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Ceriale, ancora calda la vertenza Aimeri. La Cgil: “Pronti ad agire se l’azienda non ha versato quanto doveva”

Dabove: "Al momento non abbiamo ancora riscontro dell'avvenuto pagamento, ma faremo approfondite verifiche"

Ceriale. “Ci auguriamo che le verifiche ci consentano di accertare che gli accrediti siano stati effettuati. Se così non sarà, procederemo subito con un’azione sindacale”. Così il segretario provinciale di Fp-Cgil, Fausto Dabove, a proposito della vertenza ancora aperta e riguardante i lavoratori della Aimeri a Ceriale.

Nelle scorse settimane i vertici aziendali avevano incontrato i rappresentanti sindacali dei dipendenti ed il Comune in prefettura. In quella sede, i responsabili si erano impegnati a corrispondere ai lavoratori entro il 15 marzo i contributi (Tfr e straordinari) rimasti ancora in sospeso. Ciò in cambio del versamento dei fondi che il Comune aveva deciso di “bloccare” finché Aimeri non avesse pagato quanto di propria competenza. Visto l’impegno di Aimeri, l’amministrazione comunale aveva proceduto con lo sblocco dei fondi. I sindacati, dal canto loro, avevano confermato lo stato di agitazione di lavoratori.

Nonostante il pagamento da parte del Comune, però, ad oggi non risulta che l’azienda abbia versato quanto promesso: “Al momento – conferma Dabove – non risulterebbe alcun riscontro dell’avvenuto pagamento. Ma ci riserviamo di effettuare ulteriori approfondite verifiche. Ma se davvero non c’è stato alcun versamento, allora procederemo subito dal punto di vista sindacale. In occasione dell’incontro in prefettura avevamo scongiurato lo sciopero in quanto qualcuno si era impegnato a pagare quanto di sua competenza. Se così non è stato, porteremo i lavoratori davanti al municipio. Ma ci auguriamo che le verifiche ci diano modo di accertare che gli accrediti siano stati effettuati”.

Il consigliere di minoranza Luigi Giordano spinge per una soluzione ancora più risolutiva: “Se l’azienda non ha mantenuto l’accordo, il Comune ha il dovere di rescindere il contratto. Questo in realtà doveva già essere fatto prima. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non è possibile che gli impegni assunti davanti al prefetto non vengano manutenuti. Consiglio ai dipendenti, quelli non di turno, di fare un presidio davanti al municipio richiedendo la tutela dei loro diritti”.

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