Gioco d'azzardo, Toti: "Impedire licenziamenti e chiusura attività", bagarre in Consiglio - IVG.it
Dibattito acceso

Gioco d’azzardo, Toti: “Impedire licenziamenti e chiusura attività”, bagarre in Consiglio

Gioco d'azzardo, gli esercenti "occupano" la Regione

Liguria. Questa mattina è iniziato il dibattito sul disegno di legge 127 relativo alla “Soppressione del comitato tecnico regionale per il territorio e disposizioni normative di adeguamento”.

Buona parte della discussione generale ha riguardato un emendamento, depositato dalla giunta, che riguarda la legge numero 17 del 30 aprile 2012 “Disciplina delle sale da gioco”. L’emendamento proroga al maggio 2018 l’applicazione della legge stessa mentre nel testo originale la norma dovrebbe entrare in vigore nel maggio prossimo.

Luigi De Vincenzi (Pd), relatore di minoranza, ha prima di tutto annunciato il voto contrario del suo gruppo al disegno di legge che sopprime il Comitato tecnico regionale: “Se gli intenti di semplificazione e accorciamento dei tempi decisionali, unitamente alla riduzione dei costi, sono condivisibili dal Gruppo PD, – ha spiegato – non lo è la soppressione a priori di un organo consultivo”. Secondo il consigliere “il Gruppo PD avrebbe sostenuto una proposta mirata a snellire la struttura del Comitato e a renderne le valutazioni più “aderenti” e “funzionali” al territorio, ridimensionando sensibilmente il numero dei componenti, accorciando i tempi decisionali e consentendo il coinvolgimento dei Comuni nella Conferenza di pianificazione come, ad esempio, ha fatto la Toscana, ma non può condividere una iniziativa tesa esclusivamente ad azzerare una preziosa competenza tecnica senza, sostanzialmente, alleggerire alcuna procedura e senza alcuna partecipazione, accentrando le decisioni e depotenziando gli strumenti di discussione”.

De Vincenzi, infine, ha lamentato il fatto che è stato presentato l’emendamento al disegno di legge, relativo al gioco d’azzardo: “Questo è un fatto che mi lascia stupito – ha detto – non c’entra nulla con pratica di cui stiamo parlando”.

Andrea Melis (Mov5Stelle), relatore di minoranza, ha spiegato che il disegno di legge 127 non è organico né omogeneo. Secondo il consigliere, inoltre, occorreva contestualmente rivedere la legge regionale 56 del 2009, che definisce il regolamento di attuazione delle Conferenze dei servizi perché, in caso di conferenze interregionali, si rischia un’ulteriore disomogeneità. Nel merito dell’emendamento relativo alla legge numero 17 del 30 aprile 2012 “Disciplina delle sale da gioco” Melis ha spiegato: “Ribadiamo che questa proroga non è opportuna e, inoltre, sono scorrette le modalità con cui è stata sottoposta al Consiglio perché è stata consegnata solo lunedì scorso, impedendo un dibattito in commissione, che permettesse di trovare una sintesi che, forse, si doveva trovare già a partire dal 2012”.

Melis ha, quindi, ricordato le iniziative assunte a livello nazionale e europeo per contrastare il gioco di azzardo che – ha aggiunto – è riconosciuta come una malattia a tutti gli effetti. Il consigliere ha riportato alcuni dati secondo cui la ludopatia colpisce fino a 25 mila persone in Liguria. Melis, rispetto ai rischi per l’occupazione se le slot machine fossero eliminate dagli esercizi pubblici, ha spiegato che in Liguria ogni anno vengono raccolti attraverso le giocate alle slot 1,88 miliardi che potrebbero essere indirizzati per creare nuova occupazione.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), non condividendo il sistema della semplice proroga, ha spiegato che la materia del controllo sul gioco d’azzardo deve essere normata e ha, quindi, auspicato che si vari al più presto una legge. Pastorino, inoltre, ha espresso il timore che, dopo questa proroga, la materia in discussione diventi uno degli argomenti della prossima campagna elettorale per le elezioni amministrative.

