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Ispezione alla caserma dei vigili del fuoco di Albenga, furia del sindacato: “Vogliono intimidirci” fotogallery

Lo denuncia l'Unione Sindacale di Base: "Una 'vendetta' per aver resa pubblico il degrado della struttura, questa è repressione"

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Albenga. “Un blitz alla caserma dei vigili del fuoco di Albenga, la repressione dei lavoratori ha inizio“. Incomincia così il comunicato con cui l’Unione Sindacale di Base dei vigili del fuoco mette “sotto accusa” i vertici provinciali e regionali dopo la visita, nella caserma ingauna, di un ispettore. Una visita a sorpresa che, secondo i sindacalisti Davide Palini e Stefano Giordano, sarebbe stata disposta “in risposta” alla decisione dei pompieri ingauni di rendere pubblico (con fotografie inviate ai media e un incontro con il sindaco Giorgio Cangiano) lo stato di degrado in cui versa la struttura albenganese.

“Vi raccontiamo una storia in ‘bianco e nero’, che rievoca un passato oscuro e triste per il genere umano – è il paragone scelto dal coordinatore regionale della Usb, Palini – Un passato che ha avuto inizio negando ai cittadini e ai lavoratori la possibilità di denunciare le proprie condizioni di vita e di lavoro. Oggi come allora un cittadino/lavoratore non può denunciare le proprie condizioni di lavoro, pena un’azione repressiva stile ‘Argentina’. Questo è quello che è accaduto al distaccamento di Albenga dove i vigili del fuoco, stanchi di lavorare in una struttura pericolosa e con gravi problematiche strutturali, hanno deciso di denunciarlo alla città di Albenga”.

Vivere in una caserma fatiscente, priva delle condizioni di sicurezza, abbandonata da una dirigenza incapace di gestire la sua provincia è un elemento che in un paese avanzato desterebbe preoccupazione verso chi svolge un lavoro di soccorso e dove lo stress correlato ha un ruolo fondamentale nella vita dei pompieri e dei cittadini”, prosegue il sindacalista. E invece “l’amministrazione, schiava dei prefetti, decide di schiacciare ancora di più: ‘irruzione’ con un funzionario (responsabile della baracca) e i suoi seguaci con azioni vessatorie e intimidatorie con azioni di ‘sgombero’ verso quei lavoratori obbligati da un salario a lavorare a più di 800 km di distanza dalla propria famiglia e quindi a chiedere il ‘“casermaggio’ all’interno del distaccamento”.

L’ispettore, in pratica, avrebbe contestato l’uso di alcuni locali per scopi abitativi (con la presenza di oggetti d’uso domestico come lavatrici o stendini) e più in generale spiegato ai pompieri che attualmente vivono in caserma per non dover sostenere i costi di un alloggio (alcuni ormai da più di 10 anni) che non sarà più possibile farlo. Secondo Palini e Giordano si tratta a tutti gli effetti di una sorta di “vendetta”, “un atto ‘infame’ privo di qualsiasi logica se non quella di reprimere la lotta in atto, lotta che nel tempo ha insegnato che l’unità di classe ha sempre spazzato via chi vergognosamente cerca di distruggere azioni di tutela del diritto”.

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Ma la sfuriata dell’Unione Sindacale di Base non finisce qui: l’ispettore avrebbe anche annunciato la volontà di installare un impianto di videosorveglianza. “E’ la ciliegina sul ‘piatto di ferro’ – tuona Palini – punire in maniera esemplare e riportare tutti nei ranghi: arriva con la volontà di un impianto video sorvegliato della caserma per controllare… chi?…i lavoratori o i ladri di ‘baracche’??? In questa situazione i rapporti sindacali peggiorano e diventa sempre più difficile parlare con la nostra dirigenza che non ha ancora istituito un tavolo di confronto, chiudendosi nel proprio ufficio e impartendo ‘ordini’ che nulla hanno a che fare con il soccorso tecnico urgente. Noi invece abbiamo ben saldo il nostro obiettivo e rilanciamo la lotta verso una sede dignitosa che rispetti le condizioni di sicurezza che una caserma dei pompieri deve avere”.

Per questo l’Usb ha presentato un atto ufficiale di accesso agli atti, nel quale chiede “di venire a conoscenza dello stato dell’arte di codesto comando, in cartaceo, di tutte le voci che compongono la sicurezza nei luoghi di lavoro” tra cui una “valutazione da stress lavoro correlato”. “Qualora dovessero emergere atti non in linea con la normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro o CCNL – è la minaccia del sindacato – non mancheremo di segnalarlo alla autorità competenti oltre ad intraprendere eventuali azioni legali per quanto di competenza”.

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