Lettera al direttore

Il parere

Sentimento anti-immigrati in Valbormida? La “prova” dei Verdi Savonesi

dolmen roccavignale

Le notizie di questi giorni relative agli striscioni “anti-clandestini”, comparsi in alcune località della Val Bormida, ci hanno indotto a fare un giro “turistico” a Roccavignale dove l’ultimo di questi striscioni è stato segnalato nei giorni scorsi.

In Roccavignale e nei paesi vicini (Millesimo e Saliceto) abbiamo incontrato solo persone di grande gentilezza che ci hanno anche fornito tutte le indicazioni sui loro siti turistici di grande rilevanza: il famoso “dolmen megalitico” di Roccavignale, la Chiesa di S. Lorenzo in Saliceto (edificata per volere del Cardinale Domenico del Carretto vicino allo storico castello della stessa casata) e il castello di Millesimo. Tutte testimonianze di enorme valore culturale che legano preistoria, storia e tradizioni, tra costa ed entroterra savonese.

Giornata positiva dalla quale abbiamo ricavato una sensazione: non è possibile accreditare la tesi che in Val Bormida si stia diffondendo e prevalga un sentimento anti-immigrati (apostrofati come “clandestini”).

Dobbiamo ricordare ancora una volta che un cittadino straniero può diventare “clandestino” quando semplicemente gli scadono i permessi ottenuti legalmente. Non solo quando si salva per miracolo da un naufragio perdendo tutto, o perchè derubato di ogni avere nell’attraversata del deserto. La posizione dei “Verdi” savonesi sul “problema immigrazione” rispecchia esattamente quella degli amici parlamentari “Verdi” europei.

Posizione illustrata recentemente dalla portavoce tedesca Ske Keller: “Il ‘sistema Dublino’, che obbliga i rifugiati a chiedere asilo nei paesi di primo ingresso, deve essere superata perché solo un numero limitato di Stati europei ha una frontiera esterna ed è invece necessario un sistema di ripartizione equa tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea”.

Senza questo superamento formale del “Trattato di Dublino” non si possono fare passi risolutivi del problema. Quindi è ormai chiaro che la situazione risulta identica a tutti i livelli: gli Stati europei devono trovare intese efficaci per una accoglienza con una distribuzione equilibrata dei richiedenti asilo in fuga da guerre e carestie e, come per gli Stati, anche tutte le Amministrazioni Locali (Regioni, Province, Comuni grandi e piccoli) devono collaborare.

In provincia di Savona solo circa la metà dei Comuni attua politiche di accoglienza e
in Italia purtroppo solo 400 Comuni su 8000 attuano progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Le migrazioni di coloro che fuggono da morte certa, da guerre e carestie, non si sono mai potute fermare in passato, né potranno essere mai fermate in futuro. E’ necessario il rispetto della dignità di ogni persona che chiede aiuto. Le chiusure localistiche motivate in modo pretestuoso porteranno solo conflittualità e sofferenze. Bene ha fatto oggi l’ANCI Liguria ha promuovere iniziative di collaborazione tese ad una distribuzione equilibrata dei migranti su tutto il territorio regionale.

Il portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona
Gabriello Castellazzi

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