Francesco Battistini (Gruppo misto Libera-Mente Liguria) ha dichiarato: “Mi aspettavo su questo tema un dibattito approfondito perché, se c’è il problema economico e occupazionale, esiste anche un problema socio sanitario”. Battistini ha ricordato in aula di avere proposto, insieme al collega Pastorino, una sospensione temporanea delle sanzioni previste dalla legge “sviluppando il tema in commissione. Ritengo dunque – ha concluso – che la giunta si sia mossa calpestando le istituzioni e non per trovare soluzioni ma cercando solo l’applauso, ma questo non è il modo serio di affrontare il problema”.

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha replicato: “L’articolato è stato fatto in modo sbagliato e approssimativo e non così approfondito in modo da consentire una sua applicazione territoriale che porti al risultato auspicato da tutti senza per questo penalizzare molte persone”.

Toti ha ribadito, quindi, che la legge va ritoccata. Il presidente ha assicurato che avrebbe voluto seguire un altro percorso tuttavia “il dibattito che si è dipanato oggi in Consiglio conferma – ha aggiunto – che un altro percorso non sarebbe stato possibile né in commissione e in consiglio” e ha fatto riferimento alla mancata intesa nella riunione dei capigruppo per proseguire la discussione oggi pomeriggio.

Toti ha comunque assicurato: “La proroga ci sarà e ci sarà entro questa settimana perché ci sono troppi lavoratori che hanno già in mano la lettera di licenziamento, troppi esercenti che hanno la saracinesca pronta a chiudere e troppe imprese che hanno bisogno di certezze che noi gli dobbiamo dare in fretta”.

Toti ha assicurato: “Da domani mattina cominciamo a ragionare su come si possa fare un percorso che affronti il problema delle ludopatie, che esiste e va affrontato, e non ci sto a dire “rimandiamo fra un anno e poi fra un anno sarà tutto uguale”. Toti ha assicurato che saranno prese decisioni equilibrate perché una norma che tutela qualcuno non deve però penalizzare qualcun altro.

Il presidente ha concluso il proprio intervento annunciando di avere chiesto al presidente del consiglio Francesco Bruzzone di proseguire il Consiglio sabato prossimo proprio per arrivare all’approvazione dell’emendamento perché “ritengo che un mondo che ha una situazione già complicata da gestire tutte le mattine, come il commercio e i venditori di tabacchi, abbia il diritto a sapere domani mattina quale è il suo futuro e quale è il futuro delle sue imprese”.

Il governatore ligure è infine intervenuto sulla polemica per la convocazione del consiglio per sabato primo aprile: “Le opposizioni si lamentano perché abbiamo convocato un consiglio regionale di sabato per impedire il licenziamento di centinaia di persone e la chiusura di migliaia di esercizi commerciali. Dai, su coraggio! Un fine settimana potete lavorare anche voi. Lo fanno tanti italiani. O forse il Pd è impegnato con le ennesime primarie?”

“E comunque – aggiunge il governatore – a proposito di costi aggiuntivi, se la Paita non si fosse opposta il regolamento ci avrebbe consentito di riunire il Consiglio e dare certezze ai lavoratori già venerdì. Così sapete a chi mandare il conto”.

La replica del capogruppo Pd non si è fatta attendere: “Toti dopo il colpo di mano vergognoso grazie al quale ha infilato un emendamento sull’azzardo in una legge urbanistica, adesso accusa i consiglieri di opposizione di non voler lavorare di sabato. Che detto da lui che ha il record di assenza in aula suona davvero come una barzelletta”.

“Il Pd, che è il gruppo sempre presente, si è indignato perché questa giunta in due anni non ha fatto niente per accompagnare l’entrata in vigore della legge sull’azzardo e adesso vorrebbe cavarsela con l’ennesima proroga che, di fatto, conferma le slot. Inoltre la maggioranza intende far passare questo rinvio attraverso una forzatura delle regole (visto che lo infila in un disegno di legge che non c’entra nulla col gioco) e lo vuole fare di sabato, producendo così un aggravio di costi per la Regione. Ecco Toti: è questo che ci indigna”.

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