Domande

LoaNoi interroga la maggioranza: “Perché l’urbanizzazione dei Prigliani non è stata completata?”

Nel mirino della minoranza la convenzione urbanistica sottoscritta dal Comune nel 2010

Il primo consiglio del Pignocca Bis

Loano. “Perché le opere di urbanizzazione in via Como e nella zona dei Prigliani non sono state portate a termine?”. A chiederselo sono i consiglieri di minoranza di LoaNoi Paolo Gervasi, Patrizia Mel e Daniele Oliva, che nei giorni scorsi hanno presentato alla maggioranza del sindaco Luigi Pignocca un’interpellanza riguardante “la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria del piano particolareggiato relativo alla zona CC1 del piano regolatore generale del Comune di Loano”.

“Nel 2007 il Comune di Loano e un soggetto privato hanno stipulato una convenzione urbanistica per la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione primaria nella zona al confine con Borghetto – ricordano i consiglieri – Tra le opere che il soggetto attuatore avrebbe dovuto portare a termine figurano: un nuovo tronco stradale di completamento di via Como; un parcheggio pubblico in via Como; l’ammodernamento, rettifica ed allargamento della viabilità di coordinamento; il completamento della rete fognatura nera e bianca in via Como e via Magenta; altri 25 nuovi punti luce; tronchi di strada e allargamenti in via Magenta, Como e Alba; l’allacciamento ai pubblici servizi e verde pubblico complementare. Queste opere si sarebbero dovute realizzare entro 24 mesi dal rilascio del permesso di costruire e cedute nei successivi 6 mesi”.

Lo stesso privato avrebbe dovuto realizzare altre opere di urbanizzazione secondaria: “Verde di quartiere, con alberature di altezza superiore a 3 metri; una gradinata e una rampa di accesso presso il bocciodromo; un capannone-laboratorio adiacente all’edificio pluriuso destinato a sede delle associazioni [quello che oggi è il capannone del Carnevaloa, n.d.R.]. Il verde, in particolare, si sarebbe dovuto realizzare entro 24 mesi dal rilascio del permesso di costruire e sarebbe dovuto essere ceduto nei successivi 6 mesi; il capannone, invece, si sarebbe dovuto realizzare entro 12 mesi dall’approvazione del permesso di costruire”.

Secondo Gervasi, Mel e Oliva, invece, hanno rilevato che alcune delle opere di urbanizzazione primaria “non sono state realizzate o ultimate nei tempi e nei modi previsti”. L’unica opera a vedere effettivamente la luce è il parcheggio pubblico di via Como.

Allo steso modo, delle opere di urbanizzazione secondaria è stata realizzata solo la gradinata e una rampa di accesso presso il bocciodromo. “Per quanto riguarda il capannone, il 15 ottobre 2015 è stato redatto un verbale di presa in consegna delle opere in cui si evidenzia che ‘l’area esterna al capannone risulta ancora in fase di esecuzione e sulla stessa non è ancora stata presentata la necessaria progettazione esecutiva, non risulta possibile procedere con la presa in consegna dell’opera’”.

Vista questa situazione, secondo i tre consiglieri di minoranza sussiste “uno stato di manifesta irregolarità delle procedure di realizzazione delle opere di urbanizzazione, che stanno causando grave danno economico al Comune di Loano” e perciò rivolgono alla maggioranza alcuni quesiti.

“Vogliamo sapere se l’amministrazione ha provveduto ad imporre ai soggetti attuatori la realizzazione delle opere non ancora avviate o ultimate, sebbene ampiamente oltre i termini prescritti; vogliamo capire se, in caso di inottemperanza, l’amministrazione ha proceduto alla riscossione delle garanzie fideiussorie relative alle opere pubbliche mancanti. E se l’amministrazione ha provveduto ad imporre la stipula degli atti di cessione delle opere di urbanizzazione regolarmente realizzate ed ultimate”.

Ancora, “vogliamo conoscere il valore economico complessivo delle opere a scomputo previste per l’operazione e quello effettivamente realizzato e se l’amministrazione ha verificato il rispetto di quanto citato a pagina 11 della convenzione urbanistica numero 45.154 del 15 ottobre 2008 su ‘Impegno proponenti il Sua a mettere a disposizione dell’amministrazione comunale la somma complessiva occorrente a finanziare il costo di acquisizione delle aree per l’adeguamento idraulico del Rio Fine, in caso di necessità di procedere coattivamente’”.

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