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Congresso provinciale di Rifondazione Comunista: Fabrizio Ferraro riconfermato segretario

Savona. Fabrizio Ferraro è stato confermato segretario provinciale di Rifondazione Comunista, all’unanimità. Lo ha stabilito oggi il congresso provinciale del Prc savonese, che ha riconfermato quasi in toto anche la segreteria, con alcune new entry e il ritorno di Franco Zunino all’ambiente.

Il congresso si è svolto presso la S.M.S La Generale a Savona.

Eletta all’unanimità anche la Segreteria composta da: Piera Barberis Tesoriera, Marco Chiriaco Responsabile Lavoro, Antonio Murru Responsabile Movimenti e Pratiche sociali, Marco Sferini Responsabile Organizzazione, Alberto Sguerso Responsabile Politiche sociali e Franco Zunino Responsabile Ambiente.

Il Comitato Politico Federale, il “parlamentino” di Rifondazione Comunista, è invece il seguente: Patrizia Arpi, Piera Barberis, Gianluigi Caviglia, Marco Chiriaco, Jorg Costantino, Fabrizio Ferraro, Valeria Ghiso, Adelia Marenco, Antonio Murru, Wilma Pescetta, Silvio Pirotto, Marco Ravera, Stefano Ressia, Giuseppe Scagnolari, Marco Sferini, Alberto Sguerso, Martin Zanchetta e Franco Zunino.

L’intervento conclusivo del congresso è stato di Marco Ravera, segretario regionale del PRC.

Ecco la relazione del segretario Ferraro sulla situazione savonese:
Come già intravisto nel contesto nazionale, anche nella nostra provincia Rifondazione Comunista ha continuato le sue attività e iniziative in sintonia sia con i problemi del territorio. Seguendo le dinamiche internazionali e nazionali delle politiche neoliberiste, nonché degli effetti sull’economia reale analizzati precedentemente, risulta evidente come i problemi indicati non siano una cosa astratta oppure semplicemente lontani da casa nostra.

La provincia di Savona ha subito molto duramente gli effetti della crisi e delle scelte neoliberiste, tanto da ottenere dal governo la concessione dell’area di crisi complessa. In particolare nell’ultimo anno molti sono stati i problemi delle ultime realtà industriali presenti nel savonese. La minaccia del taglio degli esuberi, l’uso della cassa integrazione, la perdita di importanti commesse che hanno messo in dubbio l’importanza strategica degli impianti e la mancanza di politiche industriali a livello nazionale hanno creato situazioni molto delicate all’interno degli stabilimenti di Bombardier a Vado Ligure e della Piaggio a Villanova d’Albenga. I lavoratori di queste realtà hanno dovuto più volte ricorrere allo sciopero per ottenere dei risultati che non peggiorassero le loro condizioni lavorative, e il nostro partito è sempre stato dalla loro parte. Troppo spesso le errate scelte gestionali sono ricadute sulle spalle dei lavoratori, ormai sempre più considerati solamente come costi gestionali dei quali si può fare a meno. La minaccia costante di delocalizzazione degli impianti industriali in paesi più competitivi per via del basso costo dei salari non contribuisce alla serenità delle persone che ogni giorno devono lavorare per poter sopravvivere.

Un discorso a parte merita la questione Tirreno Power, con lo stabilimento bloccato dalla magistratura nel marzo del 2014, arrivando là dove la politica non era riuscita a dare delle risposte per la risoluzione dei problemi. La chiusura forzata del sito è stata utilizzata dall’azienda per poter cedere il passo in un paese dove la concorrenza nel mercato energetico ha provocato danni economici alla società Sorgenia. In questo caso ha pagato il sito più debole, quello di Vado Ligure, dove la società ha sfruttato il più possibile la situazione, ignorando le prescrizioni dell’Aia e fomentando la contrapposizione tra i lavoratori e quei cittadini che denunciavano i rischi e i problemi alla salute delle persone che le polveri di carbone producono. Il nostro partito ha aderito alla “Rete savonese fermiamo il carbone” alla sua fondazione, ma ciò non va visto come un’azione contro i lavoratori di Tirreno Power, le vere vittime di tutta questa miope gestione aziendale, bensì perché una collocazione necessaria contro l’uso del combustibile fossile per i problemi che crea alla salute e all’ambiente. Il nostro partito ha sempre sostenuto la proposta di convertire la centrale di Vado Ligure all’utilizzo del metano, cercando di conciliare la necessità di lavoro delle persone con il rispetto dell’ambiente e della salute, che sono patrimonio di tutti e di tutte. Nel 2017 il conflitto tra lavoro e ambiente/salute dei cittadini non può più essere trascurato né tantomeno messo in secondo piano nei processi decisionali. Il nostro partito vuole farsi interprete di una sintesi che permetta ad entrambi gli aspetti di poter convivere in equilibrio, e non a discapito di uno piuttosto che dell’altro.

