Savona, Sergio Lugaro sul "Progetto per il Decentramento" di Caprioglio: "Iniziativa che nasce già male" - IVG.it
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Savona, Sergio Lugaro sul “Progetto per il Decentramento” di Caprioglio: “Iniziativa che nasce già male”

L'ex assessore: "Parte di quello che intende fare l'attuale giunta è stato iniziato e realizzato dal 2011 al 2016"

Savona. “Il percorso partecipativo che la giunta intende intraprendere nasce già male. Non esiste partecipazione a nomina sindacale”. Così l’ex assessore comunale con delega ai quartieri, al decentramento, alla partecipazione e al bilancio partecipato Sergio Lugaro commenta il “Progetto per il Decentramento” varato dall’amministrazione comunale del sindaco Ilaria Caprioglio.

L’iniziativa promossa dai consiglieri comunali Franco Perona e Alessandro Venturelli (Lista Civica Caprioglio Sindaco), condivisa dai consiglieri Elda Olin Verney e Andrea Sotgiu e dal vice sindaco Massimo Arecco e approvata dalla giunta comunale di Savona in una sua recente seduta intende valorizzare i quartieri, garantire un maggiore ascolto delle problematiche del territorio, favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte della città.

Il progetto prevede la suddivisione della città di Savona in zone, ciascuna delle quali dovrà avere dei referenti; “referenti di zona” quali consiglieri comunali nominati dal sindaco, e “referenti di quartiere” di nomina sindacale, che dovranno coinvolgere i centri di aggregazione già operanti sul territorio (parrocchie, Sms, associazioni, circoli, categorie economiche, residenti, ecc.). Diversi gli ambiti legati al progetto: interventi di pulizia ordinaria e straordinaria, manutenzione del verde pubblico, piccola manutenzione delle dotazioni urbane, presidio sociale, presidio distaccato per la sicurezza, modulistica e consulenze per il cittadino, gestione delle biblioteche di quartiere, organizzazione eventi su scala rionale, cooperazione con le associazioni presenti sul territorio, cooperazione con i commercianti e molto altro ancora.

Un progetto simile, “Venti di Partecipazione”, era già stato varato dalla vecchia amministrazione del sindaco Federico Berruti, della quale faceva parte anche Lugaro: “Come già dissi in consiglio comunale, il fallimento di ‘Venti di partecipazione’ fu mio ma solo per questioni di stabilità politica. Oggi che sono lontano e mi limito ad osservare posso solo dire che chi credeva in quel progetto, oltre a me, furono Livio Di Tullio, Isabella Sorgini, Paolo Apicella ed Elisa Di Padova. Non tutta la giunta come si vede. Ma soprattutto non il sindaco. Quel progetto aveva la sua forza nel trovare referenti di quartiere tra cittadini volontari. Persone che non finirò mai di ringraziare e che mi furono vicino fino all’ultimo, fino al momento di una loro lettera, inviata al sindaco, di dimissioni a causa di un comportamento non certo illuminato di vari membri della giunta”.

Secondo Lugaro, “quello che l’attuale giunta intende intraprendere come percorso partecipativo, a mio modesto parere, confrontato con realtà italiane ed europee nasce già male. Non esiste partecipazione a nomina sindacale. E’ semplicemente un ossimoro politico è come dire una democratica dittatura. Va detto anche che per me se non si isola da quei quattro o cinque Masaniello e tuttologhi di quartiere, Savona non sarà mai pronta ad una vera e propria partecipazione libera. Non politicizzata. Fatta per il bene comune”.

E poi un suggerimento per “gli amministratori di oggi”: “Suggerisco di correggere la rotta appena intrapresa per avere il successo che, ahimè, mio malgrado, io e soprattutto noi, non abbiamo avuto. Parte di quello che intende fare l’attuale giunta è stato iniziato e realizzato dal 2011 al 2016. Forse tutto da buttare non è stato. Hanno già, i nuovi addetti al decentramento, un bel po’ di lavoro già fatto”.

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