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Xylella, De Ferrari (M5S): “La Regione tuteli i nostri ulivi prima che sia troppo tardi”

Lo ha chiesto il portavoce pentastellato ligure con un’interrogazione presentata oggi in consiglio regionale

Regione. “La Regione attivi tutte le procedure del caso per prevenire il diffondersi della Xylella salentina che si è manifestata al confine tra Francia e Liguria.”

Lo dice Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, con un’interrogazione presentata questa mattina in consiglio regionale, nella quale chiede rassicurazioni all’assessorato all’agricoltura per la tutela dell’olivicoltura del Ponente e non solo.”

Con la sua interrogazione, il consigliere pentastellato ha chiesto all’assessore competente sia a conoscenza della presenza della Xylella del ceppo “pauca ST53”, a Mentone e quali misure sono o verranno adottate in merito all’eventuale sconfinamento del batterio nel territorio ligure. In particolare il consigliere ha chiesto quali controlli ed analisi si stanno svolgendo, quali sono gli enti e gli istituti coinvolti e gli eventuali risultati registrati.

De Ferrari ha rilevato: “Il batterio, che è in grado di far morire le piante e contro il quale per il momento non sembrano esservi rimedi, è stato per la prima volta individuato alle porte della Riviera, a Mentone, si è poi insediato in Corsica ed è presente in Costa Azzurra con 15 focolai, uno dei quali, il più pericoloso per l’olivicoltura, rischia di sconfinare in territorio italiano”.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura Stefano Mai il quale ha ricordato che lo scorso anno, appena avuto notizia di quanto stava accadendo in Francia, la Regione ha incontrato gli interlocutori francesi. Nei Comuni di confine con l’area “infetta” di Mentone è stata circoscritta una zona “cuscinetto”, delimitata da Ventimiglia e Olivetta San Michele.

E’ stato quindi approvato un piano di monitoraggio. Sono state effettuate circa 1100 indagini ed ispezioni sul territorio: sono stati prelevati numerosi campioni vegetali e sono state posizionate delle trappole per la cattura degli insetti che possono veicolare la malattia: “Le analisi dei campioni vegetali e degli insetti – ha puntualizzato l’assessore – sono state effettuate presso il laboratorio di quarantena del settore fitosanitario regionale”.

“Tutti i campioni analizzati – ha ribadito Mai – hanno dato esito negativo”. L’assessore ha poi ricordato che, in collaborazione con la parte francese, è stato messo a punto un progetto a livello europeo per accedere a fondi, circa un milione di euro di cui 600 mila per la regione Liguria, che consentirebbero, tra l’altro, di avviare un’azione di prevenzione ed informazione.

“Tuttavia come Regione Liguria teniamo alta la guardia: abbiamo attivato controlli da parte del settore fitosanitario regionale con circa 1.100 verifiche visive e di laboratorio nella zona cuscinetto, tra Ventimiglia e Olivetta San Michele, prevista per legge nel raggio di 10 chilometri dal ritrovamento del focolaio in territorio francese. Oltre alle misure attivate fino a oggi per il monitoraggio abbiamo anche presentato progetto Proxy transfrontaliero Alcotra Italia-Francia per cui abbiamo richiesto 1 milione di euro, di cui 600mila euro per la Regione Liguria, per l’adozione di linee guida su prevenzione e informazione sul territorio. A oggi, infatti, l’unica arma a disposizione per evitare la propagazione di questa fitopatia è il controllo preventivo, ma ancora non è stato individuato un metodo efficace di contrasto del batterio”.

“A tutela delle imprese agricole e florovivaistiche liguri, attive nella fascia di sicurezza della zona cuscinetto, dopo aver effettuato i controlli necessari – ha concluso – abbiamo proceduto al rilascio di 500 passaporti verdi di ‘xylella free’ in modo che non subiscano infondati contraccolpi negativi nella commercializzazione delle proprie produzioni”.

“Con quest’interrogazione – ha aggiunto De Ferrari – abbiamo chiesto alla giunta Toti che sia fatta informazione sui focolai di Xylella rinvenuti di recente a Mentone – spiega il portavoce M5S – La Liguria faccia proprie le più recenti pubblicazioni scientifiche sul tema e agisca immediatamente in prevenzione attraverso un costante e capillare monitoraggio, come già accaduto a Ostuni in Puglia: una strategia preventiva di successo che ha salvato le coltivazioni dall’eradicazione selvaggia.”

“La Regione faccia pressione per sottoscrivere seri protocolli condivisi a tutti i livelli istituzionali – conclude De Ferrari – dai Comuni direttamente coinvolti fino all’Europa, passando per la Regione e il ministero delle politiche agricole.”

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