Beccati

Sgominata la gang dei furti “impuniti” in case isolate e vicino all’autostrada

La banda, composta da tre persone, colpiva nelle ore serali quando i proprietari erano assenti

Liguria. Hanno svaligiato appartamenti in tutta la Liguria, colpendo nelle ore serali quando i proprietari erano assenti. Almeno finché i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova non hanno messo fine alle loro scorribande.

Al termine di una serrata indagine i militari sono riusciti ad attribuire a tre persone, componenti una banda, la responsabilità di numerosi furti commessi tra novembre 2016 e febbraio 2017. La custodia cautelare in carcere è scattata per tre albanesi, tutti 28enni e con precedenti di polizia specifici, ai quali i Carabinieri addebitano la responsabilità per furti commessi nei centri di Bogliasco, Chiavari, Andora e Ovada.

I tre agivano con una modalità collaudata: si riunivano a Cornigliano e in macchina raggiungevano la località prescelta per commettere i furti. La partenza, in alcuni episodi, era preceduta da una sosta in negozi specializzati in cui il gruppo acquistava utensili e guanti da utilizzare per scassinare porte e finestre o per manomettere i sistemi antintrusione.

La macchina si fermava in una piazzola di sosta dell’autostrada o in prossimità di un casello: da qui, dopo aver scavalcato il guard rail, i componenti si incamminavano per le campagne per raggiungere le abitazioni più vicine ed isolate, scegliendole sulla base della riscontrata assenza dei proprietari e della facilità di accesso.

In macchina restava solamente l’autista che, lasciati i complici, riprendeva la marcia in attesa di un loro squillo codificato per tornare a recuperarli. In un’occasione, i Carabinieri hanno documentato che l’autista ha “ingannato” il tempo d’attesa andando a giocare due ore presso una sala slot di Albenga.

I furti venivano perpetrati mediante effrazione di porte, anche blindate, e finestre, cercando di depredare l’abitazione nel minor tempo possibile alla ricerca di denaro contante e gioielli.

La banda è stata fermata dai Carabinieri al rientro da un raid nel comune di Loano, su cui sono in corso accertamenti. Le perquisizioni condotte hanno consentito di rinvenire presso le abitazioni dei tre, un’ingente refurtiva per un valore complessivo di circa 60mila euro. In particolare, sono stati ritrovati orologi di pregio, monili in oro e denaro contante per circa 2.500 euro.

Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Alberto Landolfi della Procura della Repubblica di Genova, sono emersi anche la spregiudicatezza ed il senso di impunità del gruppo, nonché la noncuranza per l’operato dei Carabinieri.

Infatti, davanti ad alcune perplessità circa la scelta di un obiettivo, ritenuto troppo rischioso da un componente in ragione dei controlli e dei passaggi frequenti sul territorio da parte dell’Arma locale, i restanti componenti lo tranquillizzavano asserendo che i Carabinieri non li avrebbero scoperti in quanto, a loro dire, impegnati a perseguire reati più gravi – e nei grandi centri – piuttosto che semplici furti commessi in zone decentrate.

Il tutto senza sapere di essere già monitorati e ad un passo dal Carcere di Marassi.

Sulla base di parte della refurtiva, non riconducibile a specifici episodi già denunciati, i Carabinieri stanno verificando tutti i furti avvenuti negli scorsi mesi, evidenziando in almeno altri quattro episodi la responsabilità dei tre.

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