove i cantieri sono insediati da quasi un secolo. In questo sito produttivo dal 1993 al 2007 sono stati costruite più di 30 imbarcazioni di cui 11 di grandi dimensioni (traghetti veloci da 70 a 100 metri), 16 motovedette di 25 metri ad alta tecnologia ed ultraleggere più varie in ferro o alluminio da 16 a 50 metri; l’ultima imbarcazione costruita è un prototipo di catamarano di 50 metri circa a bassissimo consumo cofinanziato dall’unione europea con fondi per l’innovazione e lo sviluppo”.

Cantieri Rodriquez 1

“Il rischio ora è che le competenze produttive vengano definitivamente azzerate se il progetto non andrà avanti e, francamente, tutto ci lascia credere che dietro alla finora infruttuosa ricerca di un partner si nasconda la volontà di non procedere con l’operazione. Certo le condizioni generali tanto nel settore della nautica quanto in quello immobiliare sono cambiate, ma quando le situazioni cambiano è necessario sedersi nuovamente intorno ad un tavolo per trovare soluzioni condivise partendo sempre dalla tutela dei livelli occupazionali esistenti” aggiunge ancora il sindacato di categoria.

“A fine anno scade la clausola di garanzia inserita in un accordo quadro tra istituzioni, imprese (Intermarine e Pietra srl) ed organizzazioni sindacali in base alla quale le imprese sono vincolate a ricollocare temporaneamente i lavoratori che hanno accettato l’intesa presso le aziende che effettueranno le attività di riqualificazione per poi ritornare a lavorare nel settore navale nel momento in cui il cantiere fosse messo in funzione. Altri lavoratori sono invece stati licenziati perché non hanno accettato il trasferimento nei cantieri di Sarzana, trasferimento economicamente improponibile dato che l’azienda non si impegna a riconoscere neppure l’indennità di trasferta”.

“Inoltre Pietra srl è in ritardo rispetto al piano dei lavori depositato in Comune nel gennaio 2016 che prevedeva la partenza dei lavori di demolizione entro settembre – ottobre 2016 con l’avvio delle successive attività di costruzione e messa in sicurezza dell’area stessa”.

“A questo punto ci chiediamo se esista ancora la volontà di procedere con una operazione che è anche e soprattutto industriale in un’area, quella savonese, decretata area di crisi industriale complessa. Chiediamo pertanto con forza l’impegno delle istituzioni a partire dal Comune di Pietra Ligure e della Regione Ligure per richiamare la proprietà al rispetto degli impegni assunti e per scongiurare una nuova emorragia occupazionale nel nostro territorio” conclude la Fiom savonese.

Commenti

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  1. Scritto da Edoardo Ciribi

    Che dire ancora dopo anni di discussioni e commenti fatti oltre che qui in Consiglio Comunale !
    La verità è che siamo ancora al palo come dal mio ultimo commento di tre giorni fa: la storia è sempre quella.