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Il blitz al Centro Sportivo di Valdebebas

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Presupponiamo che dopo la tripletta pazzesca messa a segno al Bernabeu da Cristiano Ronaldo nella semifinale di andata che ha avvicinato i “blancos” alla finale di Champions di Cardiff (3 a 0 contro i “colchoneros” guidati da Simeone) la Real mania sia in piena ascesa e con essa il chiedersi cosa possa esserci dietro alla magia regalata da Zizou e soci in quella che passerà alla storia come una serata da incorniciare.

Questo ci induce a ritenere che quanto da tempo professiamo sia stato ancora una volta riconfermato, vale a dire che alla base del successo di un team (come sostenuto da Arrigo Sacchi) vi sia il poter usufruire di strutture sportive all’avanguardia. A rafforzare questo assunto ci giunge così in soccorso il ricordo della visita di piacere e di aggiornamento tecnico che con un gruppo di mister emiliani effettuammo nella primavera del 2014 a Madrid, nella stagione in cui Ancellotti venne chiamato a sostituire il portoghese Mourinho.

Nell’ultimo sorteggio per le semifinali, il Real Madrid venne accoppiato per la terza volta con una compagine tedesca, i campioni uscenti del Bayern Monaco. Il primo dei due incontri, disputato al Bernabéu, andò ai Blancos che ebbero la meglio sui tedeschi per 1-0 grazie alla rete di Benzema. Nella partita di ritorno i bianchi vinsero per 4-0 all’Allianz Arena grazie alle doppiette di Sergio Ramos e Cristiano Ronaldo,raggiungendo la finale dodici anni dopo l’ultima volta, dove affrontarono proprio l’Atletico Madrid. La partita, disputata il 24 maggio a Lisbona, terminò per 4-1 per il Real alla fine dei tempi supplementari; i 90′ regolamentari si erano conclusi 1-1, grazie al pareggio madrileno maturato allo scadere dei minuti di recupero.

Dopo che la decima Coppa dei Campioni/UEFA Champions League venne posta in bacheca fummo accolti ai primi di giugno nella loro splendida base. La Ciudad Real Madrid, nella periferia madrilena di Valdebebas (zona parco vicina all’Aeroporto di Barajas), è il centro sportivo delle merengues, inaugurato il 30 settembre 2005 sotto la presidenza di Florentino Pérez (prendendo il posto della vecchia Ciudad Deportiva, i cui terreni sono stati venduti per circa 480 milioni di euro) ed è considerata oggi il  fulcro del madridismo.

Per conoscere bene e dall’interno questa imponente struttura sono occorsi 3 giorni tiratissimi visto l’impianto che si estende per più di milleduecento ettari (dei quali fino ad oggi ne sono stati sviluppati solo 30.000) comprende una dozzina di campi, più lo stadio principale da ottomila posti dedicato ad Alfredo Di Stefano (dove abitualmente gioca le sue partite casalinghe la seconda squadra blanca, il Real Madrid Castilla), un campo da basket, ristoranti e un residence per la prima squadra e il settore giovanile. Vi sono situati inoltre anche gli studi di Real Madrid TV, l’organo ufficiale d’informazione televisiva del club merengue. I costi di costruzione sono stati stimati in quasi 100 milioni di euro.

Nel settembre 2013 sono stati ultimati i lavori per la costruzione delle abitazioni per i giocatori. La cosa ha permesso alla prima squadra di calcio e pallacanestro di radunarsi e riposare direttamente al centro di allenamento prima degli incontri casalinghi. L’opera comprende 60 appartamenti divisi su due piani che occupano circa 7000 m². Dal gennaio 2014 sono operativi anche gli appartamenti per gli atleti del settore giovanile provenienti da fuori Madrid.

E’ di fatto il maggior centro sportivo mai costruito da un club di calcio e permette una convivenza e uno scambio reciproco tra sportivi e tifosi uniti nello stesso spirito e dall’amore per il calcio. È la casa dei calciatori in erba e dei campioni che popolano le fila del Real Madrid, un modello da imitare per tutti i club professionistici.

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