Studentessa aggredita e derubata a San Giuseppe di Cairo sul regionale Torino-Savona - IVG.it
Far west sui treni

Studentessa aggredita e derubata a San Giuseppe di Cairo sul regionale Torino-Savona

Paura tra i pendolari che lamentano la mancanza di agenti della Polfer. Domenica a Cengio convoglio bloccato e passato al setaccio dai carabinieri

Treno stazione notte

Cairo Montenotte. Aggredita e derubata sul treno da un giovane di nazionalità marocchina. A raccontare la sua drammatica esperienza è una studentessa di Finale Ligure, iscritta all’Università di Torino, che giovedì scorso stava facendo ritorno dal capoluogo piemontese per le vacanze pasquali.

“Ho preso il regionale delle 20.25 a Porta Nuova, ho scelto la prima carrozza dove ero l’unico passeggero in compagnia del controllore – racconta la ragazza – A San Giuseppe di Cairo, però, il mio ‘compagno’ di viaggio è sceso per le operazioni consuete di vigilanza dei marciapiedi, e improvvisamente mi sono sentita afferrare il braccio. Non capivo cosa mi stesse accadendo dallo spavento, e ci ho messo un po’ a realizzare che un giovane voleva impossessarsi del mio telefono, che essendo collegato al caricabatteria, ha ostacolato la sua mossa furtiva. La stretta e la pressione sul mio polso mi hanno causato una distorsione, refertata in ospedale al mio arrivo a Savona”.

Un racconto di paura, come si comprende dalle parole lapidarie della 25enne: “Non prenderò mai più un treno in vita mia, se non accompagnata da un gruppo di persone – Ormai si è diffuso il panico, e tutti i pendolari temono il peggio”.

Sui risvolti dell’accaduto, la studentessa spiega ancora come, “nonostante mi sia messa ad urlare, non sia intervenuto nessuno. Solo dopo aver visto l’aggressore scendere dal treno e darsi alla fuga, il controllore ha avvisato le forze dell’ordine, e proprio a Savona ho incontrato il personale della polfer a cui ho sporto denuncia. Provo sgomento e amarezza, nonché paura, per il fatto che a San Giuseppe, oltre a non esserci un presidio di polizia ferroviaria, non ci sia nemmeno un servizio di videosorveglianza. Non solo. Grazie a un testimone presente sul treno, ho saputo che il giovane marocchino che mi ha derubata era salito a Ceva, dove, ahimè, le telecamere non funzionano. Ma in che situazione viaggiamo?”

Episodi come questo sono ormai all’ordine del giorno, e la mancanza di sicurezza sta allarmando i pendolari. Come nel caso del treno che, il giorno di Pasqua, è stato teatro di atti vandalici da parte di un nutrito gruppo di ragazzini. Il convoglio, partito da Ventimiglia e diretto a Torino, è rimasto fermo in stazione a Cengio per un’ora e mezza, il tempo in cui i carabinieri allertati dal personale ferroviario, hanno cercato di identificare i malintenzionati, tutti sprovvisti di biglietto, e con l’intenzione di disturbare i passeggeri con le modalità del “branco”.

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