La visita

Antincendio boschivo, la Regione stringe per la convenzione coi vigili del fuoco: “Nuovo modello operativo per i volontari”

L'assessore Mai: "Il gruppo intercomunale di Boissano, Loano e Toirano esempio aggregativo per la Liguria"

stefano mai aib boissano

Regione. C’è consapevolezza da parte della Regione sulle difficoltà del delicato passaggio dell’emergenza degli incendi boschivi ai vigili del fuoco, per sopperire allo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato: gli episodi di inizio anno hanno dimostrato che un problema esiste, per questo “credo che la convenzione con i vigili del fuoco sarà un passaggio fondamentale, così come costruire un modello operativo efficace per squadre di volontari che lavorano nella protezione civile e che operano sempre più spesso in prima linea”.

Lo ha detto oggi l’assessore regionale Stefano Mai nel corso della visita a Boissano alla sede del gruppo intercomunale di Loano, Toirano e Boissano che riunisce i gruppi Aib delle tre località del savonese.

“E’ certamente un esempio positivo e credo che possa essere modello per altre realtà liguri: l’unione fa la forza e la Regione vuole favorire processi aggregativi di questo tipo, in grado di fornire riposte adeguate a situazioni di emergenza sul territorio” ha aggiunto l’assessore Mai. Il gruppo intercomunale, infatti, può contare sull’operatività di 55 volontari e otto mezzi pronti ad essere impiegati sul campo, oltre ad un ampia sede dislocata nel comune di Boissano, visitata proprio dall’assessore regionale. Presente anche il sindaco Rita Olivari che ha accompagnato l’assessore Mai nella visita al gruppo intercomunale.

“Ora dobbiamo concretizzare la convenzione e stabilire un nuovo assetto che possa essere efficace ed efficiente, creando anche un coordinamento operativo per i volontari impiegati negli incendi, in sinergia con gli stessi vigili del fuoco” ha concluso Mai.

La convenzione tra Regione Liguria e Vigili del Fuoco per la gestione dell’antincendio boschivo potrebbe essere già firmata la prossima settimana. Sul tavolo circa 350 mila euro all’anno che venivano prima assegnati allo sciolto Corpo Forestale dello Stato e altrettanti destinati alla Protezione Civile per le emergenze idrogeologiche: l’idea è quella di creare una sala operativa unica.

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