Savona, Legino piange la signora Bruna: addio alla decana dei gattari del quartiere - IVG.it
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Savona, Legino piange la signora Bruna: addio alla decana dei gattari del quartiere

Aveva 88 anni e ha dedicato la sua vita a curare i gatti delle colonie feline cittadine

Savona. Ogni giorno, ormai da tantissimi anni, si occupava con amore dei gatti delle colonie feline del quartiere. Legino piange una delle “colonne” del quartiere, la “gattara” Bruna Perez, scomparsa ieri all’età di 88 anni. La signora Perez era considerata un po’ da tutti la decana dei gattari visto che ha passato la sua vita, fino all’ultimo minuto, a seguire le centinaia di amati gatti che ha sempre sfamato e curato, portandogli il cibo mattino e sera.

I Volontari di Felini Felici Onlus ricordano commossi la loro amica: “Negli anni è stata anche socia della nostra Onlus, ma soprattutto era una delle gattare alle quali consegnavamo periodicamente parte dei quantitativi di cibo raccolti nei negozi di animali che ci ospitano settimanalmente”.

“Con ogni tempo (acqua, sole o neve), Bruna usciva sempre dalla sua abitazione leginese e, nelle ultime settimane, quando non poteva più allontanarsi dalle vicinanze di casa, aveva proprio questo timore: non riuscire più a seguire le sue bestiole, anche se la figlia e altri amici la sostituivano nel compito. Il suo sogno, infatti, sarebbe stato trovare qualcuno che potesse seguire le sue orme…” spiegano i volontari di Felini Felici Onlus.

Ecco il ricordo dell’Enpa di Savona, che ha ricordato le sue battaglie per gli animali: “E’ stata tra le prime persone del gruppo che, negli anni sessanta del secolo scorso si erano strette attorno alla Protezione Animali ed alla signorina Ada Frè, mitica fondatrice del rifugio per cani randagi di Cadibona, ora dell’Enpa ed in fase di ricostruzione, che ha rappresentato, fino al 1990, l’unica risorsa di sopravvivenza dei cani abbandonati, al di fuori dei canili comunali in cui venivano uccisi dopo sei giorni di detenzione gli animali catturati dagli “accalappiacani”.

“Bruna collaborava attivamente con il canile di Cadibona e con la sede dell’Enpa allora in via Gramsci 2 e, contemporaneamente, accudiva e sfamava decine di gatti delle colonie feline libere cittadine, soprattutto nel quartiere di Legino dove ha sempre abitato con il marito e la figlia; erano per gli animalisti, allora si chiamavano “zoofili”, tempi più difficili degli attuali, in cui la loro attività era generalmente mal sopportata e spesso duramente osteggiata da molte persone e da tante autorità pubbliche; una missione impegnativa e faticosa, solo un po’ migliorata oggi con leggi a parziale tutela ed un’opinione pubblica sempre più sensibile e favorevole, a parte i soliti irriducibili nemici degli animali, per fortuna sempre meno”.

“Con il passare degli anni e l’età Bruna ha necessariamente dovuto limitare sempre di più la sua attività di “gattara”, sempre più aiutata e sostituita dalla figlia, alla quale tutti i volontari dell’Enpa esprimono le loro sentite condoglianze”.

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