Nelle ultime settimane è riemersa la questione del trasporto provinciale, dove TPL soffre la mancanza di fondi dovuti sia ai tagli governativi imposti in questi anni, sia alle sforbiciate della Provincia che di alcuni comuni, Savona in primis. La necessità di mantenere il servizio pubblico senza consegnare alcune tratte meno percorse ai privati e la difesa dei contratti in essere hanno mosso i lavoratori TPL allo sciopero in più occasioni. I passi in avanti delle ultime settimane, compiuti anche grazie al lavoro del nostro Consigliere comunale a Savona per la lista unitaria “Rete a Sinistra – Savona che Vorrei”, non sono ancora sufficienti, poiché manca ancora un’idea precisa di trasporto pubblico da parte degli enti proprietari (Provincia e Comune in primis); nello specifico, inoltre, consideriamo sbagliati i tagli previsti dal “Piano di riorganizzazione” in quanto non plasmati sulle reali esigenze degli utenti.
E in tema di lavoro e ambiente, rimane in piedi la questione della piattaforma Maersk. Come Rifondazione Comunista l’abbiamo osteggiata, e giustamente, fino a quando era possibile farlo. L’iter amministrativo non ha presentato vizi o irregolarità, e considerato anche lo stato avanzato dei lavori (anche se riteniamo sia un errore la sostituzione delle “palafitte” con i “cassoni”), pensiamo sia giusto riproporre con forza le proposte avanzate anni fa sulle neo assunzioni con un lavoro stabile (garantito anche dall’applicazione del contratto dei lavoratori portuali), sulle assunzioni che in parte dovranno riguardare anche gli “over 50”, assorbendo una parte dei disoccupati/cassintegrati delle realtà in crisi della nostra provincia, e sull’uso di corsi di formazione per i nuovi addetti che non si trasformino in forme di sottooccupazione.

Per un partito comunista il tema del lavoro rimane il centro della sua azione politica, ed è per questo che siamo stati gli unici ad interessarci in maniera concreta alle problematiche lavorative elencate, promuovendo un’iniziativa pubblica sulla crisi occupazionale nella nostra provincia lo scorso novembre, collaborando con la CGIL e con i rappresentanti delle RSU delle varie realtà industriali e del terzo settore. Nel nostro piccolo, pur con tutti i limiti che può vivere la comunità-partito, l’intenzione è quella di continuare la nostra collaborazione con i sindacati e ritornare ad inserirci nelle lotte tra i lavoratori e le aziende, facendoci, dove possibile, portatori delle istanze.

Il tema della sanità, sempre per effetto delle politiche denunciate in questi anni, vede diversi tentativi di privatizzazione di alcune strutture individuate sul territorio dalla giunta regionale guidata da Toti (e prima ancora da Claudio Burlando) utilizzando le direttive del Decreto Balduzzi del 2012 sulla riorganizzazione delle strutture ospedaliere. In tempi non sospetti avevamo già denunciato sia il passaggio di gestione del GSL di Albenga verso i privati, che ancora prima l’ospedale di Cairo Montenotte, peraltro l’unico su un territorio abitato da oltre 40.000 persone. E’ sbagliato, secondo noi, ridisegnare le competenze del Santa Corona di Pietra Ligure, così come è inopportuno anche solo ipotizzare di indebolire e smantellare l’ospedale San Paolo di Savona. Il diritto alla salute dei cittadini deve rimanere in gestione pubblica e non essere messo nelle mani di gruppi privati che possano realizzare profitto sulle sofferenze delle persone. La nostra non è solo un’impostazione ideologica, che certo non nascondiamo. Non ci convincono anche le cosiddette motivazioni reali. Perché non potenziare il servizio sanitario pubblico? Con l’apertura ai privati si trasformerà la salute da diritto a merce, si accentueranno le differenze tra i cittadini che potranno rivolgersi al “privato” e quelli che non ne avranno la possibilità, si avrà una sanità di serie A e una di serie B. Non possiamo certo condividere questa impostazione e continueremo a contrastarla.

