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Il sindaco di Varazze punzecchia il presidente di Confcommercio: “Bravo, ma i tempi cambiano…”

Bozzano replica ai rimproveri di Bertino: "Dirigenza ferma al dopoguerra. Coinvolga i giovani e dia consigli: ne avrà pochi, ma qualcuno l'avrà..."

Varazze. Il presidente di Confcommercio Savona, Vincenzo Bertino? “Un padre buono che stimo, dovrebbe lavorare per rinnovare una dirigenza ferma al dopoguerra e coinvolgere qualche giovane a cui dare consigli. Pochi, ma qualcuno l’avrà…“. Il cioccolatino che il sindaco di Varazze, Alessandro Bozzano, invia a Bertino è di quelli dal retrogusto aspro: dietro una patina di cortesia e buone maniere, infatti, il succo del messaggio in sostanza è che il “patron” di Confcommercio sarebbe ormai “troppo vecchio” per assolvere al suo compito in un mondo che cambia.

vincenzo bertino alessandro bozzano

La stilettata di Bozzano arriva a qualche giorno di distanza da quella di Bertino, che a inizio settimana aveva rimbrottato a sua volta il sindaco varazzino, “reo” a suo dire di non aver instaurato un dialogo con la locale associazione commercianti. Critica a cui Bozzano ha già risposto indirettamente qualche giorno fa, quando ha annunciato la chiusura di un accordo per i fuochi artificiali di Ferragosto (“un accordo – ha spiegato – arrivato al termine di un confronto sereno e costruttivo”). In questa nuova intervista, però, il messaggio è decisamente più chiaro: Bozzano in pratica invita Bertino ad un passo indietro e ad un ruolo da “patriarca”.

L’attacco, come detto, è incartato nel savoir faire. L’inizio, infatti, è di quelli al miele: “Bertino è una persona che stimo e rispetto – afferma Bozzano – una persona che credo sia quarant’anni che fa il presidente provinciale dei commercianti. Una persona che mi aspetto abbia una particolare attenzione per l’area di crisi complessa della Provincia di Savona, e per la reazione che il mondo del commercio deve avere alle ripercussioni di quest’area di crisi. Mi aspetto da lui una spinta di novità su quello che dovrà essere un progetto complessivo, che coinvolga tutta la provincia, sul rilancio turistico di tutti i comuni. Mi aspetto da lui l’avvio di un ragionamento sul fatto che è vero che il minimo comune denominatore è uguale per tutti, cioè la crisi dell’economia che coinvolge tutti, ma le particolarità delle realtà economiche comunali sono diverse”.

Avrà da lavorare tanto, Bertino, e quindi avrà da pensare sempre meno alla collocazione delle associazioni in posizioni che secondo me non competono loro” prosegue Bozzano. E qui iniziano le stilettate: “Secondo me l’associazione commercianti deve avere una funzione precisa di confronto che la mia amministrazione non ha mai negato, anzi ha sempre ricercato; però credo sia difficile fare un confronto quando si è ancorati ancora a dei mondi passati, a delle idee che non ci sono più e che invece devono essere sviluppate in modo diverso. Ci vuole una visione complessiva: invito Bertino a studiarla questa visione complessiva, magari a coinvolgere anche qualche giovane del mondo del commercio a cui lui con la sua esperienza, ormai cinquantennale, saprà dare buoni consigli“.

“Questi giovani imprenditori, diversamente dal mondo di utili che ha conosciuto lui, si trovano purtroppo ad affrontare un mondo di perdite – prosegue Bertino – Francamente non so come li possa consigliare, ma credo che lui avrà qualche buon consiglio… pochi, ma qualche buon consiglio da dare ce l’avrà senz’altro“.

Insomma, al di là delle buone maniere il messaggio pare non lasciare scampo: Bertino, secondo Bozzano, non sarebbe più al passo con i tempi. Tempo di pensione, dunque? “Assolutamente no – chiosa il sindaco – Bertino è un padre buono della Confcommercio, dovrebbe lavorare alacremente per cercare di creare le condizioni affinché i giovani che – poverini – si apprestano a svolgere delle attività commerciali autonome, che hanno a che fare con un’area di crisi complessa che avrà ripercussioni innegabili sul mondo del commercio, possano avere una marcia in più. Spero che Bertino crei le condizioni per potergliela dare e spero che crei anche quelle per poter rinnovare un settore dal punto di vista dirigenziale che ormai da anni è fermo al dopoguerra“.

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