Nel mirino

Savona, la commissione sui tagli al sociale fa infuriare il M5S: “Bellingeri? Totalmente impreparata”

Gli esponenti del volontariato e del terzo settore chiedevano spiegazioni su alcune scelte politiche: "Ma l'assessore ha fatto scena muta, sembrava non aver letto il documento"

Savona. “Bellingeri è stata imbarazzante”. Ancora una volta l’assessore ai servizi sociali del Comune di Savona finisce nel mirino con l’accusa di scarsa autorevolezza: questa volta ad attaccarla duramente è il MoVimento 5 Stelle, dopo la commissione di ieri incentrata sui tagli al sociale.

Una commissione a cui erano presenti come spettatori interessati i rappresentanti di molte associazioni del volontariato e del terzo settore, dal Cesavo alla Caritas alle cooperative sociali. Sul tavolo c’erano tutti i tagli decisi dalla giunta nel 2017 in quella che nel bilancio di previsione è chiamata “Missione 12”, ossia diritti sociali, politiche sociali e famiglia. Numeri desolanti per chi opera nel ramo: mezzo milione di euro in meno per gli interventi per l’infanzia e i minori e per gli asili nido, taglio ancora più drastico per i soggetti a rischio di esclusione sociale, praticamente annullati i fondi per il diritto alla casa.

Cifre, e soprattutto scelte politiche, su cui gli esponenti del terzo settore speravano di avere spiegazioni. Ed invece, denuncia il M5S, da parte dell’assessore competente le risposte non sono arrivate: “Bellingeri è apparsa totalmente impreparata durante l’esposizione delle pratiche relative ai servizi sociali. Sembrava che l’assessore appena letto il documento, peraltro svogliatamente. A salvarla da una figura imbarazzante è stato il dirigente, che alla fine della discussione è dovuto intervenire per precisare meglio alcuni elementi”.

Ma sotto accusa finisce anche il fatto che, almeno secondo i pentastellati, l’assessore abbia sempre accettato passivamente i tagli senza mai tentare di contrastarli nè, in alternativa, fornire direttive precise sui settori a cui destinare le risorse rimaste. “Bellingeri ha motivato le proprie decisioni in ambito sociale trincerandosi dietro la scarsità di risorse economiche a disposizione del suo ufficio. Questa non è una risposta che possiamo accettare da un assessore e men che meno da quello con delega ai servizi sociali – tuonano i 5 Stelle – Noi ci aspettiamo che un assessore ai servizi sociali difenda con le unghie e con i denti ogni singolo capitolo di spesa, perché questi vanno ad incidere in maniera estremamente significativa sulla vita di tutti i cittadini. Invece Bellingeri è quasi rassegnata a vedere eliminati tanti servizi che fanno capo alla sua azione amministrativa. E questo senza che sia stata messa a punto un’alternativa valida in grado di sostituire ciò che non c’è più”.

Alcuni esempi: “I centri socio-educativi sono stati completamente azzerati e sostituiti con un contributo alle famiglie. Questa è una risposta del tutto inadeguata alla problematica: se alcuni ragazzi vengono affidati ai centri, infatti è proprio perché è bene che passino del tempo lontano dalle famiglie. Sostituire questo servizio con un (piccolo) contributo alle famiglie non raggiunge lo scopo. Un’altra partita che è stata azzerata senza alternative è quella relativa ai campi solari, ma potremmo fare tantissimi esempi. Insomma, l’amministrazione non è stata in grado di elaborare un progetto complessivo che, a fronte delle ristrettezze di bilancio che sono innegabili, riuscisse a mantenere almeno una parte dei servizi. L’assessore Bellingeri si è limitata a sedersi in un angolo e ad aspettare di sapere quanti fondi le avrebbe messo generosamente a disposizione l’assessore al bilancio Silvano Montaldo e in seguito lavorare con quello che aveva a disposizione. Non è questo il lavoro che ci si aspetta da un assessore e men che meno da quello al sociale. E questa critica non arriva solo da noi, ma anche dai tanti operatori del forum del terzo settore presenti in commissione”.

“Ciò che ci stupisce – proseguono i pentastellati – è la totale inazione di Bellingeri. Le forze politiche che guidano Savona sono le stesse che guidano la Regione, perciò ci saremmo aspettati che un assessore al sociale ‘bivaccasse’ davanti alla sede del governo regionale e premesse per avere maggiori risorse a disposizione. Non ci risulta che sia stato messo in atto alcun intervento di questo tipo e ci chiediamo come sia possibile. E’ impossibile pensare che ci siano state chiusure da parte di Genova, che se adeguatamente sollecitata allenterebbe certamente i cordoni della borsa. Quindi evidentemente non c’è stato alcun tipo di intervento da parte dell’assessorato, che ha aspettato le cifre messe a disposizione da Montaldo e poi ha ‘tirato a campare’. Questo, lo ripetiamo, è inaccettabile”.

Le accuse a Bellingeri non sono certo una novità: da tempo su di lei si concentrano alcuni “rumor” in merito a una possibile sostituzione, proprio a causa delle continue critiche. L’assessore è avvertita come eccessivamente passiva, quasi “evanescente”, e propensa a far rispondere troppo spesso altri (di solito Montaldo) in sua vece. Critiche bipartisan che avrebbero convinto Caprioglio ad operare un rimpasto nei prossimi giorni. Ma le critiche dei pentastellati riguardano anche chi gestisce i conti, cioè Silvano Montaldo: “Il comparto del bilancio relativo al sociale non può essere gestito in termini ragionieristici secondo partite ‘in perdita’ o ‘in attivo’, parole che abbiamo sentito più volte pronunciare dall’assessore anche in consiglio comunale intervenendo al posto di Bellingeri. Questioni come gli asili comunali non possono essere visti unicamente sotto questo punto di vista”.

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