Savona, fallimento della "Duebi abbigliamento": una condanna per bancarotta - IVG.it
La sentenza

Savona, fallimento della “Duebi abbigliamento”: una condanna per bancarotta

A giudizio c'erano gli amministratori del gruppo Sanpier: nel mirino della Procura era finito il contratto d'affitto d'azienda

tribunale savona

Savona. Si è chiuso con una condanna per bancarotta fraudolenta il processo relativo al fallimento, avvenuto nel 2014, della Duebi abbigliamento, la società che gestiva i negozi del gruppo Sanpier nel centro di Savona.

Ieri il collegio del tribunale ha condannato Alessandro Benvenuto a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, per due dei capi d’imputazione che gli venivano contestati. Per il terzo, quello relativo a presunte irregolarità nelle scritture contabili, che era contestato anche al fratello Antonio, entrambi sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Il processo aveva preso le mosse dall’inchiesta avviata dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi dopo la segnalazione del curatore fallimentare della Duebi Riccardo Bolla (che si era costituito parte civile con l’avvocato Mariangela Piccone) per un contratto di affitto d’azienda “a prezzo vile”.

Secondo la tesi della Procura, nel 2014, Sergio Benvenuto (papà di Alessandro e Antonio), che nel frattempo è deceduto, in qualità di liquidatore della Duebi aveva affittato l’azienda alla Sanpier Firma srl, della quale il figlio Alessandro era amministratore unico, per un importo di 36 mila euro all’anno (da versare in canoni trimestrali posticipati dei quali era stato spontaneamente versato il primo, ma non il secondo) a fronte di un contratto di locazione per i locali del negozio da 90 mila euro. Un’operazione che avrebbe contribuito ad aggravare la situazione finanziaria della società.

I due fratelli Benvenuto, inoltre, come membri del cda della Duebi Abbigliamento, erano anche accusati di aver danneggiato i creditori della società tenendo le scritture contabili in modo tale “da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari”. Accusa dalla quale entrambi sono stati assolti dal collegio del tribunale.

L’avvocato Gianfranco Nasuti che assiste i fratelli Benvenuto ha confermato che impugnerà la sentenza in Appello, ma senza rilasciare nessuna dichiarazione: “Quello che avevo da dire l’ho detto durante la discussione e preferisco non commentare in alcun modo la decisione dei giudici perché sono convinto che la sede corretta per discutere di questi aspetti sia soltanto quella giudiziaria”.

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