Albenga contro la privatizzazione dell'ospedale, ordine del giorno approvato all'unanimità - IVG.it
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Albenga contro la privatizzazione dell’ospedale, ordine del giorno approvato all’unanimità

La mozione è stata trasformata in odg su proposta di Rosy Guarnieri

Agg. ore 11.20: La Lega Nord smentisce che l’approvazione dell’ordine del giorno vada intesa come una presa di posizione contro la privatizzazione. “L’ordine del giorno approvato non si pone contro o a favore della privatizzazione – spiegano – impegna il sindaco a richiedere un pubblico incontro al fine di acquisire tutte le necessarie informazioni sul futuro dell’ospedale. La Lega Nord, prima di aderire o contrastare un progetto, vuole conoscere nei minimi dettagli quanto non accettato delle proposte del territorio e perché”. Clicca qui per l’articolo completo.

Albenga. Il sindaco di Albenga si impegna a chiedere “un incontro pubblico urgente al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’Assessore alla Sanità Sonia Viale, al direttore di A.LI.SA Walter Locatelli e al Direttore generale dell’ASL2 Eugenio Porfido al fine di acquisire risposte e chiarimenti in relazione al futuro dell’Ospedale S. Maria di Misericordia“. Così recita l’ordine del giorno approvato ieri sera all’unanimità dal consiglio comunale.

Il consiglio infatti aveva al primo punto una mozione sull’ospedale Santa Maria di Misericordia, presentata dal Partito Democratico. Il consigliere di minoranza Rosy Guarnieri ha proposto che la stessa venisse trasformata in Ordine del Giorno riunendo i capigruppo per la discussione, e la maggioranza ha accolto la richiesta.

Con questo documento dunque l’intera amministrazione prende posizione in maniera forte in difesa dell’ospedale ingauno: maggioranza e minoranza compatte “alzano gli scudi”, nello specifico, contro l’ipotesi di privatizzazione emersa qualche settimana fa e che riguarderebbe anche gli ospedali di Cairo Montenotte e Bordighera.

L’Agenzia Sanitaria Regionale ha ricevuto il compito di verificare la fattibilità del progetto, ed il termine per le manifestazioni di interesse è fissato per il 15 maggio. L’obiettivo è quello di privatizzare il 15% circa della sanità ligure interessando appunto gli ospedali di Cairo, Albenga e Bordighera per un totale di 247 posti letto.

Se la reazione del comprensorio valbormidese è stata decisamente più frammentata (con il sindaco di Cairo Fulvio Briano a “predicare nel deserto”, tanto da spingerlo a rassegnare le dimissioni da presidente del distretto sociosanitario) ad Albenga le barricate sono state da subito “bipartisan”. Lo sottolinea anche l’ordine del giorno approvato ieri: “Nonostante la presa di posizione unanime di un intero territorio – recita il testo – l’Assessore alla Sanità Sonia Viale non si è mai confrontata con le amministrazioni locali interessate e né ha comunicato preventivamente ai Sindaci firmatari del documento la volontà della Regione Liguria di addivenire ad una completa privatizzazione dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Albenga“.

Da qui la decisione di dare un segnale forte. Anche perché, denuncia il consiglio comunale ingauno, “le promesse di potenziamento dell’ospedale di Albenga, con la riapertura del Pronto Soccorso e reparti affini e dell’attivazione della unità di breast cancer sono rimaste solo sulla carta“.

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