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Piano Sviluppo Rurale, la preoccupazione della CIA: “Serve copertura alle domande degli agricoltori”

Savona. Incontro degli organi provinciali di CIA Savona ad Albenga sull’andamento del Piano Sviluppo Rurale. Giunta e Direzione, insieme alle aziende che hanno presentato le domande, hanno fatto il punto dopo 18 mesi dall’approvazione del PSR a Bruxelles.

La scorsa settimana a Sassello, CIA aveva presentato agli operatori forestali i bandi rivolti al settore del bosco. Oltre alle note e perduranti difficoltà per l’avvio della parte informatica riferite ad Agea (società del Ministero dell’Agricoltura), sono state evidenziate tutte le rigidità normative e finanziarie, ormai chiaramente emerse dopo una prima serie di bandi pubblicati nel 2016, riferibili al regolamento comunitario ma anche alle modalità di recepimento della Regione Liguria.

È emerso come le condizioni di accesso alle diverse misure siano oggettivamente più selettive e difficoltose per gli agricoltori rispetto al precedente PSR ma la grande preoccupazione è dovuta agli importi richiesti dalle aziende sui primi bandi già chiusi che oggi sembrano non trovare copertura di spesa.

Contrariamente al passato, la Regione oggi sostiene non siano possibili impegni di spesa dopo la chiusura dei bandi; questo significherebbe che oltre la metà dei partecipanti ai primi bandi, anche se in possesso dei requisiti, sarebbero esclusi dal finanziamento. Al 31 gennaio 2017, dai giovani agricoltori sono state presentate 199 domande per un totale di 5 milioni 200 mila euro contro i 2 milioni 500 mila disponibili, mentre per gli investimenti agricoli le domande ammontano a 476 per un totale di 33 milioni di euro contro gli 11 milioni disponibili. CIA Liguria ha seguito circa il 45 per cento delle domande presentate in tutta la Regione.

“In passato, se mancavano i fondi sul capitolo di spesa, le pratiche finanziabili ottenevano un nullaosta tecnico ed in tempi successivi la copertura”, evidenzia il presidente provinciale Cia Savona Mirco Mastroianni, che aggiunge: “Non si capisce come sia possibile che a inizio periodo PSR non si riesca a trovare copertura ai primi bandi emessi con oltre 300 milioni nella disponibilità della Regione”.

Aldo Alberto, presidente regionale Cia, ribadisce: “Occorre trovare una soluzione come altre regioni hanno fatto impegnando fondi, che ci sono, anche dopo la chiusura dei bandi fino a coprire l’intero fabbisogno e poi tenere monitorate le domande durante i prossimi bandi che dovranno uscire, come quello molto atteso dell’agriturismo, al fine di rimpinguare eventualmente le dotazioni finanziarie entro le scadenze”.

Il rischio di dover ripresentare le domande deve essere scongiurato. Per i giovani sarebbe impossibile, pena la decadenza dei benefici. Per gli investimenti sarebbe comunque molto difficile dato che molte aziende, dopo una lunga attesa dell’apertura del bando, una volta presentata la domanda hanno avviato gli investimenti. Se la ritirano perderanno il finanziamento.

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