Una Fionda nel segno della musica e dell'ottimismo: "Il sindaco mi ha promesso un nuovo teatro bellissimo..." - IVG.it
Il premio

Una Fionda nel segno della musica e dell’ottimismo: “Il sindaco mi ha promesso un nuovo teatro bellissimo…” fotogallery

Teatro Ambra gremito fino all'inverosimile, pubblico conquistato da Brunello Cucinelli: "Siamo troppo connessi, torniamo a parlare..."

Albenga. Una sala gremita all’inverosimile, con decine di persone in piedi in ogni angolo disponibile della platea. Risate a scena aperta, con il trio Balbontin-Ceccon-Casalino che ha risfoderato gli sketch più riusciti della “torta di riso finita”. Una torta di compleanno per festeggiare i 10 anni, con tanto di candeline spente da Antonio Ricci. La “carrambata” di una fionda a sorpresa per lo stesso Gino Rapa, storico ideatore del premio, davanti ad una standing ovation che lo ha commosso. Le più belle canzoni dei Nomadi, cantate a squarciagola dal pubblico. L’umanità di Brunello Cucinelli. La comparsa a sorpresa del Gabibbo, “speriamo che un giorno ‘sti vecchietti diano una fionda anche a me”. E soprattutto tanti sorrisi e soddisfazione, per un appuntamento nato per gioco e diventato “grande”.

Ecco gli ingredienti della cerimonia in cui oggi pomeriggio, al teatro Ambra di Albenga, i Fieui di Caruggi hanno consegnato la loro decima Fionda di Legno. Una fionda “doppia”, dato che i premiati per la prima volta erano due: i Nomadi, scelti per la loro carriera trascorsa accanto alla gente più che nei salotti televisivi, e l’imprenditore del cachemire Brunello Cucinelli, noto per la sua particolare visione di “capitalismo etico” che pone al centro non più il profitto bensì i lavoratori.

Una cerimonia nella quale si sono alternati i momenti più leggeri, con la musica della Equipage Ambassadors Dixie and Street Parade e le risate del trio comico (Rapa: “Voi siete i coraggiosi, siete venuti qui nel 2008 quando nessuno sapeva ancora cosa fosse la Fionda”, Balbontin: “C’era la folla, pensavamo fossero tutti nostri creditori…”), e quelli più celebrativi, come quando il conduttore Mario Mesiano ha ripercorso l’albo d’oro del premio con i videomessaggi di alcuni di loro come Milena Gabanelli, Roberto Vecchioni (“Il vero merito della Fionda non sta nella bravura dei premiati, ma nella simpatia dei premianti”) o Javier Zanetti (“Mi sono sentito a casa”).

Ma il momento clou, ovviamente, è stato quello della consegna della Fionda. Un momento iniziato, come nel dna dei Fieui, con il sorriso. “Cosa avete pensato quando vi hanno chiamato per dirvi che avevate vinto una fionda di legno?” ha chiesto Mesiano ai due premiati: “Ho pensato a uno scherzo…” ironizza Beppe Carletti. Gino Rapa ha spiegato così la scelta di assegnare due fionde: “Dopo due enormi successi come la premiazione di Fiorella Mannoia e quella di Zanetti ci siamo detti che forse era meglio smettere, ritirarsi dopo il trionfo. Poi ci è venuto in mente ‘Lascia o raddoppia’ e ci siamo detti: ‘Per questa volta non lasciamo, raddoppiamo’.

Il video integrale dell’evento

Cucinelli, dal canto suo, ha sfoggiato l’umanità per cui è diventato noto, raccontando la propria gioventù tra scherzi, giornate al lavoro nel bar e il desiderio di conservare la vita del borgo in cui ha creato il proprio impero. “Il sindaco Cangiano mi ha detto che stanno progettando di costruire un bellissimo teatro qui – ha annunciato tra gli applausi degli ingauni – è nostro dovere lasciare il nostro mondo meglio di come lo abbiamo ricevuto, anche con progetti che non guardino a un orizzonte di 3 anni ma di 500. Io credo che noi stiamo vivendo una nuova rinascita, culturale ed etica, perchè veniamo da 30 anni di crisi di valori. Sono sicurissimo che stanno rinascendo, ai giovani dico: scrollatevi di dosso l’idea che siate obbligati ad avere paura. Vi hanno detto che noi eravamo più bravi, non è vero. E studiate ma non troppo, la cosa più importante sono i rapporti umani. Io non sono ottimista, io credo nella speranza: senza speranza non può esserci vita”.

Cucinelli si è rivelato ben presto autentico mattatore dell’evento, con un lungo discorso appassionato, tra citazioni di Voltaire e San Francesco, nel corso del quale l’imprenditore ha letteralmente conquistato il pubblico con la propria visione della vita, strappando applausi a scena aperta. “Parlo con manager che mi spiegano di aver studiato nelle migliori università, io rispondo sempre di aver studiato al bar da Gino. Siamo troppo connessi, dobbiamo tornare a parlare – è il messaggio finale di Cucinelli – In azienda ho vietato le mail a più di una persona e chiedo ai dipendenti di telefonare, ascoltando la voce dell’essere umano in 30 secondi si risolve il problema. Vi ricordate una volta quante risate ci facevamo? Faceva male la testa dal ridere. Dobbiamo tornare a quella umanità“. E gli applausi non si contano, mentre lo stesso Gino Rapa sorride: “Avrete capito tutti che è una fionda meritata…”.

I proventi della Fionda verranno devoluti quest’anno alla scuola di musica per ragazzi collegata al Complesso Bandistico Città di Norcia che, a causa del terremoto, ha perduto la sede – oggi ospitata in un container – e gli strumenti musicali: “Sono stato lì qualche giorno fa – ha raccontato Cucinelli – aspettiamo il vostro arrivo. Mi hanno detto che ricostruiranno Norcia più bella di prima”. E Carletti ha promesso: “Quando avrete finito dimmi quali strumenti mancano, li porterò io”. E gli strumenti che ha portato all’Ambra hanno elettrizzato il pubblico, che ha immediatamente “risposto” cantando a gran voce le canzoni della band, battendo le mani e gratificando i musicisti di un’ovazione dopo ogni brano. Come sempre tra una battuta e l’altra: “Non abbiamo neanche la scaletta, l’importante è che almeno attacchiamo tutti lo stesso pezzo…”.

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