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Gioco d’azzardo, confronto in Regione. Toti: “Pronti al confronto con le categorie”

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Liguria. “Non sottovalutiamo il disagio delle ludopatie, ma quello che vogliamo evitare è aumentare ulteriormente il disagio in un territorio come la Liguria, già martoriato, che non può permettersi di incrementare i livelli di disoccupazione, soprattutto in assenza di un quadro nazionale che è stato respinto dalla conferenza delle regioni che ha chiesto un approfondimento al governo per una legge quadro che doveva dare le linee guida, ma che ci appare molto larga per i mini casinò ad esempio, ma molto restrittive verso chi gestisce quella parte di gioco da sempre connaturata agli italiani”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti oggi, a margine del Consiglio regionale: “Non ci si può accanire contro i piccoli esercizi o il bar di paese che svolge un servizio per tanti cittadini. Fare di tutta l’erba un fascio è solo populista, ideologico e approssimativo. Serve aprire un ampio confronto con tutte le categorie, comprese le associazioni che combattono contro una grave forma di patologia come la ludopatia, ma non si devono creare ulteriori problemi su un tessuto economico già lacerato”.

“Se fosse arrivato un testo condivisibile con le linee guida in Conferenza della Regioni, sarebbe stato semplice adeguare il testo ligure al disegno di legge nazionale, condiviso da tutti i governatori – ha aggiunto il Governatore – ma sul percorso legislativo nazionale si sono manifestati dubbi a destra e a sinistra, pertanto riteniamo necessario un approfondimento e una pausa di riflessione, anche in Regine Liguria, altrimenti si rischia di creare altri 3000 disoccupati. Non credo che la Liguria se lo possa permettere”.

“Niente di più sbagliato credere che il centrodestra voglia cercare voti sulla pelle dei più deboli – spiega il capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Piana – ridurre un tema così serio in una frase spot, è sbagliato e troppo semplicistico”.

“Occorre difendere i lavoratori a rischio disoccupazione che possono essere considerati soggetti deboli come i ludopatici, ma anche i piccoli imprenditori che del tutto onestamente svolgono la loro attività avendo sempre seguito le regole in modo trasparente.
Sarebbe stato più facile trovare voti applicando una legge non scritta da noi sulla quale, attraverso la campagna mediatica del centrosinistra, forse si sarebbero ottenuti molti consensi. Una riflessione su una legge studiata cinque anni fa bisogna invece farla perché si è vista crescere un’economia del settore e quindi occorre andare al passo coi tempi. Inoltre, visti e considerati i recenti progetti del governo tesi a favorire le grandy lobby delle sale da gioco, la proroga di un anno consentirà a tutti (istituzioni, lavoratori e piccoli imprenditori) di avviare un serio e ragionevole confronto per trovare una soluzione efficace, a tutela di tutti e più adatta ai tempi”.

“C’è inoltre da precisare che oggi, dal punto di vista tecnico, le piccole slot machine diffuse sul territorio sono preimpostate per restituire il 70% delle giocate in vincite su un ciclo di partite (mediamente 30mila). Il ricavo restante, poi, va per il 20% di tasse allo Stato e il 10% a gestore ed esercente, che solitamente dividono i guadagni (a loro volta tassati) a metà. In definitiva, è senz’altro necessario combattere il triste e preoccupante fenomeno della ludopatia anche in Liguria, ma non sembra affatto che il centrosinistra abbia trovato ricette miracolose. Anzi, il progetto del Governo rischia di far chiudere per sempre tanti bar e tabacchini per favorire le grandi lobby dei mini casinò e quindi in questo modo lo Stato sarà il solo a trarne profitto insieme ai grandi produttori, ci guadagnerà di più e la ludopatia non verrà certo sconfitta, ma sarà semplicemente nascosta in luoghi diversi, lontano dagli occhi”.

“Abbiamo ascoltato con attenzione le ragioni delle categorie economiche, e comprendiamo i disagi provocati dal ritardo nella ricerca di soluzioni condivise. Per noi, però, resta prioritario il problema della dipendenza da gioco. Piaga che affligge una parte consistente della popolazione ligure, come ampiamente dimostrato dal lavoro dei Sert e delle associazioni che operano sul territorio – affermano Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), Francesco Battistini (Libera-Mente Liguria) -. Ci preoccupa molto il dilagare delle videoslot, che induce fenomeni negativi anche nei più giovani e negli adolescenti. Siamo quindi contrari a qualsiasi forma di deroga all’applicazione del testo. Per inciso, dobbiamo rilevare l’inadeguatezza di questa classe politica, che ha avuto 5 anni per lavorare nel solco di tale legge: responsabilità equamente distribuite fra la giunta precedente e l’attuale maggioranza di centrodestra. Hanno aspettato la scadenza dei termini, e oggi tentano di lavarsi la coscienza con una proroga che sposta soltanto il problema, ma non lo risolve. Siamo invece d’accordo sulla costituzione di un tavolo che riunisca le categorie interessate, le associazioni che si battono contro il gioco d’azzardo, le istituzioni scolastiche e i presidi sociali”.

“In definitiva, la legge deve entrare in vigore: tuttavia possiamo condividere l’opportunità di una moratoria di 6/8 mesi, non ripetibile, ma solo sull’applicazione delle sanzioni previste, in modo da lavorare per trovare una soluzione vera a 360 gradi”.

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