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Operai travolti sull’autostrada, il camionista in lacrime durante l’interrogatorio fotogallery

Questa mattina l'uomo stato interrogato dal Gip del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi, che ha convalidato l'arresto

Savona. Per il momento resterà in carcere Ilim Bildan, il camionista rumeno di 44 anni che era alla guida del mezzo pesante che domenica scorsa ha travolto sette operai in un cantiere tra i caselli di Albisola e Celle Ligure, uccidendone due e ferendone gravemente altri due.

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Questa mattina l’uomo stato interrogato dal Gip del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi. “Il mio assistito – spiega il legale del camionista Gian Maria Gandolfo – ha reso una dichiarazione in linea con i primi risultati dei rilevamenti e della perizia che a cui sta lavorando l’ingegner Marco Sartini. Come già noto, i due conducenti non erano sotto l’effetto di alcuna sostanza ed il camion era perfettamente in regola. Bildan ed il suo collega hanno effettuato l’ultimo cambio all’incrocio tra Francia e Italia, quindi al momento dell’incidente il mio assistito era al volante da circa un’ora e mezza”.

Nella sua testimonianza, il 44enne rumeno ha anche fornito la sua versione dell’accaduto: “Giunto all’altezza della galleria che precede il cantiere – aggiunge Gandolfo – Ilim Bildan ha notato il sopraggiungere di un’ambulanza. Per questo motivo si è spostato a destra e ha lasciato passare il mezzo di soccorso. Giunto alla seconda curva, un altro mezzo ha tentato di sorpassare il camion e così il camionista ha stretto ulteriormente a destra. Ciò, però, lo ha portato ad urtare il guard-rail. Questo ha provocato un contraccolpo che ha reso il camion ingovernabile e lo ha portato a investire il furgone degli operai”.

Bildan ed il suo collega si sono accorti immediatamente di quanto è avvenuto: “Il camionista ed il suo collega sono usciti dalla motrice passando da un finestrino. Una volta fuori hanno visto i colleghi dei due operai correre nella loro direzione. A quel punto hanno capito che qualcosa di grave era accaduto”.

Mentre raccontava la sua storia, Ilim Bildan si è dimostrato “molto addolorato per quanto accaduto. Più volte è scoppiato a piangere, consapevole di tutto il dolore causato alle famiglie degli operai”.

Nonostante questo, al termine dell’audizione, il magistrato ha convalidato l’arresto dell’autista, che quindi per il momento resterà in cella così come richiesto nei giorni scorsi dal Pm Giovanni Battista Ferro. “Non avendo domicilio in Italia – spiega ancora Gandolfo – il mio assistito deve rimanere in carcere. Attendiamo che il titolare dell’azienda di trasporti fornisca alla procura alcuni dettagli della polizza assicurativa”.

Il conducente del tir della spagnola Banner Transporte De Mercancias che trasportava pesce surgelato è finito in manette ai sensi della legge sull’omicidio stradale colposo: gli investigatori hanno ritenuto che, alla luce del fatto che in precedenza era stata segnalata la presenza del cantiere, la velocità con cui il conducente procedeva fosse eccessiva.
L’uomo è stato sottoposto dalla polizia stradale ai test psicofisici per accertare che fosse in grado di guidare al momento della tragedia. Tutti i test hanno dato esito negativo, perciò al momento dell’incidente l’uomo era perfettamente lucido.

Nei giorni scorsi il Pm Ferro ha incontrato l’esperto, l’ingegner Marco Sartini, incaricato di effettuare la perizia sull’incidente e di ricostruire quindi nel dettaglio ogni fase della tragedia.

Gli inquirenti, intanto, sono al lavoro per stabilire se sussistano eventuali profili colposi: sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, la decisione di riaprire due delle tre corsie della carreggiata inizialmente chiuse a seguito dell’altro incidente avvenuto sabato pomeriggio, scelta che potrebbe da un lato aver limitato la “area di sicurezza” in cui si sono ritrovati ad operare gli addetti rimasti coinvolti nell’incidente e dall’altro aver “spinto” i mezzi in transito lungo la tratta a mantenere una velocità non idonea alla presenza di un cantiere.

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