Il personaggio

La disamina tecnica dei campionati di “mastro” Leo Cusimano

Calciatore e mister d’alta scuola, Cusimano fotografa per Ivg Savona i campionati regionali di Serie D, Eccellenza e Promozione

Leo Cusimano

Celle Ligure. Chi segue il calcio da tanti anni, ricorda Leo Cusimano, assieme al fratello gemello Francesco, tra i migliori giocatori del football ligure anni ’70.

Il calcio era in piena rivoluzione culturale… “l’arancia meccanica” del football olandese del tecnico Rinus Michels, di Johan Cruyff, Ruud Krol, Johnny Rep e Johan Neeskens, aveva stravolto come uno tsunami gli antichi dogmi di un calcio conservatore, privo di fantasia.

Qualche anno dopo, Leo Cusimano è diventato uno dei mister più quotati della Riviera, pioniere di un nuovo modo di interpretare il calcio, che ha avuto nel Savona il suo ‘laboratorio’.

Il ‘mister’ (per noi è sempre tale) ha poi, purtroppo, deciso di tagliare il cordone ombelicale con un mondo “in cui non si riconosce più”.

In un ventoso e freddo pomeriggio invernale, passeggiando sulla ex sede ferroviaria di un paese diventato fra i più caratteristici del Savonese, abbiamo chiesto al ‘labbro di Celle Ligure’ (tante le similitudini con l’intramontabile Vujadin Boskov), una disamina dei campionati di Serie D, Eccellenza e Promozione.

“In Serie D, il Gavorrano ha, al momento, una marcia in più, ma credo che Savona e Sanremo, insieme alla Massese, abbiamo le carte in regola per lottare per il salto di categoria. Avendo allenato a lungo il Savona, mi auguro che mister Siciliano riesca nell’impresa di portare gli striscioni in Lega Pro. Anche il Sanremo ha, in Riolfo, un tecnico preparato ed un organico importante… Sarà una bella lotta”.

Ed il Finale, squadra in cui hai giocato a lungo, prima di diventarne l’allenatore in Eccellenza?

“Il Finale sta disputando un campionato sopra le righe, merito di una società da sempre tra le migliori, che ha saputo assemblare tanti bravi giocatori, diretti da Pietro Buttu, un ottimo tecnico, che riesce ad interpretare perfettamente la figura di allenatore/manager”.

“Quanto al Ligorna, penso abbia le carte in regola per consolidare la categoria, mentre mi aspetto di più da Argentina e Sestri Levante… Quando si cambia allenatore, significa che ci sono problemi di organico e spesso chi subentra non può fare miracoli… ma Calabria e Dagnino sono tecnici preparati e sono certo che riusciranno a dare una svolta positiva al campionato delle rispettive squadre. La Fezzanese ha buone chance di salvarsi, mentre Mango dovrà fare un miracolo sportivo, per evitare la retrocessione dello Sporting Recco”.

In Eccellenza l’Albissola è la grande favorita, oppure pensi che Genova Calcio o Vado possano ribaltare i pronostici?

“Solo i giocatori del presidente Saviozzi possono perdere il torneo… la società è solida, i giocatori sono da categoria superiore, Monteforte è un tecnico vincente, il tutto forma un ‘mix’ da primato. Genova Calcio, dell’ottimo Maisano e Vado stanno portando avanti progetti interessanti e renderanno dura la vita all’ Albissola, anche se credo che i ceramisti riusciranno a tagliare il traguardo per primi”.

L’Albenga è ritornata a respirare l’aria del calcio che conta…

“La piazza ingauna è importante e stimolante. In riva al Centa si respira calcio d’elite… i tifosi sono unici, la storia e la grande tradizione dei bianconeri parlano da sole, sono certo che in futuro l’Albenga saprà rinverdire i fasti degli anni ‘60”.

Scendendo in Promozione, ritieni che alla Cairese, dopo il sorpasso sul Pietra Ligure, riuscirà la fuga decisiva?

“I bormidesi hanno alle spalle una società organizzata e un allenatore che sa il fatto suo. Maurizio Podestà sa trascinare e coinvolgere il gruppo a disposizione e nel caso specifico si tratta di una rosa forte. Il Pietra Ligure sta disputando un campionato eccellente, Pisano sta lavorando bene e poi Zunino è un attaccante formidabile… credo che la lotta per il vertice sia una questione tra queste due squadre, anche se non sottovaluterei il Taggia, che dispone di un organico interessante, Rovella su tutti.
Seguo con interesse il bel calcio del Bragno di Cattardico, il Legino, che ha il carattere del suo mister (ndr, Tobia) ed il Ceriale di Renda che ha tanti giovani bravi. La Loanesi, con l’arrivo di Ferraro, può risalire la china, mentre mi auguro che Pallare, Varazze e Veloce possano salvarsi”.

A chi daresti, con una risposta secca, la palma di miglior tecnico? E a quale giocatore e settore giovanile?

“Pietro Buttu, Elia Zunino e Savona”.

Per terminare Leo, un buon allenatore deve?

“Avere tanta umiltà e riuscire a trasmettere la propria cultura, attraverso fatti e parole… Se uno non riesce in ciò, è meglio che cambi mestiere”.

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