"Sfrattato" anche dal terreno dove viveva in roulotte: l'odissea di Giulio Pace - IVG.it
Savonese in difficoltà

“Sfrattato” anche dal terreno dove viveva in roulotte: l’odissea di Giulio Pace

Nel 2015 viveva in un pianerottolo, poi grazie alla solidarietà di una signora si era trasferito nella roulotte: il Gruppo antipolitico savonese si mobilita per aiutarlo

Savona. Nel giugno del 2015, dopo essere stato sfrattato, ha vissuto per mesi nel pianerottolo di un palazzo di via Bresciana. Grazie alla solidarietà di alcune persone, compreso l’interessamento del Gruppo antipolitico savonese, per Giulio Pace era stata trovata una soluzione che non lo costringesse più a vivere in una scala.

Alla fine l’uomo aveva trovato “casa” dentro una roulotte che gli era stata donata, ma nei giorni scorsi ha dovuto abbandonare il terreno nel quale era ospitato. L’alloggio mobile del signor Pace, grazie allo sforzo di quattro volontari (non senza spese per il noleggio del materiale per il trasloco) è stato spostato in un altro terreno.

Il portavoce del Gruppo antipolitico savonese Ned Täubl però denuncia la difficile situazione di Giulio Pace: “Grazie alla bontà di una donna di Vado Ligure che gli ha regalato la roulotte è stata restituita un po’ di dignità ad un italiano in difficoltà. Ricordiamo che all’epoca Giulio Pace era reduce da una convalescenza seria ed ovviamente non poteva certo lavorare. Sono passati due anni e la situazione non e cambiata: il terreno su cui era posizionata la roulotte doveva essere liberato e così ci siamo mossi per vedere se si riusciva a muovere qualcosa. Abbiamo contattato i servizi sociali del Comune dell’ultima residenza di Giulio, dove è iscritto nella graduatoria degli alloggi popolari. Peccato che dalla 30 esima posizione sia scivolato per motivi oscuri oltre la 100 esima posizione. Assurda la risposta che ci e stata data. ‘Non può avere diritto ad accedere alle graduatorie perché non ne ha titolo in quanto non ha reddito’. Sinceramente siamo rimasti stupefatti: non ha reddito e cosa facciamo? Lasciamo le persone in mezzo alla strada?”.

“Giulio lavora a chiamata per una ditta della zona, un lavoro che gli garantisce una minima autonomia per mantenersi. Si è attrezzato con un pannello solare per la corrente. Giulio si dà molto da fare e non si aspetta l’aiuto di nessuno però tutto questo è ai limiti dello scandalo. Vista l’assenza delle istituzioni ancora una volta ci siamo dovuti attrezzare per traslocare la roulotte di Giulio in un altro terreno che ci e stato donato. Tutto questo ovviamente a spese nostre e solo con la solidarietà di chi ci mette il cuore. Auspichiamo che veramente si possa trovare una soluzione dignitosa per un savonese in difficoltà affinché possa riprendersi la sua vita. Se ci sono i soldi per i profughi devono esserci anche per gli invisibili che cercano di vivere una vita normale. E’ possibile che nel 2017 una persona viva in queste condizioni? C’è solo da vergognarsi” conclude il portavoce del Gruppo antipolitico savonese.

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