Abbiamo partecipato attivamente ai presidi permanenti del “Comitato acqua pubblica” per la difesa del bene pubblico dal tentativo di privatizzazione e di aggiramento governativo dei risultati dei grandi referendum del giugno 2011.

La Federazione si è occupata in questi tre anni anche delle elezioni amministrative ai vari livelli. Tralasciando le ridicole elezioni provinciali di secondo livello, penso sia giusto ricordare il bel risultato ottenuto dal nostro circolo alle comunali di Vado Ligure nel 2014, dove raccogliendo intorno a se la sinistra locale, ha sfiorato per soli 20 voti l’entrata della lista “L’altra Sinistra per vado” in Consiglio comunale. Va ricordato il dignitoso risultato delle elezioni regionali del 2015, quando con Rete a Sinistra abbiamo permesso al nostro candidato Marco Ravera di ottenere più voti provinciali rispetto agli altri candidati della lista. Il rinnovo del Consiglio comunale a Savona nel 2016 ci ha visti impegnati con una lista alternativa al PD dopo 10 anni di maggioranza con il centro-sinistra; sulla scia del soggetto regionale, anche nel capoluogo abbiamo creato una lista di Rete a Sinistra con altri soggetti politici (Sel, Possibile e il nuovo PCI) aprendoci contemporaneamente, e in maniera determinante, ai rappresentanti del mondo del sindacato, dell’associazionismo, delle categorie professionali e della scuola, riuscendo ad eleggere l’attuale segretario regionale del nostro partito e candidato sindaco, Marco Ravera, come consigliere. Con la sua attività, le sue proposte, e nel rispetto delle formazioni politiche che compongono il soggetto, abbiamo preso duramente posizione contro i tagli ragionieristici della nuova giunta di centro-destra, pur consapevoli della situazione di pre-dissesto economico che il nuovo sindaco Caprioglio deve affrontare. E’ nostra convinzione che i tagli, se necessari, debbano essere fatti con maggiore criterio, senza però toccare il versante sociale, per non far cadere sulle spalle dei più deboli gli effetti dei tagli uniti a quelli della crisi economica. Emblematica, da questo punto di vista, è la lotta delle mamme, è più in generale dei genitori, contro l’aumento delle rette degli asili nido e delle mense ad anno in corso. Abbiamo, ancora una volta (come nel voto in Consiglio comunale del gennaio 2015), espresso la nostra forte contrarietà alla variante del Crescent 2, in quanto ennesimo esempio di speculazione edilizia nel nostro martoriato comune. E saremo ancora in prima fila quando si tratterà di risolvere la questione del porto turistico della Margonara: l’affossamento del progetto nel 2011 è una vittoria anche nostra, perché molto ci eravamo spesi per evitare che l’ultimo tratto di costa ancora naturale venisse cementificato, tra l’altro per realizzare un porto che secondo le intenzioni dovrebbe attirare yacht di lusso. Ora che il ricorso di Gambardella è stato vinto, il progetto è ritornato alla ribalta delle cronache locali, ma sarà nostro compito essere ancora decisivi per fermarlo.
E sempre per il tema elettorale, abbiamo salutato il 2016 con la grande vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Anche in questo caso abbiamo fattivamente collaborato all’interno del Comitato provinciale del No, in piena sintonia con tutti i soggetti politici e le associazioni presenti al suo interno, dando il nostro contributo alla netta vittoria nel savonese. Il nostro impegno andrà ora verso la creazione del comitato del Sì in vista dei referendum del lavoro promossi dalla CGIL, nonché verso quei comuni con scadenze elettorali dove il nostro partito e le altre forze della sinistra avranno la forza e la capacità di potersi presentare in alternativa.

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