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Ricorso del pm inammissibile: la Cassazione conferma il proscioglimento di Corda, Barghigiani e Santi

L'ex mister del Savona soddisfatto, ma anche amareggiato: "E' pietra tombale su una vicenda che mi ha segnato"

Savona. E’ diventata definitiva la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste pronunciata nel maggio del 2016 nei confronti dell’ex mister del Savona Calcio Ninni Corda, dell’ex consulente di mercato degli Striscioni Marco Barghigiani e dell’ex scouting del settore giovanile dell’Ascoli Silvano Santi. La seconda sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Piercamillo Davigo, ha infatti respinto il ricorso (dichiarandolo inammissibile) che era stato presentato dal pm Ubaldo Pelosi che aveva impugnato il verdetto del gup Fiorenza Giorgi.

Il magistrato savonese contestava la decisione di prosciogliere Corda, Santi e Barghigiani per i quali aveva chiesto un rinvio a giudizio per i reati di truffa ed estorsione. Secondo il pm Pelosi, la vicenda meritava un approfondimento dibattimentale e per questo motivo aveva presentato il ricorso sostenendo che fosse stata una “violazione di legge” (perché il gup, di fatto, avrebbe anticipato il giudizio che toccava al dibattimento).

Tesi che il difensore di Corda, l’avvocato Paolo Lavagnino, che lo assisteva insieme al collega Alain Barbera, e quello di Barghigiani, l’avvocato Paolo Gallinelli, hanno contestato davanti alla Corte di Cassazione nelle loro memorie difensive (la difesa di Santi è stata invece seguita dall’avvocato Silvia Ottonello).

“Ritenevamo che il ricorso della Procura potesse essere rigettato. Non conosciamo le motivazioni, ma abbiamo sostenuto che fosse inammissibile sotto due profili: uno formale, riguardante la tardività del ricorso, e l’altro sostanziale, perché secondo noi la sentenza della dottoressa Giorgi era rispettosa dei poteri del gup” ha precisato l’avvocato Lavagnino.

“La sentenza ora diventa definitiva per tutti e tre gli imputati. Sono contento. Corda esce da questa vicenda che era molto brutta per le contestazioni gravi che gli venivano mosse. Da subito avevamo creduto ciecamente nell’estraneità dei fatti del nostro assistito” conclude l’avvocato Lavagnino.

“E’ la pietra tombale su una vicenda che, inevitabilmente, mi ha segnato” sono le prime parole con cui Ninni Corda, raggiunto al telefono, commenta la sentenza. “Sapere che è stato il giudice Piercamillo Davigo, persona estremamente rigorosa, a ritenere che il ricorso fosse inammissibile è motivo di soddisfazione. Non posso che accogliere il verdetto con soddisfazione da una parte, ma anche amarezza visto che i problemi a Savona sono nati proprio per questa vicenda che, alle fine, si è rivelata una pagliacciata” conclude l’ex mister del Savona Calcio.

Corda, Barghigiani e Santi erano stati accusati di aver intascato 16 mila euro da un calciatore semi professionista romano, Antonio B., con la promessa di un contratto con la squadra di Lega Pro per la stagione 2013-2014. Secondo le iniziali accuse degli inquirenti (cadute appunto in udienza preliminare con il verdetto confermato anche in Cassazione) il giocatore, in cerca di un ingaggio nei professionisti, aveva chiesto aiuto a Silvano Santi, folignate, ex scouting del settore giovanile dell’Ascoli. Sarebbe stato lui ad indirizzarlo verso Corda e Barghigiani (allora consulente di mercato degli Striscioni) dopo essersi fatto consegnare 500 euro “a titolo di mediazione, prospettando la necessità di versare l’intera somma ai correi”.

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