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Sciopero Tpl e Ata, i lavoratori ricevuti in Comune e Prefettura foto

A margine della manifestazione dei lavoratori dell'azienda multiservizi è nata anche una piccola polemica: i sindacati sollevano dubbi sul numero dei lavoratori "comandati"

Savona. Un incontro con il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e uno con il Prefetto Giorgio Magari. I due scioperi che questa mattina sono andati in scena a Savona e che hanno visto manifestare i lavoratori di Tpl Linea e quelli di Ata Spa si sono conclusi con altrettanti faccia a faccia con le istituzioni.

Una delegazione dell’azienda partecipata del trasporto pubblico in provincia di Savona, è stata ricevuta a palazzo Sisto dal primo cittadino Ilaria Caprioglio e dal presidente della Provincia Monica Giuliano. I lavoratori erano in corteo per manifestare contro qualsiasi ipotesi di privatizzazione o subappalto delle linee e chiedere garanzie sul prossimo bando di gara, ma soprattutto per protestare contro i mancati trasferimenti dai due Enti.

Il Comune di Savona, che negli ultimi mesi ha avuto gravi problemi di bilancio ed è attenzionato dalla Corte dei Conti, non ha rinnovato il proprio contributo di 300.000 euro; la Provincia di Savona a sua volta non versa più il contributo di 1.300.000 euro da ormai due anni, sempre per difficoltà di bilancio. Gli amministratori dei due Enti hanno risposto ricordando le problematiche in cui versano le rispettive casse, e dichiarandosi in attesa del piano industriale che dovrà essere presentato dal Cda dell’azienda.

Negli stessi minuti anche i lavoratori di un’altra partecipata, Ata (legata soprattutto alla gestione dei rifiuti) sono stati ricevuti dal Prefetto Giorgio Manari: in questo caso sul tavolo ci sono problemi di bilancio (l’azienda, di proprietà di 18 Comuni con capofila quello di Savona, avrebbe un ‘buco’ di quasi 15 milioni di euro) ma soprattutto di organizzazione del lavoro.

Per quanto riguarda lo sciopero dell’azienda multiservizi, tra l’altro, non è mancata nemmeno una piccola polemica relativa al numero di lavoratori che hanno aderito alla manifestazione. Il sospetto del sindacato è che l’azienda, di fatto, abbia “boicottato” lo sciopero: “Quando c’è uno sciopero ci sono alcuni lavoratori che sono i cosiddetti ‘comandati’, ovvero quelli obbligati a lavorare. Il numero dei comandati è stabilito dalla legge e dagli accordi nelle aziende per garantire il servizio minimo. Secondo noi, dopo una prima analisi ci sarebbero delle anomalie rispetto ad accordi in essere. In particolare sul numero dei comandati in provincia di Savona e sui servizi da garantire. A nostro giudizio l’azienda potrebbe aver cooptato troppo personale impiegandolo anche su servizi non indispensabili” conclude Fausto Dabove, segretario della Fp Cgil.

Solidarietà ai lavoratori Tpl Linea è invece arrivata da Sinistra Italiana che ha espresso la propria vicinanza e solidarietà: “Un efficace e efficiente trasporto pubblico ha ricadute positive sulla collettività sotto tutti i punti di vista: economici, ambientali e sociali e solo il pubblico può garantire che la priorità sia la soddisfazione del bisogno di mobilità per tutti ad un costo sostenibile soprattutto per le fasce più deboli”.

“Appare quanto meno bizzarro che a fronte di un aumento di richiesta corrisponda una contrazione dell’offerta di servizi di trasporto in termini di qualità e quantità e non vorremmo che linee considerate rami secchi dagli enti territoriali pubblici diventino poi successivamente occasioni di profitto per i privati. In una provincia in cui gli effetti della crisi economica hanno avuto effetti devastanti sull’occupazione e sul reddito dei suoi abitanti i servizi pubblici, compreso quello che si occupa della mobilità, dovrebbero essere mantenuti se non incrementati per sostenere le numerose famiglie in difficoltà” concludono da Sinistra Italiana.

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